Ombre su Hansel&Gretel: iI soldi facili e i falsi disegni

| Il pm di Reggio Emilia ha ricostruito con i carabinieri ogni passaggio di una scandalo senza nome. Disegni dei bambini falsificati per dimostrare gli abusi subiti e l'uso (sbagliato) della "macchinetta dei ricordi"

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Bibbiano, parte 2.  C’è anche il momento di puntare un faro sui singoli episodi. Sconfvolgenti le modalità di affido di una bambina, tolta alla famiglia di origine per il solito copione delle presunte violenze sessuali. Il gip scrive nell’ordinanza di rinvio a giudizio che “in una relazione relativa alla presunta violenza sessuale subita fosse stato formato un atto pubblico ideologicamente falso”. Nel disegno delle a bambina, in cui si ritraeva accanto all’ex compagno della madre, risulta infatti contraffatto, qualcuno ha aggiunto mani “che dal corpo dell’uomo arrivano all’area genitale della minore”. Il grafologo non ha dubbi che sia falso. Per il gip questa modifica è stata “creata” dalla psicologa della Asl che seguiva la bambina, per “avvalorare l’esistenza di abusi sessuali ad opera dell’ex compagno della madre”, sostenendo inoltre di avere ricevuto una serie di confidenze proprio da parte della bimba, peraltro mai avvenute.stessa le aveva confidato di queste violenze.

Il procuratore capo Marco Mescolini ha poi chiarito che non ci furono mai stati episodi di ellettrochoc: “Non si tratta minimamente di questo ma diuna ‘macchinetta dei ricordi’, utilizzata dalla psicoterapeuta Bolognini della Onlus Hansel e Gretel, guidata da Claudio Foti (nella foto) e da lei descritta come una “cosa magica” che serviva “ad ascoltare i racconti sulle cose brutte subite da bambina”. In realtà la “macchibetta” era un dispositivo Neurotek, usato nell’ambito della psicoterapia EMDR”, una tecnica utilizzata dalla comunità scientifica, che permette di mandare ai pazienti stimoli acustici e tattili”. Isabel Fernandez, presidente dell’ Associazione EMDR Italia, ha spiegato a Repubblica che è una terapia «nata per curare il disturbo da stress post traumatico dei veterani del Vietnam, ora usata con chi sopravvive a un terremoto, con quelli del ponte Morandi. Si basa su movimenti oculari destra-sinistra, gli stessi della fase Rem del sonno. Il ricordo perde la sua carica emotiva negativa, si attenuua. Ma di certo non fa affiorare ricordi di situazioni traumatiche che non sono avvenute. Se non c’erano abusi o maltrattamenti accertati, non c’ era niente da trattare. Non si può cioè far ricordare ai pazienti cose che non hanno vissuto». 

UN GIRO VORTICOSO DI FONDI PUBBLICI

Le accuse al sindaco di Bibbiano Andrea Carletti che, per buona pace di Luigi Di Maio, fa parte del Partito democratico, sospeso dalla prefettura. Il capo della procura di Reggio Emilia Mescolini ha precisato che il sindaco «risponde solo di abuso d’ufficio e falso. Gli viene contestato di aver violato le norme sull’affidamento dei locali dove si svolgevano le sedute terapeutiche, ma non è coinvolto nei crimini contro i minori» ma con i soldi eventualmente ottenuti con pratiche disinvolte. Non c’entra niente. Carletti, che ha la delega alle politiche sociali, è indagato per concorso in abuso di ufficio con la responsabile del servizio sociale Anghinolfi e altri, compresi gli esponenti della Hansel e Gretel per avere “omesso di effettuare una procedura a evidenza pubblica per l’affidamento del servizio di psicoterapia che aveva un importo superiore a 40mila euro” e “intenzionalmente, procurando così un ingiusto vantaggio patrimoniale al centro studi Hansel e Gretel, i cui membri “esercitavano sistematicamente, a nessun titolo, l’attività di psicoterapia a titolo oneroso con minori asseritamente vittime di abusi sessuali o maltrattamenti, consentendo ai medesimi l’utilizzo gratuito dei locali della struttura pubblica ‘La Cura’ di Bibbiano messo a loro disposizione dall’Unione Comune della Val d’Enza”.

In questo modo gli psicoterapeuti di Hansel e Gretel si sarebbero aggiudicati “l’ingiusto profitto di 135 euro l’ora per ogni minore (a fronte del prezzo medio di mercato della medesima terapia di 60-70 euro l’ora), nonostante l’Asl di Reggio potesse farsi carico mediante i propri professionisti e gratuitamente di questo servizio pubblico”. Nell’ordinanza si legge che “la referente del servizio di neuropsichiatria infantile della ASL di Montecchio Emilia….avesse chiarito che non era affatto necessario rivolgersi agli psicologi di Hansel e Gretel, dal momento che vi erano tuttavia altre figure professionali” a Reggio Emilia che sarebbero state certamente in grado di gestire tali situazioni. Anghinolfi ha tuttavia fatto da subito riferimento al centro studi Hansel e Gretel di Torino”.

Il danno per la pubblica amministrazione – e cioè per l’Unione Comuni Val d’Enza e Asl Reggio Emilia, che compartecipava al 50% delle spese – è secondo il gip “ad oggi stimato in 200mila euro”. Carletti avrebbe agito “in costante raccordo con la responsabile del servizio sociale e pienamente consapevole della totale illiceità del sistema sopra descritto e dell’assenza di qualunque forma di procedura ad evidenza pubblica”. Tanto da disporre “lo stabile insediamento di tre terapeuti privati della Onlus Hansel e Gretel all’interno dei locali della struttura pubblica della Cura e sostenuto le attività e l’ampliamento delle attribuzioni a favore del centro studi anche attraverso pubblici convegni organizzati a Bibbiano di cui si rendeva egli stesso relatore e ai quali venivano invitati a partecipare (retribuiti), Foti e la Bolognini”.

La responsabile dell’ufficio di piano dell’Unione val d’Enza, invece, “garantiva l’esecuzione tecnica del pagamento del servizio di psicoterapia di Hansel e Gretel”…promuoveva le attività private del centro studi nell’ambito dei noti convegni organizzati a Bibbiano”. L’istruttore direttivo amministrativo del servizio sociale integrato dei Comuni della Val d’Enza,“si occupava della gestione illecita dei pagamenti dal punto di vista tecnico operativo, con particolare riguardo al doppio passaggio di denaro dall’Unione ai genitori affidatari e da questi ultimi ad Hansel e Gretel”.

Il procuratore Mescolini non ha però scoperto le coperture politiche denunciate  da Di Maio:  “Sotto inchiesta non c’è il sistema dei servizi: sotto inchiesta ci sono delle persone, ciò che è oggetto di quest’indagine sono fatti, non sono critiche di metodologie professionali, nonostante l’autorevolezza nel loro ambiente. L’alterazione dei disegni per esempio è stata provata attraverso due consulenze specialistiche». Il giudice descrive nell’ordinanza “l’effetto paradossale” dei comportamenti degli indagati, ossessionati “di ricercare a tutti i costi la dimostrazione di abusi sessuali, è quello di rendere oggi del tutto o quasi impossibile, una volta scoperte le falsificazioni e le frodi, il raggiungimento di una assestata verità processuale” sui casi di abusi dei minori coinvolti.

L’indagine è tutt'altro che conclusa e potrebbe riservare ancora nuovi scenari di orrore. Basta solo aspettare.

(Parte 2- Fine. La prima nell’home page di sabato 31 agosto 2019)

 
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