Andrea, il principe che ha perso l’azzurro

| Una nuova biografia traccia un impietoso ritratto del terzogenito della Regina, cresciuto fra privilegi, ammirato da chi non lo conosceva e poco amato da chi l’ha frequentato. Fino al passo falso con l'amico pedofilo

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Negli anni Ottanta, Andrew Albert Christian Edward Mountbatten-Windsor era il simbolo della monarchia, l’unico in grado di rivaleggiare con l’immensa popolarità della principessa Diana. Alle sue apparizioni pubbliche le ragazzine urlavano e svenivano: è come una nuova Beatlemania, titolavano i tabloid.

Con un volto e sguardo profondo che molti avrebbero visto bene sul grande schermo, accanto alle star del cinema, era l’immagine bella e schietta del futuro della corona britannica, un uomo dal sangue blu diventato anche un militare eroico che non aveva esitato a mettere a rischio la propria vita per difendere il Paese che amava, ricambiato in pieno.

Oggi, lo dicono alcuni sondaggi anche se non ce n’era alcun bisogno, Andrea è riuscito con rara abilità a passare all’estremo opposto, diventando il membro meno popolare e forse più odiato della Royal Family. La sua ormai disgraziata intervista alla BBC in cui ha difeso l’amicizia con il pedofilo americano Jeffrey Epstein senza accennare alcuna vicinanza alle vittime del multimilionario, lo ha trascinato in un pantano da cui uscire non sarà affatto semplice. Gli sponsor che appoggiavano le sue iniziative benefiche si sono dileguati uno dopo l’altro e in giro non c’è più alcuna associazione benefica disposta ad accostare il proprio marchio con l’immagine del Duca di York. Anche la Regina, la sua più grande sostenitrice, si è piegata all’inevitabile: annullato l’appannaggio di 249mila sterline all’anno, erogato a spese dei contribuenti, e divieto assoluto di apparire in pubblico, a meno che non si tratti di occasioni familiari e strettamente private.

L’incredibile parabola di Andrea, incarnazione di quel detto popolare che accosta stelle & stalle, è al centro di “Prince Andrew: The End Of The Monarchy And Epstein”, una biografia non autorizzata scritta da Nigel Cawthorne in uscita in queste settimane.

La vita Andrea viene analizzata partendo da quando era un bambino, e ben diverso dai suoi fratelli. Fin dall’inizio, svela lo scrittore, il personale di Buckingham Palace faticava a contenerlo. La sua tata, Mabel Anderson, lo chiamava “Baby Grumpling” – piccolo brontolone - per i capricci, la testardaggine e l’innato talento a combinare guai, come legare i lacci delle scarpe delle guardie di Buckingham Palace. A differenza di Carlo e Anna, nati prima che la madre diventasse regina, Andrew godeva di molte più attenzioni da parte dei genitori: il principe Filippo lo trovava divertente, forse perché gli somigliava molto più dell’imbarazzato e complicato Carlo. In qualche modo, Andrea veniva sempre perdonato, anche quando spruzzava polvere pruriginosa nel letto di sua madre o saliva sul tetto di Buckingham Palace per girare l’antenna televisiva in modo che la Regina non potesse guardare l’amatissima corsa ippica di Sandown Park.

A otto anni, Andrew viene mandato ad Heatherdown, una scuola preparatoria ad Ascot, nel Berkshire, dove si guadagna la reputazione di bullo. Gli insegnanti e il personale di Heatherdown, va detto, non erano affatto dispiaciuti il giorno in cui Andrea ha lasciato la scuola.

Subito dopo, la destinazione di Andrew è stata la prestigiosa “Gordonstoun School”, in Scozia, dove non è riuscito a brillare dal punto di vista accademico e neanche quello sportivo. In più non era neanche popolare: i compagni lo definivano “vanaglorioso” e “testone”.

