Investiti e uccisi, il mistero del lunotto infranto

| Potrebbero spuntare altri indagati nelle indagini su Matteo Scapin, il 33enne che alla guida della sua Mini ha tamponato la Vespa con a bordo Luca Carissimi e Matteo Rossi. Chi ha distrutto il vetro? Ieri funerali con migliaia di persone

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Di Alberto C.Ferro

Ieri in migliaia, nella chiesa di S. Anna a Bergamo, ai funerali di Luca Carissimi, 21 anni, e di Matteo Rossi, 18, i ragazzi investiti e uccisi dalla Mini di Matteo Scapin. 33 anni, accusato di duplice omicidio volontario stradale e tuttora agli arresti domiciliari. E’ stata una cerimonia toccante, con i familiari dei due giovani, morti per una banale lite in discoteca a cui è seguito un incidente ancora da ricostruire in ogni suo dettaglio, straziati dal dolore. 

Ma l’inchiesta prosegue e potrebbero spuntare altri indagati. 

Perchè, per accertare in vista del processo se Scapin, incensurato, ha voluto o no volontariamente investire la Vespa su cui viaggiavano le vittime, altri ragazzi potrebbe avere taciuto con la polizia quanto avevano visto e soprattutto cosa potrebbero avere fatto in quei minuti concitati prima dell’incidente.

Ed è il particolare del lunotto posteriore in frantumi, colpito da qualcosa che non si sa e da chi, idem, quando l’auto era già in movimento e stava per percorrere quel tratto di strada dove c’era anche lo scooter, che sarà decisivo per accertare le responsabilità anche di persone per ora ancora estranee alle indagini.

Alle 4 di sabato notte, Matteo Scapin, 33 anni, di Curno, è appena uscito dalla discoteca  Setai di Orio al Serio. Cerca di salire sulla sua auto ma viene circondato da un gruppo i ragazzi ostili. Viene colpito ma alla fine riesce ad allontanarsi con la sua fidanzata e a salire in macchina. Durante la serata, c’era stata una lite per degli apprezzamenti alla ragazza da parte di Luca e degli amici. Erano intervenuti buttafuori e tutto sembrava finito lì. Scapin si dirige verso l’incrocio con la strada provinciale Cremasca. Al semaforo accelera, svolta a destra e sul rettilineo tampona e travolge la Vespa con Luca Carissimi e Matteo Ferrari, di Bergamo. Gli avvocati si Scapin, che lavora nell’azienda della madre di materiali elettrici, Anna Marinelli e Riccardo Tropea, sono convinti che il colpo provocato dall’esplosione del vetro (“Mi è sembrato un colpo di pistola, ho perso la testa”, ha detto il 33enne) abbia fatto precipitare nel panico l’automobilista, che tra l’altro aveva un tasso alcolico superiore ai limiti, facendogli perdere il controllo della Mini. Ma chi ha infranto il lunotto? Bel mistero. I videofilmati però mostrano l’auto raggiungere e colpire la Vespa senza deviazioni come se Scapin avesse deliberatamente puntato due ragazzi. L’auto non sbanda, segue una linea dritta, non c’è accenno di frenata. La polizia stradale di Bergamo in collaborazione con quella di Roma analizzerà anche la centralina dati dell’airbag per risalire alla velocità e ad altre informazioni. Poi l’esame dei due telefoni del giovane commerciante, per l’analisi della posizione, dei messaggi, delle chat. Si cercano i due ragazzi che erano su un’auto alle spalle della Mini, pochi istanti prima dell’incidente, e che si era fermata.

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