Stefano D’Orazio, il ragazzo con gli occhi di sole

| Per 38 anni si è circondato di piatti e tamburi, dedicando l’esistenza al progetto più importante della sua vita. L’ultimo impegno musicale il testo di “Rinascerò Rinascerai”, diventato la colonna sonora della prima ondata di Covid-19

+ Miei preferiti
Di Germano Longo
Aveva un pregio enorme, che gli hanno sempre riconosciuto tutti: saper trovare il lato ironico anche nelle situazioni più serie, quelle in cui non c’è proprio niente da ridere. E probabilmente avrebbe trovato un commento sarcastico anche all’idea che la morte avesse scelto proprio il Covid, per chiudere la sua pratica. Proprio a lui, che nella prima ondata della pandemia aveva scritto il testo di “Rinascerò Rinascerai”, il brano voluto da Roby Facchinetti per dare forza alla città di Bergamo, devastata dal terrificante panorama dei camion militari carichi di bare.

Dopo una vita sui palcoscenici di tutto il mondo, Stefano D’Orazio è morto da solo, in un ospedale Covid di Roma, dov’era ricoverato da qualche giorno: non è chiaro se il virus abbia avuto la meglio per via di problemi di salute che si portava appresso. Ma in fondo non importa, perché comunque si andata, con lui si chiude per sempre la storia dei “Pooh”, la più grande, celebre e longeva band italiana. E se va non solo un musicista, ma un uomo di spettacolo che quando scendeva dal palco, semisommerso da piatti e tamburi, ha saputo scrivere testi, inventare spettacoli e dare alle stampe libri che forse non entreranno nella storia della letteratura, ma erano veri, ironici e sottili.

Nei Pooh era entrato nel 1971, dopo aver comprato anni prima a rate una batteria usata che non sapeva suonare, per uscirne 38 anni dopo, nel 2009, quando prende fiato e fra le lacrime alza per l’ultima volta le braccia per salutare il popolo dei Pooh, che gli ha dato tanto, ma a cui lui sa di aver restituito tutto ciò che poteva. C’erano di mezzo troppi anni passati a dormire in città che non aveva mai potuto visitare, troppi libri lasciati sui comodini, troppi amici, parenti, conoscenti messi da parte perché c’erano impegni e contratti da rispettare. Risplendere davanti ai flash ha un prezzo, racconta a chi da quel giorno in poi gli chiede il perché dell’addio ai Pooh: mentre lui picchiava sui tamburi la schiumarola della vita tirava su minutaglie di esistenza a cui assisteva da spettatore lontano. Natali, estati, piccoli nipoti che nascono e grandi amici che muoiono, mamma e papà che invecchiano e se ne vanno, i piccoli drammi di ogni giorno come la perdita d’acqua in casa, gli occhiali nuovi ed il gatto in giardino e poi gli amori, mai abbastanza vissuti perché c’era sempre una valigia a mettersi di mezzo. E poi c’erano le parole di suo padre, caposezione al Distretto Militare di Roma, che continuava a ripetergli: “Va bene suonare il tamburo, ma da grande che vuoi fare?”.

Stefano posa il tamburo, spegne i riflettori e si prende del tempo, ha voglia di annoiarsi e scoprire di non avere un appuntamento in agenda: si innamora di Pantelleria e si avvicina ai musical, genere che i Pooh avevano sfiorato anni prima portando in scena “Pinocchio”. Scrive e produce “Aladin”, chiedendo ancora ai Pooh di realizzare le musiche, gli Abba gli commissionano la versione italiana del pluripremiato “Mamma mia” e, incapace di stare fermo, triplica l’impegno con “W Zorro”, musicato da Roby Facchinetti. 

Poi si mette a tavolino, e tira fuori tutto quello che le cronache non hanno mai raccontato, mentre scorrevano i 38 anni passati sotto i riflettori. Nasce “Confesso che ho stonato”, biografia che lui ama definire “autosputtanante”, seguita da “Non mi sposerò mai”, il mantra a cui aveva immolato tutta una vita da single impenitente, costellata da nomi come Emanuela Folliero e Lena Biolcati. Ancora una volta, stava giocando con l’ironia di cui era maestro: il libro esce dopo aver portato sull’altare Tiziana Giardoni, l’unica donna che sia riuscita a scovare il pedale del freno che teneva nascosto con cura.