A 16 anni vola in Canada con i suoi genitori per le Olimpiadi di Montreal del 1976, e un giornale canadese lo descrive come “Un metro e ottanta di sex appeal”. L’anno successivo, tornando in Canada, fu accolto all’aeroporto da giovani ragazze che urlavano il suo nome. Fu allora che Andrew abbandonò completi e cravatte per sposare un look alla Marlboro-Man: jeans, cinture con grandi fibbie e camicie a collo aperto. Suo fratello Charles, al contrario, appariva come un soffocante principe all’antica.

Tornato a Gordonstoun, Andrew colleziona una lunga serie di fidanzate, ma nessuna delle quali dura molto a lungo. A scuola, le sue compagne di classe erano chiamate “l’Harem di Andy”.

Tanta popolarità pubblica non corrisponde al privato. Un suo ex collaboratore, anni dopo ha rivelato: “L’ho visto trattare il suo staff in modo scioccante e spaventoso. È stato incredibilmente scortese con i suoi addetti alla protezione personale, gettando le cose a terra e ordinando loro di raccogliere tutto”. Una cosa gli è sempre riuscita molto poco: la diplomazia. Nel corso di una visita a Lockerbie - dove 11 persone erano morte nel dicembre 1988 quando il volo Pan Am 103 si era schiantato – Andrew lascia tutti di stucco dicendo il disastro era stato “molto peggiore” per gli americani (ci furono 190 vittime americane, rispetto alle 43 inglesi) aggiungendo che secondo il suo parere era “solo una questione di tempo” prima che un aereo cadesse. Sua madre la regina, poco dopo ai valletti confiderà: “Avrei voluto scomparire di colpo”.

Al momento di lasciare la scuola, Andrew sceglie di diventare pilota della Marina Militare: al suo primo giorno al Royal Naval College di Dartmouth, che anche Charles aveva frequentato, si presenta con fiammante Ford Escort RS 2000, ignorando il fatto che le auto erano vietate alle reclute. Un privilegio che finì per irritare gli altri cadetti.

Mentre era a Dartmouth, il soprannome di Andrew tra i suoi compagni di classe era “Golden Eagle” per le imbarazzanti risposte che dava ai suoi istruttori. Il primo incarico fu sulla portaerei HMS Hermes: quando si presentò al capitano disse: “Ciao, sono il principe Andrew, ma puoi chiamarmi soltanto Andrew”. Il capitano sorrise: “E tu puoi chiamarmi Signore”.

Non molto tempo dopo il 22esimo compleanno, il nuovo sottotenente finisce in prima linea: il 2 aprile 1982 l’Argentina invade le isole Falkland e la nave di Andrew - la “HMS Invincible” - è una delle prime a salpare per l’Atlantico del Sud. La guerra finisce nel giro di dieci settimane e Andrew svetta nuovamente sui tabloid: insieme ai suoi commilitoni aveva svolto i doveri militari con dedizione e onore, volando sul suo elicottero Sea King per tenere i missili lontano dall'Invincible. Era anche accorso fra i primi in aiuto di un elicottero britannico abbattuto dalle contraeree.

Al suo ritorno, il marketing di Buckingham Palace spinge Andrew al centro del palcoscenico dipingendolo come un eroe. Rilasciato interviste sulle sue esperienze raccontando le sue paure durante gli attacchi. Omette di menzionare i compagni che l’avevano aiutato a salvare l'unico sopravvissuto dell’elicottero abbattuto, ma in quel momento nessuno se ne accorge.

All’indomani delle Falkland, Andrea è trattato come una rock star. Quando scende dalla Rolls-Royce per inaugurare i nuovi lampioni di Regent Street, centinaia di donne gridano e cantano al suo indirizzo, mentre la polizia fatica a contenere la folla. Bei tempi: tutti i riflettori erano puntati sul principe coraggioso e impavido, anche se il gossip faticava per stare al passo con il suo cast di fidanzate in continua evoluzione, molte delle quali modelle. Prima di partire per le Falklands, Andrea aveva frequentato la diciannovenne Miss UK Carolyn Seaward, che una mattina presto era stata vista lasciare Buckingham Palace di soppiatto. Poi era stato il turno di Koo Stark, un’americana incontrata una sera in un nightclub di Londra. Koo, tuttavia, era ritenuta inadatta al ruolo di compagna ufficiale, e la coppia si è lasciata nel 1983. La successiva fidanzata si è autoesclusa quando sono emerse alcune sue foto di nudo e un’altra ancora, la modella Vicki Hodge, ha approfittato della situazione vendendo la loro love story al “News of the World” per 40.000 sterline.

