London Fried Club

| Secondo i veri londinesi, il "Fish Central" è uno dei pochi posti rimasti a proporre l'autentica ricetta del più tipico piatto locale

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Il turismo ha dei cardini fissi: si visita la città, specie se non la si conosce ancora, seguendo la solita carrellata di monumenti, musei, angoli, mercatini e quartieri. Poi, quando i piedi iniziano a far male, si scende nel dettaglio, pensando che sarebbe un vero peccato andarsene dimenticando che in qualsiasi angolo di mondo esistono specialità che vanno assaggiate, perché una visita non sarebbe completa senza dare qualche soddisfazione anche alla gola. Fra questi, alcuni sono dei veri classici, che non tramontano mai: l'hot dog al Central Park di New York, l'amatriciana a Roma, i wurstel con crauti a Monaco, la pinta di Guinness a Dublino, il kebab a Istanbul, una fetta di Sacher a Vienna, Fish and Chips a Londra.

Il vero problema semmai è un altro: il turismo ha tanti aspetti positivi, ma sicuramente una controindicazione molto evidente, legata all'imbarbarimento dell'offerta. Chi abita in questi posti lo sa bene: è impresa ormai quasi impossibile assaggiare i piatti tradizionali fatti ancora secondo le ricette originali. È molto, molto più semplice imbattersi in scimmiottamenti creati ad arte per accontentare i turisti, che difficilmente sanno distinguere cosa è corretto e cosa no.

I londinesi, ad esempio, da qualche tempo hanno riscoperto un posticino da annotarsi, in cui corrono quando gli scappa la voglia di un "Fish and Chips" fatto come God comanda. Si chiama "Fish Central", è al 143-145 di Central Street, nel cuore di Barbican, nella zona nord di Londra. È il regno assoluto di George Digby, anziano signore di origini cipriote che ha aperto nel 1968 concentrandosi su Fish and Chips, proprio mentre i suoi concittadini affollavano Carnaby Street in cerca di Beatles, minigonne e motivi per fare la rivoluzione.

Da allora George dirige la sala e distribuisce i tavoli, ma soprattutto non ha mai provato a cambiare menù, lasciando agli altri mode e tendenze che tanto, prima o poi tornano al mittente. Da George Digby si va per mangiare Fish and Chips, il più tradizionale dei piatti inglesi, certi di trovare merluzzo freschissimo di ottima qualità e patate fritte spesse tagliate a mano che - unica deroga alla tradizione - possono essere sostituite con qualche zuppa o piatti che cambiano in base alle stagioni. Su tutto cala una frittura discreta, che non resta impigliata ai vestiti e al conto della lavanderia, come in genere è matematico accada a Londra.

Un posticino a pochi passi dalla fermata della metropolitana di Old Street, in cui sembra davvero di tornare indietro nel tempo: pulito, essenziale e mai preda della confusione, regolato da George e la sua squadra, che oggi come allora prendono le ordinazioni guardando un po' male chi chiede qualcosa di diverso dalla specialità che custodiscono gelosamente. Un piatto di Fish and Chips che da solo vale il viaggio.

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