L’assurda fine di John Bonham

| Scompare a 32 anni, soffocato dal vomito dopo 40 bicchieri di vodka, uno dei batteristi più talentuosi nella storia del rock, considerato dai fan il cuore pulsante dei “Led Zeppelin”, che alla sua morte smettono di suonare

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Di Marco Belletti
Nel 1980 John Bonham è il batterista della rock band inglese dei Led Zeppelin. È conosciuto e stimato per la velocità, la potenza, il suono originale ed è considerato uno dei più grandi e influenti batteristi rock della storia. Nato il 31 maggio 1948 nei pressi di Birmingham, John inizia a suonare la batteria quando ha cinque anni e non smette più per il resto della vita, fino al settembre 1980 quando muore improvvisamente. Un mese prima, durante un concerto in Germania, crolla a terra, completamente ubriaco, dopo che la band ha suonato appena tre canzoni. In quel periodo i Led Zeppelin sono una delle più seguite rock band e il loro modo intenso e psichedelico di suonare si traduce in note forti che daranno vita all’heavy metal. L’originalità del gruppo emerge da un insieme di stili come il blues, il jazz e il rock classico: mescolati danno vita a un mix di velocità, potenza e ritmi scatenati. Così come sono un mix eterogeneo i componenti del gruppo: il chitarrista Jimmy Page fa impazzire la folla con la sua chitarra elettrica, il cantante Robert Plant raggiunge note inimmaginabili e acute, il bassista e tastierista John Paul Jones è l’autore della maggior parte dei brani, il batterista John Bonham suona con uno stile imparato dai musicisti jazz, aggiungendo fascino alle canzoni della band. Batterista la cui tragica morte segna di fatto la fine della carriera del gruppo inglese.

La prima volta che i fan sentono la batteria di Bonham (detto anche Bonzo o The Beast) è al minuto 0:26 di “Good Times Bad Times”. Ogni componente dei Led Zeppelin ha contribuito al successo del gruppo con il proprio talento ma Bonzo è considerato dai fan il cuore pulsante della band perché il suo modo di suonare la batteria aggiunge potenza, emozione e originalità alla musica. Per questi motivi sia i batteristi dilettanti sia gli esperti lo considerano come uno dei più grandi maestri della storia e la sua morte non è solo una perdita per la famiglia e i Led Zeppelin, ma per tutto il mondo della musica. Dopo la sua morte Page, Plant e Jones decidono di sciogliere la band, poiché Bonzo “è insostituibile” e la loro musica non sarebbe più stata la stessa.

Nel settembre 1980 i Led Zeppelin stanno provando il loro tour di ritorno in Nord America – che sarebbe iniziato di lì a un mese – nella casa di Jimmy Page a Windsor. Bonzo beve vodka tutto il giorno senza smettere fino a quando collassa e sviene sul pavimento: i compagni provano a svegliarlo quando lo vedono privo di sensi ma non ci riescono e così decidono di lasciarlo stare a smaltire i postumi della sbornia. Il mattino dopo, giovedì 25 settembre, il road manager dei Led Zeppelin Benje LeFevre trova il batterista morto.

Secondo quanto in seguito riportato dai media, quel giorno Bonzo tracanna circa 40 bicchieri di vodka in meno di 12 ore: sono poche le persone che riescono a reggerne più di 10 bicchieri. Forse anche per questo motivo il 18 ottobre – data in cui i Led Zeppelin avrebbero dovuto esibirsi in un concerto – un tribunale emette un verdetto di morte accidentale per il batterista, causata da un accumulo di liquido nei polmoni che provoca problemi respiratori noti come edema polmonare. Il medico legale spiega che Bonham è morto a causa dello choc causato dall’inalazione di vomito e alcol.

L’ex falegname Bonzo muore a 32 anni, entra a far parte della lista delle rock star morte giovani a causa dell’abuso di alcol o sostanze stupefacenti, il suo caratteristico look – barba folta e capelli lunghi – diventa un’immagine iconica e il suo modo di suonare la batteria sarà ricordato per sempre.

La notizia della morte del batterista dei Led Zeppelin si diffonde rapidamente in tutto il mondo, del resto a morire è stata una star nel mondo della musica, che perde così uno dei padri dell’heavy metal. Inoltre, i fan della band temono il peggio, la fine dei Led Zeppelin, cosa regolarmente avvenuta nei mesi successivi. Del resto, immaginate il trauma dei tre superstiti: un giorno, stanno provando e suonando insieme e il giorno dopo il loro talentuoso batterista è sdraiato in obitorio. Certo, da un punto di vista commerciale i Led Zeppelin restano attivi ma non producono più nuovi album e smettono di esibirsi.

Solo nel 1985 tornano a cantare in pubblico, a un paio di eventi di beneficenza tenuti a Londra e a Philadelphia dove sono accompagnati da due grandi batteristi come Phil Collins dei Genesis e Tony Thompson degli Chic. Dopo di allora si esibiscono in pubblico nel 2007 a Londra con Jason Bonham, il figlio di Bonzo, che prende il posto del padre nel suonare la batteria di fianco a Jimmy Page, Robert Plant e John Paul Jones.

Il figlio Jason non è il solo parente di John Bonham a essere protagonista nel mondo della musica. Mick Bonham è il fratello minore del batterista: nato nel 1950 e morto nel 2000, è stato disc jockey, autore e fotografo. La sorella minore Deborah Bonham (nata nel 1962) è invece una cantautrice. Così come lo è la figlia Zoë Bonham, nata il 10 giugno 1975, che appare alle convention dei Led Zeppelin. L’altro figlio di John e Pat Phillips (il batterista Jason appunto, nato il 15 luglio 1966) è sicuramente quello con la carriera più luminosa: ha suonato con gli UFO e i Foreigner. Nel filmato dei Led Zeppelin “The Song Remains the Same” un Jason di quattro anni suona la batteria.

Joan è stata la madre di John Bonham, è morta a 81 anni il 10 febbraio 2011 dopo aver cantato per gli Zimmer, una band composta da 40 membri nata in seguito a un documentario della BBC sul trattamento degli anziani. Infine, il cugino di John, Billy Bonham ha suonato le tastiere per alcuni gruppi.

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