Spionaggio o giornalismo? Assange alla sbarra

| Il fondatore di Wikileaks ha diffuso per anni files segreti dei governi occidentali violando i sistemi informatici del Pentagono o utilizzando materiale avuto da "traditori" come Manning. Rischia in Usa 175 anni di cella

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MICHAEL O'BRIEN

Le rivelazioni di Assange e del suo sito di Wikileaks hanno creato un danno forse irreparabile ai sistemi di sicurezza dell’Occidente. Nei file diffusi in massa sulla rete nel corso degli anni c’erano nomi di agenti, di società di copertura dei Servizi Segreti, documenti riservati, anche di fatti privati di un numero rilevante di persone. Ebbene. Tutto questo è giornalismo? O spionaggio? E’ il quesito a cui dovranno rispondere i giudici Usa che l’hanno intanto incriminato il fondatore di Wikileaks con 17 capi d’accusa sulla base dell'Espionage Act per “avere cospirato per ottenere e pubblicato informazioni classificate2, cioè protette dal segreto. Gli contestano di aver diffuso centinaia di migliaia di files diplomatici segreti e sulle guerre in Afghanistan e Iraq.

Assange, 47 anni, che ha vissuto segreto per 7 anni nell'ambasciata del Guatemala a Londra, è stato arrestato dagl inglesi nei giorni scorsi. è stato precedentemente accusato di aver violato il sistema informatico del Pentagono, in un'accusa segreta che è stata svelata subito dopo il suo arresto presso l'ambasciata dell'Ecuador a Londra il mese scorso. "Le azioni di Assange hanno rischiato gravi danni alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti a beneficio dei nostri avversari", ha detto il dipartimento di giustizia in un comunicato. funzionari ha detto che la pubblicazione di file segreti da WikiLeaks è stato "uno dei più grandi compromessi di informazioni classificate nella storia degli Stati Uniti”. Il fondatore di WikiLeaks affronta una pena massima di  quasi 200 anni di prigione negli Stati Uniti se condannato per tutte le accuse a suo carico.

Il caporedattore di WikiLeaks, Kristinn Hrafnsson, ha etichettato le nuove accuse che Assange deve affrontare come "il male dell'illegalità nella sua forma più pura”. Ha detto al Guadian: "Con l'atto d'accusa, il 'leader del mondo libero' respinge il primo emendamento - salutato come un modello di libertà di stampa in tutto il mondo - e lancia un evidente assalto extraterritoriale al di fuori dei suoi confini, attaccando i principi fondamentali della democrazia in Europa e nel resto del mondo".

Barry Pollack, un avvocato di Assange negli Stati Uniti, ha detto in una dichiarazione: "Queste accuse senza precedenti dimostrano la gravità della minaccia che il procedimento penale di Julian Assange rappresenta per tutti i giornalisti nel loro tentativo di informare l'opinione pubblica sulle azioni intraprese dal governo degli Stati Uniti”. Ma non tutti sono d’accordo. Se ci sono dei limiti nella professione di informare, essi non dovrebbero superare la sicurezza nazionale e anche singolarmente degli agenti, per semplificare, il cui nome fu reso noto senza alcune remore, mettendo a a rischio la loro volta. Ha un nesso, tutto questo, con l’informazione? Il Comitato inglese dei giornalisti per la libertà di stampa ha dichiarato che le accuse costituiscono una "terribile minaccia" per i giornalisti che pubblicano informazioni segrete nell'interesse pubblico. La Freedom of the Press Foundation ha descritto l'accusa come "terrificante".

Il nuovo atto d'accusa, approvato giovedì scorso da una grande giuria in Virginia, ha descritto come Assange e WikiLeaks hanno pubblicato documenti che hanno ricevuto da Chelsea Manning, allora analista dei servizi segreti dell'esercito americano. La materia è controversa. I drudi sul ruolo, i suoi rapporti con la Russia, le potenze asiatiche, gettano un’ombra sul paladino della libertà d’informazione. Se mai avesse utilizzato e diffuso  solo quella parte di documenti per danneggiare l’Occidente, preservando altri Paesi, a questo punto, i dubbi su Assange non sembrerebbero così peregrini.

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