Cambio della guardia al "Piano35"

| Arriva Fabio Macrì, uno chef che crede nel sistema gastronomico

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Di Davide Cucinotta

Una corrente d'aria improvvisa ha portato ad un cambio nelle cucine di "Piano35", il ristorante aperto un anno fa sulla cima del grattacielo Intesa Sanpaolo e diretto fin dall'inizio da Ivan Milani, torinese, allievo di Davide Scabin.

La rottura improvvisa, liquidata con un laconico comunicato della società che ringrazia lo chef, ha aperto le porte a Fabio Macrì, sous-chef di Milano chiamato a prendere in mano quello che è definito un "sistema gastronomico" piuttosto articolato: oltre al ristorante "Piano35", sono presenti un lounge bar e la caffetteria "Chiccotosto".

Laureato in storia e quindi Gastronomia all'Università di Pollenzo, con alle spalle esperienze in locali prestigiosi come "El Bulli" di Ferran Adrià, Macrì ha già annunciato un menù più vicino alla tradizione gastronomica italiana e maggiore attenzione alle culture più attuali, come il vegan e il vegetariano.

Nulla lasciava presagire la drastica rottura fra chef Milani e la direzione del ristorante, visto che fin dall'apertura il ristorante "più alto d'Italia" ha potuto contare su liste di prenotazioni lunghissime e serate da tutto esaurito, coronate dalla conquista di un cappello della guida dei ristoranti dell'Espresso e due forchette del Gambero Rosso, più voci che davano ormai in arrivo la prima stella Michelin.

In mezzo, sempre secondo indiscrezioni mai confermate, il peso dell'opinione dei torinesi sulla cucina di Milani, da alcuni apprezzato mentre da altro accusato di fare troppe sperimentazioni. E si parla anche di una sorta di ammutinamento della brigata di cucina, oltre che di una richiesta esplicita da parte della proprietà: malgrado il tutto esaurito, i bilanci del locale non tornavano come avrebbero dovuto.

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