Kamala Harris, la donna che ha sempre lottato

| Nel suo primo discorso dopo l’investitura alla possibile vicepresidenza, l’ex procuratore ha tuonato contro Trump ricordando la vita difficile di Biden, “un uomo che pensa prima agli altri che a se stesso, l’esatto contrario del presidente”

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Secondo gli analisti politici, la vera sfida delle elezioni 2020 non è fra Joe e Donald, ma fra Trump e Kamala Harris. Alla sua prima apparizione come candidata alla vicepresidenza, la senatrice californiana ha subito mostrato di essere un osso parecchio duro.

Bollata come “cattiva” da Trump, sempre alla ricerca di epiteti con cui etichettare gli avversari, la Harris è apparsa a proprio agio, con l’agilità dialettica messa da parte durante gli anni trascorsi come procuratore generale. Ha criticato Trump senza usare metafore, andando subito al punto, schietta e diretta, ma senza mai negare agli americani speranza e ottimismo verso il futuro. “La pessima gestione della pandemia da parte del presidente Trump ci ha fatto sprofondare nella peggiore crisi economica dai tempi della Grande Depressione, e sempre grazie a lui stiamo vivendo una resa dei conti morale con il razzismo e un’ingiustizia sistemica che pretende e merita un cambiamento. L’America chiede a gran voce una leadership, invece da quattro anni abbiamo un Presidente che si preoccupa di se stesso molto più di coloro che lo hanno eletto”.

La prima performance della Harris, applaudita per la grande capacità di stabilire empatia con gli americani che da mesi lottano contro la pandemia, è descritta come una prova sufficiente a mettere in luce l’abilità politica e il motivo per cui il prossimo autunno la candidata Dem alla vicepresidenza sarà un avversario molto difficile per Donald Trump e Mike Pence.

Nel suo discorso, l’ex procuratore ha sottolineato il penoso tentativo di Trump di scrollarsi di dosso la responsabilità per gli oltre 165mila morti di Covid-19, accusandolo di incapacità manifesta nell’affrontare il virus, di avviare campagne di test e prevenzione, di pianificare una strategia per mettere fine alla pandemia che ha portato 16 milioni di persone a perdere il lavoro: “Una drammatica crisi di povertà che colpisce maggiormente i neri, gli ispanici e le minoranze. Non doveva andare così, sarebbe bastato poco per evitare questo disastro totale”. Poi arriva l’affondo sul “caos completo” legato alla riapertura delle scuole: “Madri e padri sono confusi, incerti e arrabbiati, perché nessuno è in grado di dire se i loro figli saranno al sicuro o abbandonati a se stessi”.

Nel suo discorso, la Harris ha anche intrecciato episodi della sua vita con quella di Biden, raccontando di aver conosciuto l'ex vicepresidente grazie all’amicizia con suo figlio Beau, morto di cancro al cervello nel 2015. Ha raccontato di come Biden fosse reduce da un altro dramma familiare, il tragico incidente stradale del 1972 in cui avevano perso la vita la prima moglie Neila e la figlia Naomi Cirstina, di soli 13 mesi. “Non si è mai risparmiato: volava di continuo fra Washington e la sua casa nel Delaware per poter preparare la colazione ai figli al mattino e rimboccare loro le coperte la sera. Tutto questo perché due ragazzini che avevano appena perso la madre e la sorella in un tragico incidente, sapessero che il mondo stava ancora girando. È così che ho conosciuto Joe, una persona la cui prima risposta, quando le cose si fanno difficili, è di non pensare mai a se stesso, ma a come prendersi cura degli altri”.

“Come figlia di immigrati dalla Giamaica e dall’India, Kamala Harris conosce personalmente come le famiglie di immigrati arricchiscono il nostro Paese – ha detto Biden presentandola - la sua storia è fatta della stessa trama che ha reso grande l’America”.

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