Bulgaria-Inghilterra, la notte dei razzisti

| Tensione alle stelle al “Vasil Levksi Stadium” di Sofia: i tifosi bulgari sommergono di fischi e ululati Tyrone Mings e Marcus Rashford, e l’arbitro è costretto a interrompere due volte la partita

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Una rete di Marcus Rashford, una doppietta di Ross Barkley, la tripletta di Raheem Sterling e il sigillo finale di Harry Kane permettono all’Inghilterra di superare agevolmente la Bulgaria nell’ottava giornata dei turni di qualificazione per Euro 2020.

Tuttavia non sarà il risultato calcistico a passare alla storia, ma un’incredibile serie di violenze e atti di razzismo andati in scena dentro e fuori il “Vasil Levksi Stadium” di Sofia.

Un tifoso inglese di 32 anni, trovato in stato di semi-incoscienza in un parco cittadino, è stato portato in ospedale per sospetto abuso di alcol e droga, ma ha dato in escandescenze, costringendo i medici ad avvisare la polizia, che lo ha arrestato. Ma nel tragitto verso la più vicina stazione di polizia è successo qualcosa ancora da chiarire, perché l’uomo è arrivato cadavere.

Non è andata molto meglio all’interno dello stadio, dove l’incontro è stato sospeso per due volte per i cori razzisti dei tifosi bulgari all’indirizzo di Tyrone Mings e Marcus Rashford, due giocatori di colore dell’Inghilterra.

Tutto inizia intorno al 27° minuto: Mings segnala i compagni di squadra di aver ricevuto il verso delle scimmie ogni volta che lui e Rashford toccavano palla. Il capitano Harry Kane spiega l’accaduto all’arbitro Ivan Bebek e pochi istanti dopo, dagli altoparlanti, come previsto dall’Uefa, si annuncia che l’arbitro era pronto a sospendere l’incontro per “comportamento razzista”. Ma non c’è niente da fare: i cori sono continuati come nulla fosse, costringendo l’arbitro a sospendere nuovamente l’incontro.

A quel punto, l’atmosfera in campo e sugli spalti si fa incandescente: la polizia in tenuta antisommossa si schiera davanti alle curve e altri agenti costringono verso le uscite alcuni tifosi riconosciuti dalle forze dell’ordine come appartenenti al gruppo di ultrà di estrema destra “Lauta Army”. Anche i tifosi inglesi reagiscono, urlando “razzisti” all’indirizzo delle tifoserie avversarie.

Alla fine del primo tempo, il capitano bulgaro Ivelin Popov si avvicina alla zona dello stadio da cui provengono i cori razzisti, e lo si vede discutere animatamente sulla gravità della situazione. A quel punto l’incontro può arrivare al termine: non come l’imbecillità, che al contrario non ha fine.

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Razzismo
Le cene per donne bianche razziste
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