Quando per i medici gli omosessuali erano malati mentali

| La psicologa Evelyn Hooker pubblica nel 1957 uno studio che rivoluziona l’opinione medica dell’epoca, secondo la quale gay e lesbiche sono affetti da turbe psicologiche. Uno studio riconosciuto dall’Associazione Psichiatrica solo nel 1973

+ Miei preferiti
Di Marco Belletti
Per quasi tutta la storia dell’umanità – e per buona parte del secolo scorso – l’omosessualità è stata considerata una malattia mentale non solo dal popolo e dall’opinione pubblica ma addirittura dalle istituzioni mediche. Questo atteggiamento ha evidentemente dato vita a una situazione grave nei confronti di tutti gli omosessuali e soprattutto a un paradosso, in quanto la mancanza di serie ricerche psicologiche ha permesso alle istituzioni sociali di discriminare le persone in base al loro orientamento sessuale, e a quelle mediche di sentirsi autorizzate a sottoporre gay a terapie psicologicamente e fisicamente dannose.

Ricorre oggi l’anniversario della morte di Evelyn Hooker, una psicologa statunitense nota in modo particolare per il saggio scritto nel 1957 “The Adjustment of the Male Overt Homosexual” (L’adeguamento del maschio omosessuale dichiarato) in cui illustra come ha organizzato diversi esperimenti psicologici con un gruppo di omosessuali maschi ed eterosessuali auto-identificati: sulla base dei test ha chiesto ad alcuni esperti di individuare quali fossero gli omosessuali e di valutare la loro salute mentale. In questo modo è riuscita a sostenere – e altri ricercatori hanno successivamente ripetuto l’esperimento con successo – che l’omosessualità non è un disturbo mentale, in quanto non c’è alcuna differenza rilevabile tra omosessuali ed eterosessuali in termini di adattamento mentale.

Con il suo lavoro ha messo in evidenza che la falsa correlazione tra omosessualità e malattia mentale ha costituito la base per classificarla come disturbo mentale. La dimostrazione della Hooker ha aperto la strada alla rimozione dell’omosessualità dal manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali redatto dell’Associazione Psichiatrica Americana nel 1973.

Dal Nebraska alla University of California, Los Angeles

La Hooker nasce (come Evelyn Gentry) il 2 settembre 1907 a North Platte, in Nebraska, nella cascina della nonna. Quando ha 13 anni la famiglia si trasferisce a Sterling dove la ragazza cresce insieme con otto tra fratelli e sorelle, libera di correre nella pianura del Colorado. Sua madre Jessie ha un’istruzione elementare e di lei Evelyn affermerà in età adulta che la spingeva sempre ad avere un’istruzione in quanto sarebbe stata l’unica cosa che nessuno avrebbe potuto portarle via. Grazie a questa convinzione, nonostante la famiglia non sia benestante la donna iscrive la figlia alla Sterling High School, all’epoca insolitamente progressista. Sebbene la ragazza patisca l’adolescenza per il fatto di essere presa in giro in quanto molto più alta della media delle compagne, i suoi studi procedono spediti fino a ricevere una borsa di studio per frequentare la University Colorado a Boulder.

Diventa studentessa della UCB nel 1924 mentre lavora come domestica per una ricca famiglia di Boulder che la spinge – soprattutto il capofamiglia Karl Munzinger – a sfidare la teoria psicologica allora prevalente, il comportamentismo. Evelyn dedica la tesi di laurea all’apprendimento dagli errori da parte dei topi. Dopo aver conseguito il master, diventa una delle 11 donne coinvolte nel programma di dottorato in psicologia della Johns Hopkins University di Baltimora e nel 1932 ottiene il dottorato di ricerca.

Nel 1937, ormai trentenne, vince una borsa di studio per l’Istituto di Psicoterapia di Berlino e va a vivere con una famiglia ebrea (che anni dopo scoprirà essere stata sterminata in un campo di concentramento), potendo osservare in prima persona l’ascesa di Adolf Hitler e del nazismo, oltre che essere testimone della notte dei cristalli. L’esperienza vissuta in Europa instilla in lei il desiderio di aiutare chiunque sia vittima di un’ingiustizia sociale. Quando torna negli Stati Uniti molti suoi colleghi temono che la permanenza in Germania possa causare in lei comportamenti sovversivi e totalitari, di conseguenza perde il lavoro. Fa così domanda per essere assunta nel dipartimento di psicologia dell’UCLA, ottenendo un posto di ricercatrice associata e guadagnandosi in breve tempo la reputazione di insegnante brillante e ottima ricercatrice. Resterà all’università californiana per 31 anni, conducendo ricerche e insegnando psicologia sperimentale e fisiologica fino al 1970, anno in cui inizia a dedicarsi alla pratica privata.

