BMW X4: se possibile, ancora più nuova

| Sostituisce il modello precedente in tempi quasi record: affina il design, aggiorna la meccanica e mette in mostra muscoli e voglia di correre

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Di Germano Longo
Nella spasmodica e affannosa corsa al nuovo, diventa vecchio quello che di fatto ancora non lo è. Per la BMW X4, ad esempio, è già l’ora per la seconda generazione, malgrado abbia appena soffiato su 4 candeline e macinato 200 mila unità. Traguardo non da poco, considerando segmento e prezzi. Ma il mondo dell’auto è così, si ingoia da solo perché non c’è tempo da perdere.

Arriverà dopo il Salone di Ginevra, giro di boa dell’annata automobilistica europea (e non solo), la sport activity con tanta voglia di coupé, figlia della “X6” che nel 2007 inventò un segmento che racchiude due concetti all’apparenza in completa antitesi, si porta appresso dimensioni maggiori - pur restando una media - e una parziale rilettura dell’immagine. Le misure, si diceva, crescono di 81 mm in lunghezza, per un totale di 4,75 metri, salgono di 37 mm in larghezza (1,94) e perfino il passo aumenta di 54 mm, a tutto vantaggio dell’abitabilità e dei volumi di carico, che partono da 525 litri per arrivare a 1.430.

Sotto sotto, il trucco è un nuovo telaio realizzato appositamente per X4, su cui montare chicche come lo sterzo a demoltiplicazione variabile, le sospensioni adattive “M” e il debutto della nuova generazione del sistema di infotainment iDrive con comandi gestuali. Il tutto per seguire l’obiettivo dichiarato della sorellina di X3: aumentare il feeling di guida con accorgimenti che fanno la differenza, come la perfetta distribuzione 50:50 fra avantreno e retrotreno, più una dotazione di sistemi di ausilio alla guida a cui non manca quasi nulla: cruise control adattivo, mantenimento automatico della corsia di marcia, avvertimento di precedenza, di strada a senso unico e allarme di traffico laterale, più in opzione il sistema di parcheggio semi-automatico.

Il team di designer guidato da Adrian van Hooydonk ha osato, abbandonando la tradizionale forma dei gruppi ottici avvicinandosi leggermente allo stile della concorrenza, specie quella dei conterranei tedeschi. Al contrario non cambia, perché è un po’ la cifra del modello, la nervatura della fiancata, accentuata dai poderosi archi che ospitano pneumatici con diametro da 18” a 21”. La svolta di stile più incisiva va in scena sul posteriore, con gruppi ottici orizzontali che esaltano la muscolatura.

L’interno, in compenso, è la copia fotostatica di X3: strumentazione digitale black panel su display da 12” e head-up display a colori, ma con la possibilità di conformare il resto a piacere con tre allestimenti: “xLine”, “M Sport X” ed “M Sport”.

Ampia la scelta dei motori, tutti abbinati a trazione integrale e cambio automatico a otto rapporti: l’entry level benzina xDrive 20i con 184 CV, seguita dalla xDrive 30i d da 252 CV. Sul fronte diesel xDrive 20d da 190 CV e xDrive 25d da 231. Top di gamma M40d da 326 CV e M40i con 360 CV, ambedue dotate del 6 cilindri. Prezzi a partire da 55.000 euro.

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