Candida Auris, la peste del nuovo millennio

| Se ne parla ancora troppo poco: è un fungo nato dalla resistenza dei batteri agli antibiotici. Sembra una semplice influenza, ma è in grado di uccidere nel giro di 90 giorni. Migliaia di casi in tutto il mondo

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L’allarme è stato lanciato dal “Center for Disease Control” lo scorso anno durante un congresso di epidemiologi: un report di 16 pagine concentrato sui pericoli di un nemico imbattibile, contro cui la scienza e la medicina al momento sono pressoché inermi.

Si chiama “Candida Auris”, è un fungo super-resistente ed è considerato una “minaccia impellente” per l’umanità insieme al riscaldamento globale e al fenomeno No Vax che sta riportando a mietere vittime delle malattie considerate debellate. Fu individuato per la prima volta nel 2009 nell’orecchio di una paziente ricoverata in un reparto di geriatria, in Giappone, ma non si sa dove abbia avuto origine, visto che esistono quattro ceppi geneticamente molto diversi fra loro, tutti resistenti al fluconazolo, parecchi all’amfotericina B e qualcuno alla echinocandine, considerato l’ultima frontiera possibile per combattere i funghi.

È la temutissima degenerazione della capacità di resistenza dei batteri agli antibiotici, che dall’avvento della penicillina in poi sono diventati di uso comune, mentre i batteri diventavano più forti e sempre più difficili da contrastare. Grazie a vaccini e antibiotici, milioni di vite umane sono state salvate da infezioni che nell’Ottocento equivalevano a morte certa, ma questo, dicono gli esperti, non salva l’umanità dai rischi di nuove epidemie, perché gli agenti patogeni cambiano, crescono, si evolvono e imparano a resistere ai medicinali nati per disinnescarli.

Quasi 600 casi accertati in Europa e altrettanti negli Stati Uniti, di cui due particolarmente preoccupanti: il primo di un uomo ricoverato all’ospedale “Mount Sinai” di Brooklyn, morto dopo 90 giorni e un focolaio individuato nel reparto neonatale di un ospedale venezuelano. Per capire quanto potente, resistente pericolosa sia la Candida Auris basti sapere che per disinfestare l’ospedale di Brooklyn, dove al contrario del paziente la Candida Auris non era morta, è stato necessario disfarsi di buona parte delle attrezzature rimuovendo i rivestimenti del soffitto e parte delle piastrelle del pavimento. “Era tutto positivo ai test – ricorda con sconcerto il dottor Scott Lorin - muri, letto, porte, tende, telefoni, lavandino, lavagna, pali per la flebo, materasso, struttura del letto e persiane”. Ma nessuno può sentirsi al sicuro, il problema interessa tutto il mondo: decine di casi sono stati segnalati in Spagna, Francia, Germania, Norvegia, Regno Unito, India, Pakistan e Sudafrica. Manca l’Italia, dove al momento il problema è un po’ sottovalutato.

La Candida Auris colpisce più facilmente anziani, bambini e persone con il sistema immunitario indebolito e affette da diabete, e può infettare sangue, sistema nervoso, reni, fegato, ossa, muscoli, articolazioni, milza e occhi. Ma gli esperti temono che senza lo sviluppo di nuovi farmaci le mutazioni possano arrivare a colpire pazienti sani, con effetti catastrofici. Per di più, i sintomi sono difficili da individuare: causa febbre, dolori muscolari e affaticamento, come una semplice e innocua influenza.

Secondo una ricerca dell’Imperial College di Londra, pubblicata lo scorso anno sul mensile “Science”, “L’emergere in tutto il mondo della resistenza ai farmaci antifungini è una sfida alla sicurezza sanitaria e alimentare umana”. Nello studio si parla della comparsa di funghi patogeni in una quantità straordinariamente superiore rispetto alle capacità di combatterle della scienza medica: secondo gli esperti, potrebbe trattarsi di un fungo nato in terreni trattati con antimicotici. L’uso eccessivo avrebbe creato un ambiente così ostile da costringere i pochi resistenti a evolversi, proliferare e spostarsi.

Secondo lo studio inglese, se l’uso di antibiotici e antimicotici negli allevamenti e nell’agricoltura non sarà regolamentato drasticamente, 10 milioni di persone potrebbero morire entro il 2050, mentre i decessi per tumore si fermerebbero a 8 milioni.

Ma della Candida Auris se ne parla ancora troppo poco: Johanna Rhodes, esperta di malattie infettive dell’Imperial College di Londra, ha raccontato che nel 2015 ha ricevuto una telefonata allarmata dal “Royal Brompton Hospital” infestato dal fungo: “Mi è stato riferito che non era il caso di diffondere un comunicato stampa”. Un panico silenzioso che si sta diffondendo negli ospedali di tutto il mondo: le singole istituzioni e i governi nazionali, statali e locali sono riluttanti all’idea di svelare i focolai di infezioni, sostenendo che non ha senso spaventare i pazienti, o quelli che potrebbero diventarlo a breve.

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