Bossetti è Ignoto1, il killer di Yara
ma ancora c'è chi non lo crede

| Il Dna del muratore di Mapello era sui vestiti e gli indumenti di Yara Gambirasio, la ragazzina uccisa nel 2011 ma torna alla ribalta la storia della colf della famiglia, legata all'autista Giuseppe Guerinoni, padre naturale del killer

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Di Alberto C.Ferro
Massimo Giuseppe Bossetti, condannato in primo, secondo grado e Cassazione all'ergastolo per avere ucciso Yara Gambirasio, 15 anni, continua ad avere una serie di seguaci che non vogliono credere al semplice fatto che il suo DNA è al 99,999987 per cento quello dell'assassino. Sono i "terrapiattisti" della cronaca nera, sempre alla ricerca del complotto, di una perversa dietrologia che spingerebbe decine di investigatori, e decine di giudici, di inventarsi prove per incastrare l'innocente di turno. E' pur vero che gli errori giudiziari esistono, eccome, ma mai quando la prova regina è l'esito di un DNA che non lascia scampo. In Italia, più di altrove, manca il rispetto della memoria delle vittime, nel caso Yara, come se la vita fosse una fiction o un telefilm poliziesco, dove la morte è finzione. Qui no. Oggi Yara sarebbe una giovane donna, magari avrebbe già costituito una famiglia, avrebbe ancora un lungo e luminoso futuro davanti. E' invece sottoterra da quel gelido novembre 2010 quando il suo cadavere, morì sola dopo un'agonia di ore, fu abbandonato in un campo da un assassino stupido e sadico al tempo stesso. Un uomo incapace di provare pietà, che aveva l'ossessione di fare sesso con un'adolescente, che cercava su internet "teen, capelli rossi". E che oggi non ha il coraggio di ammettere la verità, che mai come in questo caso si sovrappone perfettamente a quella giudiziaria.
L'ultima trovata è lo scoop di un settimanale di gossip che è andato a scovare la vedova del padre naturale di Bossetti, il defunto autista Giuseppe Guerinoni. L'assassino nacque infatti da una relazione clandestina con Ester Arzuffi, la madre, appunto, di Bossetti. La vedova difende Bossetti rifiutando anche solo l'ipotesi che il marito l'abbia mai tradita. “Bossetti? Un povero disgraziato. Mi fa pena. Vorrei guardarlo negli occhi e parlargli. Un giorno la verità salterà fuori. Temo che sia diversa da quella che ci hanno raccontato...Siamo stati utilizzati perché qualcuno potesse coprirsi di gloria e di riconoscimenti. E qualcuno non ha fatto onore alla sua professione […] Mio marito lo conoscevo troppo bene. Non ha lasciato figli in giro. Mi sarei accorta se mi avesse nascosto qualcosa”, spiega serafica l'80enne Laura Poli. Le prove della procura che hanno incastrato Bossetti, orari, passaggi del furgone dalla palestra che frequentava Yara, mancanza di alibi, non le interessano. Niente. 

Ma con altrettanta superficialità non si era esitato a coinvolgere a suo tempo un ragazzo che era figlio dell'ex colf dei Gambirasio, cognata dell'autista Guerinoni. Fu sottoposto ad indagini stringenti, frequentava anche una discoteca non distante da Chignolo d'Isola, il suo DNA aveva punti di somiglianza con quello di Ignoto1. Ma il giorno del rapimento e del delitto era all'estero e il vero DNA dell'assassino è quello attribuito a Bossetti. La madre fu a sua volta interrogata e il suo caso finì sui giornali. Disse: "Ho un ricordo struggente di quella bimba che amava la ginnastica ritmica, mi chiedeva di guardarla quando ballava e faceva le capriole, sempre con il sorriso, i bambini di Maura (la mamma di Yara, ndr) mi volevano bene e il rapporto con i genitori era splendido. Incontro anche adesso Maura, senza però parlare di Yara, cerchiamo di parlare del presente, dei figli, del lavoro e della salute. Ma il ricordo di quella bimba è oramai indelebile nel mio cuore».

 
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