Izabella, la sovranista anti Greta

| Svedese anche lei, si sta facendo conoscere per le posizioni sovraniste che piacciono agli ambienti di destra. Per lei non ha senso parlare di migranti, sinistra, ambiente e rivoluzione gender

+ Miei preferiti
Arrivano tutte e due dalla Svezia, hanno un anno di differenza e una volta alla settimana marinano la scuola. Ma le similitudini si fermano lì, perché Greta Thunberg e Izabella Nilsson Jarvandi sono esattamente all’opposto, il giorno e la notte. La prima è la celebre attivista sedicenne che lotta per il destino del pianeta, la seconda una giovane sovranista di 15 anni a cui l’ambiente non interessa affatto, ma è scesa in piazza per lottare contro il globalismo, l’ideologia gender e “il genocidio del popolo svedese”, secondo lei minacciato da una politica dal ventre molle che ha favorito l’invasione dei migranti.



Capelli lunghi, occhi scuri, portamento da modella, Izabella è fermamente schierata contro la sinistra, i radical chic e il polically correct, e di recente ha espresso la propria vicinanza al premier ungherese Viktor Orban, noto euroscettico vicino alle posizioni della destra nazionalista, prendendo di mira testi in cui “una ragazza con un pene o un ragazzo con una vagina sono diventati la normalità”. Per poi finire con attacco diretto alla tenera Greta: “Se non sei nemmeno abbastanza uomo o donna per difendere la tua gente, cosa diavolo dovresti essere per il resto del mondo?”.

Galleria fotografica
Izabella, la sovranista anti Greta - immagine 1
Izabella, la sovranista anti Greta - immagine 2
Politica
Si scalda l’attesa
per il summit Biden-Putin
Si scalda l’attesa<br>per il summit Biden-Putin
Secondo il portavoce del Cremlino, le due superpotenze hanno ormai rapporti così scarsi che era assolutamente necessario un incontro di persone per ristabilire un dialogo. Biden annuncia di non voler fare sconti, Putin si dice pronto
Quelli che ancora non riconoscono Biden
Quelli che ancora non riconoscono Biden
Putin, Xi Jinping, Erdogan, Bolsonaro e López Obrador: i 5 uomini forti che avevano stretto ottimi rapporti con Trump, non hanno ancora riconosciuto la vittoria di Joe Biden. Il loro silenzio la dice lunga
Il mondo voluto da Donald Trump
Il mondo voluto da Donald Trump
Un’analisi sui rapporti, le visioni e le pretese del presidente americano sui temi più importanti che ha affrontato nei suoi quattro anni alla Casa Bianca. L’immagine vigorosa dell’America è in netto calo ovunque
Pence VS Harris, è l’ora dei vice
Pence VS Harris, è l’ora dei vice
Grande attesa per il dibattito dei due candidati alla vicepresidenza, uno scontro fra personaggi diversi, con caratteri forti e l’obbligo di essere più concreti dei loro capi
Europa e Stati Uniti, storia di un amore finito
Europa e Stati Uniti, storia di un amore finito
Trump e i suoi ambasciatori stanno sgretolando la fiducia dell’Europa verso gli Stati Uniti, ormai considerati un partner inaffidabile. Un danno che potrebbe essere irreparabile
Referendum e regionali, cosa dicono all’estero
Referendum e regionali, cosa dicono all’estero
I media internazionali, più che dare spazio agli esiti del referendum, analizzano la sconfitta di Salvini e l’exploit di Zaia. Il governo Conte, secondo gli esperti, ne esce rafforzato
Kamala Harris, la donna che ha sempre lottato
Kamala Harris, la donna che ha sempre lottato
Nel suo primo discorso dopo l’investitura alla possibile vicepresidenza, l’ex procuratore ha tuonato contro Trump ricordando la vita difficile di Biden, “un uomo che pensa prima agli altri che a se stesso, l’esatto contrario del presidente”
Fuochi di rivolta, sanzioni e dimissioni
Fuochi di rivolta, sanzioni e dimissioni
Le tensioni dopo la firma dell’Autonomy Act su Hong Kong da parte di Trump, le dimissioni del premier tunisino e la crisi del governo, contestazioni e manifestazioni contro Putin in Russia: un luglio caldo per la politica internazionale
USA-UE, storia di un rapporto in crisi
USA-UE, storia di un rapporto in crisi
Le crepe dell’alleanza transatlantica diventano sempre più evidenti: il calo di interesse americano verso l’Europa era iniziato con Obama, ma si è addirittura incattivito con Trump
Donald all’angolo
Donald all’angolo
Dopo la rivolta dei generali e del Pentagono, il presidente alle prese con l’inizio dello sbriciolamento nelle file dei Repubblicani, con molti dei “suoi” alleati di partito pronti a girargli le spalle