L’amicizia con lo studente Sam From

È durante gli anni Quaranta che si interessa per la prima volta a quello che sarebbe diventato il lavoro della sua vita. Nel 1944 al termine di una lezione introduttiva di psicologia, lo studente Sam From – uno dei più brillanti del corso – le si avvicina confidandole di essere gay, dichiarando che lo è anche la maggior parte dei suoi amici. Tra docente e studente nasce una profonda amicizia e ben presto il giovane presenta la Gentry ai suoi amici, tra cui sono particolarmente interessanti per la donna Christopher Isherwood e lo scrittore Stephen Spender: quest’ultimo sfida la psicologa a studiare scientificamente le “persone come lui”.

Perché non condurre una ricerca sugli omosessuali per determinare se l’omosessualità sia una sorta di malattia e sia rilevante per la formazione psicologica di una persona? Evelyn Gentry è fortemente incuriosita da questa domanda, così come vuole ragionare sul fatto di essere stata discriminata da ragazza e testimone dei deleteri effetti della persecuzione razziale e politica in Europa oltre che delle disparità di trattamento che ha dovuto subire nella sua vita professionale in quanto donna.

Nel 1948 Evelyn si trasferisce in un cottage di proprietà di Edward Hooker, un professore di inglese all’UCLA e studioso di poesia che diventa suo marito nel 1951, quando la donna ha 44 anni. A metà degli anni Cinquanta Christopher Isherwood – che aveva conosciuto anni prima come amico di Sam From – diventa loro vicino di casa ma siccome ha una relazione con un uomo molto più giovane di lui, la Hooker non gradisce la sua presenza.

Nel 1956, pochi mesi prima della pubblicazione dell’innovativa ricerca sull’omosessualità della psicologa, Sam From muore in un incidente d’auto così come il marito della donna, nel gennaio 1957, per un arresto cardiaco.

Tre giudici per certificare le sue idee

Gli anni Cinquanta sono, negli Stati Uniti, caratterizzati dall’era McCarthy con l’omosessualità considerata un disturbo mentale dagli psicologi, un peccato dalla chiesa e un crimine dalla legge. In questo scenario la Hooker riunisce due gruppi di 30 uomini, uno composto esclusivamente da eterosessuali, l’altro da omosessuali. Per trovare questi ultimi, contatta la Mattachine Society, un’organizzazione il cui scopo è integrare gli omosessuali nella società. In seguito accoppia il campione in base a QI, età e istruzione. La scelta dei due gruppi prevede che nessuno sia stato precedentemente paziente psicologico, sottoposto a provvedimenti disciplinari da parte delle forze armate, sia stato in prigione o abbia mostrato prove disturbi di qualsiasi genere. Conduce molti colloqui a casa per proteggere l’anonimato dei partecipanti e utilizza tre test psicologici: il TAT (Thematic Apperception Test, test di appercezione tematica), il test Make-a-Picture-Story test (test MAPS) e il test Rorschach, quest’ultimo per la convinzione dei medici dell’epoca che sia il metodo migliore per diagnosticare l’omosessualità.

Dopo un anno di lavoro, la Hooker decide di fare analizzare da tre esperti i 60 profili psicologici che ha redatto, per evitare ogni possibile errore nel giudizio. Contatta Bruno Klopfer, un esperto dei test di Rorschach, per valutare l’efficacia di questo test nell’identificare l’orientamento sessuale delle persone. Giunge alla conclusione che non ha più efficacia del semplice caso. Fa analizzare i profili anche a Edwin Shneidman, creatore del test MAPS, che dopo sei mesi giunge alla conclusione che entrambi i gruppi sono molto simili nella loro composizione psicologica. Il terzo esperto è Mortimer Mayer, che prima di analizzare i profili si dichiara certo di essere in grado di distinguere i due gruppi, naturalmente sbagliando.