Buckingham Palace puntava più su Sarah Ferguson, alias “Fergie”, figlia del manager di polo del Principe Carlo, simpatica perfino a Lady Diana. Tante pressioni culminano nel febbraio 1986, durante una licenza, quando Andrew si inginocchia e pronuncia la fatidica frase: “Miss Ferguson, vuole sposarmi?”.

Dopo il matrimonio all’abbazia di Westminster con 1.800 invitati, la coppia si trasferisce a Sunninghill Park, una villa di 50 stanze nel Berkshire con uno staff di 11 persone e una vasca da bagno talmente grande da essere ribattezzata “HMS Fergie”. Ma i doveri militari di Andrew lo portavano spesso via: nel 1990, Fergie calcolato che avevano trascorso insieme 42 notti all’anno nei primi quattro anni di matrimonio. A peggiorare le cose, il dettaglio che quand’era a casa, le sue energie finivano tutte sui campi da golf.

Annoiata, Fergie iniziò a galoppare per i club londinesi con Diana, da poco libera dal gioco di Carlo. Ben presto soprannominata “Freeloading Fergie”, chiede somme astronomiche in cambio di interviste, invita i grandi stilisti a abiti gratuitamente e si lamenta perché con la sua indennità non riusciva a coprire i viaggi aerei in First Class.

Il principe chiede il divorzio nel 1992, dopo le foto di Fergie in vacanza con un playboy texano. Non molto tempo dopo, una serie di foto molto più dannose, scattate nel sud della Francia, la mostrano in topless e con le dita dei piedi succhiate dal consulente finanziario che stava negoziando il divorzio.

Eppure, anche dopo la fine del matrimonio, Sarah ha continuato a vivere con Andrew - anzi, lo fa ancora adesso. La loro residenza dal 2004 è il “Royal Lodge” a Windsor, una proprietà georgiana di 30 stanze situata in 98 acri, con otto cottage per il personale. Per questo, il principe ha pagato alla Crown Estates solo 1 milione di sterline per un contratto d’affitto di 75 anni, l’equivalente di 250 sterline a settimana. Come se non bastasse ha anche speso 7,5 milioni di sterline per aggiungere una piscina e un campo pratica. Malgrado la convivenza con l’ex moglie, il principe (per tutti diventato “Randy Andy”) si lascia andare: un osservatore reale ha calcolato che, nel 2010, aveva avuto circa 15 fidanzate, calcolate dal momento del divorzio, per tacere di quelle precedenti. Tra di loro c’erano la golfista professionista francese Audrey Raimbault, la PR inglese Caroline Stanbury, la modella Catrina Skepper, la PR Aurelia Cecil, l’ex cameriera sudafricana Heather Mann, l’ex Miss USA Julie Hayek e l’ex modella Denise Martell.

L'unica vera minaccia al dominio di Fergie era la donna d’affari Amanda Staveley, che il principe Filippo pensava sarebbe stata una duchessa di York ideale. Ma nel 2004, quando Andrew glielo propose, Amanda rifiutò.

Sunninghill Park ha languito sul mercato fino al 2011, quando è stata venduta per 15 milioni di sterline (3 milioni in più del prezzo richiesto) a un oligarca kazako. Perché pagare più del dovuto per una casa che allora era quasi abbandonata? C’era qualcosa di sospetto nell’affare, che ha attirato l’interesse dei pubblici ministeri in Italia e in Svizzera. Ma il Palazzo insisteva che era tutto in regola.

Dopo aver lasciato la Marina, Andrew si è un po’ eclissato, scegliendo il ruolo defilato di rappresentante ufficiale degli interessi commerciali britannici all’estero.

