Master and commander

| Il ritorno della BMW Serie 8, icona assoluta degli anni Novanta diventata una GT dai raffinati piaceri tecnologici

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Di Germano Longo
Nel 1989, a Monaco, ai piani alti della BMW, non ne possono quasi più: è ora di dire la propria ad un’invasione di sportive più o meno blasonate che si dividono i segmenti di un mercato che le apprezza tutte, dalla prima all’ultima. Sono marchiate Alfa Romeo, Audi, Hyundai, Mazda, Mitsubishi, perfino Fiat: all’appello manca solo un modello griffato con le eliche BMW, per far capire ancora una volta chi comanda.

La risposta arriva nel 1989, al Salone di Francoforte: è la Serie 8, un mix di eleganza, muscoli, sportività e tecnologia che mette tutti in riga. L’epopea della Serie 8 dura 10 anni esatti: esce di produzione nel 1999, dopo 30.621 esemplari venduti, di cui più di due terzi equipaggiate con motore 12 cilindri.

A quasi trent’anni di distanza, la BMW Serie 8 Coupé è pronta a tornare, per ribadire ancora una volta che su certe cose non è meglio non scherzare: ancora più grossa,  muscolosa, elegante e tecnologica, raccoglie la sfida di modelli Premium come la Bentley Continental GT e Mercedes Classe S Coupé. Già annunciate la Gran Coupé e la super sportiva M8.

Quello che si vede fuori

Lanciata in occasione della 24 Ore di Le Mans, e ad un paio di mesi dal debutto della nuova spider “Z4”, la Serie 8 Coupé è una generosissima “Gran Turismo” (4,84 metri di lunghezza, 1,9 di larghezza e 1,34 di altezza), creata con l’intento dichiarato di “privilegiare il feeling con la strada e la maneggevolezza”.

La linea incute rispetto: aggressiva ma al tempo stesso sotto traccia, come da tradizione stilistica del marchio bavarese, vanta un cofano e un tetto molto spioventi - quest’ultimo con accenno di spoiler finale - che insieme hanno la capacità di affilare l’impatto visivo. Davanti spicca la griglia di grandi dimensioni con il caratteristico doppio rene con gruppi ottici rastremati a Led (laser in opzione), mentre dietro il fascione inglobato degrada verso la zona che ospita i due possenti scarichi.

Quello che nasconde dentro…

Come ogni BMW che si rispetti, anche la Serie 8 Coupé è un vero scrigno di lusso e piaceri tecnologici. Addio alle lancette della strumentazione, per cominciare: tutto è digitale, racchiuso in uno schermo da 12,3” da configurare secondo gusti, piaceri e priorità, che fa il paio con un altro touch screen sulla consolle centrale da 10,25” da cui comandare il sistema multimediale “BMW Operating System 7.0”. Nel prezzo sono incluse le ruote posteriori sterzanti, il cruise control con frenata automatica di emergenza con riconoscimento pedoni e ciclisti, e l’head-up display, il sistema che proietta dati come la velocità e i pittogrammi del navigatore satellitare. Quattro i posti (meglio, 2 + 2), con bagagliaio da 420 litri e molte di più le opzioni sulla scelta di rivestimenti e materiali, che vanno dalla pelle all’elegantissimo inserto in vetro nella leva del cambio. Fra le opzioni le barre anti-rollio attive, le sospensioni a smorzamento controllato, il cruise control adattivo con stop&go, il sistema di mantenimento automatico della corsia di marcia, l’impianto audio “Bowers & Wilkins” da 1.375 watt con 16 altoparlanti e il sistema “Reversing assistant” di retromarcia automatizzata.

… e i segreti sottopelle

Al debutto negli autosaloni, previsto per la fine dell’anno, la Serie 8 Coupé arriva nella variante M850i xDrive con il 4.4 litri V8 benzina biturbo da 530 CV e 750 Nm, e nella 840d xDrive equipaggiata con il 3.0 litri V6 da 320 CV e 680 Nm, entrambi con omologazione Euro 6d-Tem, cambio automatico a otto rapporti e trazione integrale xDrive che cambia la ripartizione di coppia in base all’aderenza. Per ambedue, la velocità massima autolimitata è fissata a 250 km/h, con accelerazione 0-100 in 3,7 per la prima, 4,9 per la diesel.

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