Nel 2015, dietro insistenze dei suoi ex compagni di viaggio, Roby Facchinetti, Red Canzian, Dodi Battaglia e Riccardo Fogli, accetta di tornare sul palco per il trionfale tour dei 50 anni, quello che porta la nave dei Pooh in porto e getta gli ormeggi.

Poi torna alla sua vita, ma senza mai uscire dall’orbita di una band che ormai è un timbro indelebile che non va più via. Scrive ancora testi per i lavori solisti dei suoi “amici per sempre”: l’ultimo è proprio quello sulla musica di Roby Facchinetti. Con lui, la voce ufficiale dei Pooh, stava lavorando ad un’opera teatrale ispirata a “Parsifal”, personaggio a cui la band aveva dedicato uno dei brani più intensi e complessi della loro storia. Ma non ha fatto in tempo: la musica, questa volta, si stava fermando davvero. E per sempre.

Galleria fotografica
Stefano D’Orazio, il ragazzo con gli occhi di sole - immagine 1
Stefano D’Orazio, il ragazzo con gli occhi di sole - immagine 2
Stefano D’Orazio, il ragazzo con gli occhi di sole - immagine 3
Stefano D’Orazio, il ragazzo con gli occhi di sole - immagine 4
Stefano D’Orazio, il ragazzo con gli occhi di sole - immagine 5
Stefano D’Orazio, il ragazzo con gli occhi di sole - immagine 6
Stefano D’Orazio, il ragazzo con gli occhi di sole - immagine 7
Musica
Addio a Sophie, DJ e musicista scozzese
Addio a Sophie, DJ e musicista scozzese
L’apprezzata artista visionaria del pop sperimentale nominata ai Grammy con il suo primo album, sarebbe precipitata da un’altura ad Atene in modo accidentale
L’attico del «Lost Weekend» di John Lennon è in vendita
L’attico del «Lost Weekend» di John Lennon è in vendita
L’ex Beatle visse lì per 18 mesi con Mary Pang, la sua ex assistente personale, spinta fra le braccia di John dalla stessa Yoko Ono. Una penthouse con vista mozzafiato su New York in vendita a 5,5 milioni di dollari
Eddie Van Halen: the last Jump
Eddie Van Halen: the last Jump
Se n’è andato a 65 anni uno dei più grandi chitarristi della storia del rock. Olandese di nascita, nel 1984 aveva scalato tutte le classifiche mondiali con “Jump”
Gli ultimi fuochi di Yoko Ono
Gli ultimi fuochi di Yoko Ono
A 87 anni, la vedova di John Lennon - costretta sulla sedia a rotelle e bisognosa di assistenza - sta svendendo il patrimonio immobiliare: “Sente che la fine della sua vita straordinaria si avvia alla conclusione”
Il mistero di Paul e di Abbey Road
Il mistero di Paul e di Abbey Road
Una teoria mai definitivamente smentita afferma che McCartney sia morto nel 1966 in un incidente stradale e che il suo posto tra i Beatles sia stato preso da un sosia. Molti indizi sulla copertina di uno degli ultimi dischi della band
Rolling Stones, la band dei record in una mostra
Rolling Stones, la band dei record in una mostra
Il Groninger Museum olandese ospita la prima tappa europea di “Rolling Stones – Unzipped”, una mostra che espone oltre 400 oggetti appartenenti alle collezioni private della band più longeva nella storia del rock
Addio a Ezio Bosso
Addio a Ezio Bosso
Il musicista torinese si è spento nella sua abitazione di Bologna: dal settembre scorso si era ritirato per un aggravamento della malattia che lo tormentava da quasi un decennio
«Fly Away», la voglia di libertà nel primo singolo di una band emergente
«Fly Away», la voglia di libertà nel primo singolo di una band emergente
Stavano incidendo un album che è rimasto in sospeso: era il sogno dei «The Why Not», una band torinese che ha deciso di lanciare una propria canzone dedicata a chi spera di volare lontano, lasciandosi alle spalle questo periodo buio
One World: #TogetherAtHome, la musica contro la pandemia
One World: #TogetherAtHome, la musica contro la pandemia
Voluto da Lady Gaga, capace di radunare decine di celebrità della scena musicale internazionale, il mega concerto in streaming ha visto alternarsi artisti che si sono esibiti da casa. I proventi devoluti all’OMS
Ancora una morte nella comunità dei rapper americani
Ancora una morte nella comunità dei rapper americani
La vittima è Chynna Rogers, 25 anni, considerata un astro nascente dell’hip-hop: a gennaio aveva pubblicato un nuovo EP dal titolo inquietante: “Nel caso morissi prima”