Bugatti Divo, il jet stradale

| I 1.500 CV spremuti dal W16 quadriturbo da 8.000 cc permettono di toccare i 380 km/h. Peccato che per averla sarebbero serviti almeno cinque milioni di euro

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Inutile pensare di inserirla nella prossima letterina a Babbo Natale: i 40 esemplari previsti sono già stati tutti venduti. Un vero peccato, perché sarebbe stato carino vedere come se la sarebbe cavata Santa Claus questa volta, davanti a un oggettino su ruote che parte da 5 milioni di euro, esclusi ulteriori capricci, nel caso da calcolare a parte. È l’importo dell’assegno che quaranta fortunati hanno staccato alla Bugatti pur di assicurarsi la “Divo”, l’ultimo allestimento della “Chiron”: un gioiellino difficile da incrociare su strada, anche perché nel caso succedesse, sarebbe forse ancor più difficile capire che genere di missile terra-aria fosse quello appena passato. La Divo, per essere schietti fino in fondo, nasconde un titanico 8 litri 16 cilindri quadriturbo con 1.500 CV che la spinge sulla rampa dei 380 km/h e copre da 0 a 100 in 2,4 secondi. A completare il quadretto ci pensano cambio automatico a doppia frizione e trazione integrale permanente. Rispetto alla Chiron normale, per quanto alla Bugatti la normalità sia un concetto astratto, la Divo è dimagrita di 35 kg, che significa forze G di accelerazione laterale superiori a qualsiasi altra auto mai prodotta.

Svelata a Pebble Beach, in California, dove facilmente qualche esemplare vedrà la luce, la nuova hypercar Bugatti è un omaggio ad Albert Divo, pilota parigino che in otto anni di carriera automobilista è riuscito a portarsi a casa i primi posti all’International Tourist Trophy dell’Isola di Man, ai Gran Premi di Rhin, di Francia, di San Sebastian e d’Inghilterra, oltre a due edizioni consecutive della Targa Florio (1928 e 1929), a bordo di una Bugatti Tipo 35.

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