Il compito assegnato dalla Hooker ai tre giudici è distinguere quali partecipanti siano omosessuali e quali invece eterosessuali: Klopfer, Shneidman e Mayer giungono alla conclusione che non ci sono differenze tra i membri di ogni gruppo.

Icona del movimento per i diritti dei gay

Durante gli anni Sessanta l’attività della Hooker raggiunge un più vasto pubblico e le conclusioni delle sue ricerche vengono riprese dal movimento per i diritti dei gay. Nel 1967 il direttore dell’Istituto Nazionale di Salute Mentale (NIMH) le chiede di redigere un rapporto su come secondo lei avrebbero dovuto comportarsi le istituzioni nei confronti degli omosessuali. L’elezione del repubblicano Richard Nixon nel 1969 ritarda la pubblicazione del rapporto che vede la luce, pur senza autorizzazione, nel 1970 su una rivista. Il documento raccomanda la depenalizzazione dell’omosessualità e la concessione di diritti uguali sia agli omosessuali sia agli eterosessuali. Il nascente movimento per i diritti degli omosessuali se ne impadronisce e lo trasforma nella sua bandiera.

La donna si licenzia dall’UCLA nel 1970 a 63 anni e apre uno studio privato a Santa Monica i cui clienti sono in maggioranza gay e lesbiche. Evelyn Hooker muore il 18 novembre 1996, a 89 anni.

Psicologia
Il cervello è mio e lo gestisco io (o no?)
Il cervello è mio e lo gestisco io (o no?)
La nostra mente distingue i pensieri nostri da quelli di altre persone, ma come fa a essere sicura che non siano di qualcun altro? Un esperimento ha messo in evidenza come copiamo i ragionamenti di chi ci sta vicino e li rendiamo nostri
Uno studio australiano teme un’ondata di suicidi
Uno studio australiano teme un’ondata di suicidi
Piccoli imprenditori travolti dai debiti e giovani rimasti senza alcuno sbocco: un report lancia un allarme che potrebbe riguardare i prossimi cinque anni
Avventura e mare, la meglio vacanza 2019
Avventura e mare, la meglio vacanza 2019
Una ricerca afferma che siamo catalogati anche per come scegliamo le nostre ferie. C’è chi ama l’assoluto relax, chi viaggiare per musei, chi ancora preferisce esplorare luoghi esotici. Quest’estate la vacanza media durerà due settimane
La fisica del parcheggio
La fisica del parcheggio
Due scienziati si sono chiesti se è meglio parcheggiare al primo posto trovato o avvicinarsi alla destinazione e rischiare di tornare indietro. Con l'indagine hanno identificato 3 tipi di guidatori e sono giunti alla conclusione che…
Evelyn Hooker, la donna che ha tolto l'omosessualità dalle malattie mentali
Evelyn Hooker, la donna che ha tolto l
L’istinto omicida che arriva da lontano
L’istinto omicida che arriva da lontano
È vero che il primo nemico degli esseri umani sono i componenti della nostra stessa specie? La violenza dell’uomo risale al presunto primitivo cervello rettiliano o è soltanto il risultato dell’imitazione e della suggestione?
La memoria cancellata
La memoria cancellata
Dei primi anni di vita raramente restano ricordi nitidi: per Freud è l’amnesia infantile, con la quale a causa di un trauma sessuale reprimiamo i ricordi. In ogni caso, lasciano un’impronta indelebile su come affronteremo la vita
Guidi un’auto di lusso? Hai un brutto carattere
Guidi un’auto di lusso? Hai un brutto carattere
Due ricerche, la più recente realizzata in Nevada, mettono in stretta correlazione la potenza e l’esclusività delle auto con il carattere di chi le guida, spesso arrogante, asociale, antipatico e vanitoso
Il paradosso dell’ignoranza
Il paradosso dell’ignoranza
Perché gli ignoranti pensano sempre di aver ragione e come ha fatto la scienza a spiegarlo con l’effetto Dunning-Kruger. Tutto ha origine dalla storia di un rapinatore che si credette invisibile per un po’ di succo di limone sul volto
L’illusione del tempo che corre
L’illusione del tempo che corre
Pur sapendo bene che un minuto è un minuto, la percezione che abbiamo dello scorrere dei secondi che lo compongono può variare di molto. Stress, impegni, età possono condizionare le nostre sensazioni