Psicologia

  • La nostra mente distingue i pensieri nostri da quelli di altre persone, ma come fa a essere sicura che non siano di qualcun altro? Un esperimento ha messo in evidenza come copiamo i ragionamenti di chi ci sta vicino e li rendiamo nostri
  • Piccoli imprenditori travolti dai debiti e giovani rimasti senza alcuno sbocco: un report lancia un allarme che potrebbe riguardare i prossimi cinque anni
  • Una ricerca afferma che siamo catalogati anche per come scegliamo le nostre ferie. C’è chi ama l’assoluto relax, chi viaggiare per musei, chi ancora preferisce esplorare luoghi esotici. Quest’estate la vacanza media durerà due settimane
  • Due scienziati si sono chiesti se è meglio parcheggiare al primo posto trovato o avvicinarsi alla destinazione e rischiare di tornare indietro. Con l'indagine hanno identificato 3 tipi di guidatori e sono giunti alla conclusione che…
Dei primi anni di vita raramente restano ricordi nitidi: per Freud è l’amnesia infantile, con la quale a causa di un trauma sessuale reprimiamo i ricordi. In ogni caso, lasciano un’impronta indelebile su come affronteremo la vita
Due ricerche, la più recente realizzata in Nevada, mettono in stretta correlazione la potenza e l’esclusività delle auto con il carattere di chi le guida, spesso arrogante, asociale, antipatico e vanitoso
Perché gli ignoranti pensano sempre di aver ragione e come ha fatto la scienza a spiegarlo con l’effetto Dunning-Kruger. Tutto ha origine dalla storia di un rapinatore che si credette invisibile per un po’ di succo di limone sul volto
Pur sapendo bene che un minuto è un minuto, la percezione che abbiamo dello scorrere dei secondi che lo compongono può variare di molto. Stress, impegni, età possono condizionare le nostre sensazioni
Gli esperti delle strategie di vendita si sono alleati con neurologi e psicologi per dare vita al neuro-marketing, spingendoci verso acquisti che riteniamo di fare in totale autonomia e che invece sono guidati e condizionati
Uno studio giapponese rivela che fissare negli occhi un interlocutore e nello stesso parlargli è difficile per il cervello, che perciò spinge a distogliere lo sguardo. Non si tratta di timidezza, ma di una scelta della nostra intelligenza