Ormai, il suo costante interesse per il sesso opposto era impossibile da tenere nascosto. Nell’ottobre del 2000 viene segnalato in compagnia di Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell ad una festa equivoca in un nightclub di New York. Poco dopo, ad un ricevimento per celebrare il Capodanno cinese, Andrew viene fotografato accanto a una cameriera in topless. Altre foto lo ritraggono a bordo di uno yacht di lusso al largo dell’isola thailandese di Phuket, circondato da bellezze in topless. Alle domande su queste foto, Andrew risponde scatenando i sorrisi di tutti: “Stavo leggendo un libro e non mi sono reso conto di quello che stavano facendo tutti gli altri”. 

Il tanto decantato fascino di Andrew sembrava ormai un ricordo lontano. Una donna che lo aveva incontrato a una festa a St. Tropez ricorda: “Non faceva molta conversazione, se non su se stesso. Fondamentalmente è un maleducato, di quelle persone che ti interrompe mentre e ride sguaiatamente alle sue stesse battute”. Non va meglio nel ruolo di rappresentante speciale per il commercio e gli investimenti britannici; nel giro di mesi, decine di lettere di lamentele raggiungono Downing Street, Westminster e Buckingham Palace.

Nel 2010, l’inviato reale presenta una nota spese di 154mila sterline per alberghi, cibo e ospitalità e altre 465mila per i viaggi. Parte della spesa è dovuta al fatto che viaggia con una squadra di segretarie private e un valletto con un’asse da stiro di 1,80 metri, per assicurare sempre la piega perfetta ai pantaloni. Ben presto negli ambienti diplomatici si era conquistato un altro soprannome: Sua Altezza Buffoon.

L'ambasciatore Sir Ivor Richard, che ha ospitato la visita di Andrew in Italia, lo ha descritto come “scostante fino alla maleducazione”. A una festa, il principe aveva allontanato in malo modo lo stilista di una nota casa di moda dicendogli: “Non ho mai sentito parlare di te”. Il problema di Andrea, ricordava nel 2001 un funzionario di Buckingham Palace, “è che la sua lingua parte prima del cervello”.

Andrew era anche convinto di essere al di sopra delle regole; nel 2002, ad un agente di polizia che lo aveva fermato per eccesso di velocità, aveva bofonchiato di essere in ritardo ad un torneo di golf mentre ripartiva a tuta velocità. Tre anni dopo, durante uno stand-off all’aeroporto di Melbourne, in Australia, si è rifiutato di sottoporsi ai controlli di sicurezza. C’era un altro grosso problema: abituato a viaggiare su jet privati o della RAF, Andrew si rifiutava di volare con le compagnie aeree commerciali. Solo nel 2003, ha speso 325mila sterline in voli, comprese 2.939 sterline in elicottero per una commissione andata e ritorno a Oxford, e un jet della RAF per portarlo a St Andrews per partecipare a due partite di golf. La maggior parte delle sue mete di viaggio, è emerso, avevano nelle vicinanze campi da golf.

In questo periodo di contatto con i super-ricchi e famosi - e, in alcuni casi, corrotti - il principe frequenta assiduamente Jeffrey Epstein. È lo scivolone che gli costa caro: se la sua carriera di playboy era ormai quasi tollerata, i rapporti con Virginia Roberts, la schiava 17enne del miliardario pedofilo, l’ha messo in un angolo.

Da allora, un’esistenza fatta di straordinari privilegi continua a disfarsi: lo chalet svizzero da 16,6 milioni di sterline che possiede con Fergie rischia di essere sequestrato perché la coppia non ha pagato l'ultima rata di 6,6 milioni di sterline. E anche se Epstein è morto suicida, l’FBI ripete di essere concentrata sul principe e sul suo legame nel traffico sessuale di minori. Dopo una vita passata a fare quello che voleva più o meno impunemente, il principe Andrew è fuori da ogni gioco. Con l’incubo sempre più reale di essere obbligato a testimoniare sotto giuramento raccontando la sua stretta amicizia con un pedofilo.

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