La protesta del milkshake

| Il frappè ha sostituito le uova nelle proteste degli inglesi contro la propria classe politica: fra i più colpiti i rappresentanti dell’estrema destra e quelli favorevoli alla Brexit

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“Era un frappè alla banana e caramello con un pizzico sale”: Paul Crowther, 32enne di Newcastle, ha spiegato ai cronisti cosa c’era nel bicchiere lanciato contro Nigel Farage, il leader di UKIP che aveva appena terminato un comizio per le europee dello scorso 26 maggio. Crowther, arrestato subito dopo, e si è difeso dicendo che la marea di scemenze appena sentite lo aveva indignato al punto da immolare il suo milkshake: “Il razzismo che Farage ha scatenato in questo paese sono molto più pericolosi di un frappè sulla fronte”.

È soltanto uno dei tanti esempi di un fenomeno di protesta politica molto inglese che ha già trovato una definizione con tanto di hashtag: #SplashTheFash. Al netto della traduzione: Schizza i Fascisti. A farne le spese sono soprattutto i rappresentanti della destra e chi predica la Brexit. Tradizionalmente, gli inglesi per certe cose amavano le uova: le immagini di decine di politici ricoperti di tuorli & albume vagano ancora oggi sul web. Ma il milkshake offre diversi vantaggi in più: con una confezione di uova in mano si corre il rischio di essere fermati dalla polizia, mentre un innocente bicchiere di bibita con la cannuccia è quanto di più innocuo possa esistere e in più, secondo il parere di Kevin Featherstone, professore di politica europea alla London School of Economics, “Il politico raggiunto dal milkshake lo rende ridicolo, distrugge la sua aura: è un modo per dire non mi rappresenti e non sposo la tua politica, al punto da volerti lavare con il latte, l’alimento bianco per eccellenza, simbolo di purezza”.

Tutto è iniziato intorno alla metà di aprile, al termine di un comizio di Tommy Robinson, nome d’arte di Christopher Lennon, fondatore dell’English Defense League, che si è beccato il primo di una lunga fila di milkshake. A breve distanza Carl Benjamin, candidato dell’UKIP e misogino conosciuto per aver liquidato l’avversaria politica Jess Philips con una frase che aveva scatenato l’indignazione popolare e un’inchiesta della magistratura inglese: “Non ti stuprerei nemmeno”. Nel frattempo, Tommy Robinson di bicchierate di milkshake ne ha ricevute altre, mentre il suo collega dell’UKIP Mark Meechan ha messo le mani avanti, assicurando che “Chiunque si avvicini a me con un milkshake in mano sarà costretto a mangiare con la cannuccia per i prossimi mesi”.

E se il mondo politico anglosassone si schierava compatto e bipartisan nel condannare l’uso improprio del milkshake, a cominciare da Theresa May, che ha definito “inaccettabile” il gesto, assicurando una ferma reazione della polizia, Farage, fra i più colpiti, ha iniziato a prendere le contromisure: a Edimburgo, in occasione di un suo comizio, la polizia ha vietato la vendita di milkshake a tutti i locali della zona. Per contro, c’è chi invece la protesta del frappè la cavalca: Burger King ha tappezzato la città scozzese di cartelloni che ironicamente recitano “È il week end del nostro frappè: divertitevi”.

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