Chemioterapia si o no ma che non sia solo gossip

| La polemica tra Brigliadori e la Rai che l'ha cacciata dopo un post dedicato a Nadia Toffa in cura per un tumore, rivela uno scontro feroce tra medicina ufficiale e seguaci del metodo Hamer

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di ALBERTO C. FERRO

 

A volte anche una storia che nasce dall'eco di un gossip sfociato sui social, può diventare un’occasione per accendere un faro su un tema delicatissimo: le cure mediche da affrontare per curare i tumori. Accade che nei giorni scorsi l'ex presentatrice Mediaset Eleonora Brigliadori, che avrebbe dovuto partecipare al reality Rai "Pechino Express" assieme al figlio, abbia scritto un post sul suo profilo Facebook in cui si schiera, ormai da anni, contro l’uso della chemioterapia, dei vaccini e degli psicofarmaci, in nome di una medicina alternativa, basata principalmente su rimedi naturali ma sopratutto su una forma di auto-motivazione in grado di sconfiggere le malattie più gravi. Il post (eliminato) era dedicato alla conduttrice delle Iene Nadia Toffa.

Nadia Toffa


Alcuni mesi, la Toffa fa ha scoperto di essere ammalata di un tumore e da allora è in cura in ospedale. Nelle ultime foto (in una delle più recenti sorride e appare più in forma) non ha esitato a rivelare di indossare una parrucca poiché ha perso i capelli, e comunque di essere indebolita fisicamente, ma assai forte e motivata dal punto di vista psicologico. Ebbene, la Brigliadori ha scritto, probabilmente anche sulla spinta di vecchi attriti tra lei e le Iene, “Chi è causa del suo mal…”. Spiegando poi che la frase era rivolta alla Toffa ma non solo a lei, a tutto coloro che hanno scelto di farsi curare con la chemio. La Rai ha rescisso il contratto con "Pechino Express", e lei dichiara di “essere sul lastrico” ma si guarda bene dal chiedere scusa alla conduttrice. Questa la premessa.

COS'E' IL METODO HAMER

In realtà la Brigliadori, in una materia tanto complicata quanto intricata dunque poco comprensibile per i non addetti ai lavori, sembrerebbe riferirsi al metodo Hamer, che prende il nome dal medico tedesco, recentemente scomparso e radiato dall’ordine dei medici, che teorizzava cure non essenzialmente farmacologiche per curare i tumori anche nelle forme più letali. Basta fare un giro sul web per avere un quadro completo delle sue idee, noi proviamo a fare una sintesi attraverso il sito dell'Airc (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro).

“Il cosiddetto metodo Hamer, anche noto come nuova medicina germanica o nella variante della 'biologia totale', si basa su un insieme di teorie che non sono mai state sottoposte a una sperimentazione seria della validità per la cura dei tumori né di altre malattie”. Il tumore sarebbe il frutto di un “conflitto psichico” e per curarlo bisogna lavorare, appunto, sulla psiche del male. Hamer rinnegava l’uso dei farmaci.

“L’ex medico internista Ryke Geerd Hamer - scrive Airc - nato in Germania nel 1935, ha elaborato la sua complessa teoria dopo la morte del figlio Dirk, ucciso nel sonno nel 1978 da un colpo partito dalla carabina di Vittorio Emanuele di Savoia durante una lite all'isola di Cavallo, in Corsica. L'anno successivo Hamer fu colpito da un tumore del testicolo che, dopo la guarigione, attribuì allo shock causatogli dalla morte prematura del figlio, facendo nascere la "Nuova medicina germanica" alternativa alla medicina clinica ufficiale”. Nel 1986 un tribunale tedesco revoca a Ryke Geerd Hamer la licenza per praticare la medicina, con una sentenza riconfermata nel 2003. Condannato più volte per esercizio abusivo della professione medica e frode, ha trascorso mesi in carcere in Germania e Francia, ma la fede dei suoi innumerevoli seguaci in tutto il mondo non è mai venuta meno. In Italia il cosiddetto metodo Hamer ha avuto una eco importante quando Repubblica rivelò il caso di una donna di Torino morta di melanoma per essersi fatta "curare" da un medico, una donna, che ne applicava i principi. Fu condannata in Tribunale anche a forti risarcimenti ma, a quanto pare, continua ad esercitare la professione.

LE CINQUE "LEGGI DELLA BIOLOGIA"

Entriamo nel dettaglio. “La teoria si basa su cinque affermazioni principali, che Hamer definisce leggi della biologia: ogni malattia è causata da un conflitto che coglie l'individuo alla sprovvista; se c'è una risoluzione del conflitto, ogni malattia procede in due fasi, una con conflitto attivo e una di guarigione; esiste una correlazione tra psiche, cervello e organo malato dal punto di vista evoluzionistico; i microbi hanno un ruolo nell'evoluzione e sono in relazione con i tre foglietti embrionali da cui hanno origine gli organi; ogni malattia deve essere intesa come "programma biologico speciale della natura dotato di significato", creato per risolvere un conflitto biologico inatteso. Per lui, quindi, ogni malattia è causata da un conflitto di tipo psichico, e la guarigione di qualsiasi malattia passa attraverso la risoluzione di quel conflitto”. Dal punto di vista scientifico, le "leggi della biologia" illustrate da Hamer vanno in contrasto con “quello che è noto e dimostrato sulla fisiologia umana”.

Secondo uno studio clinico svizzero “le terapie di Hamer contro il cancro non hanno trovato alcuna dimostrazione che siano corrette, o che il metodo di cura del cancro che promuove sia efficace" ha concluso l'analisi condotta nel 2001 da un gruppo di esperti riunito sotto l'egida delle due società scientifiche svizzere di oncologia e dell'Istituto elvetico per la ricerca oncologica applicata. Sintesi: ”Siamo contrari all'impiego di questo metodo nella terapia dei tumori". Le stesse conclusioni anche da parte del  gruppo di ricercatori francesi dell'Istituto nazionale per la salute e la ricerca medica (INSERM) che nel 2011 ha esaminato le teorie di uno stretto seguace di Hamer, l’ex medico francese Claude Sabbah, a sua volta radiato.

"PERICOLOSO CIARLATANO"

L'oncologo americano David Gorski, direttore della Divisione di chirurgia della mammella alla Wayne State University School of Medicine di Detroit, in Michigan, ha definito Hamer come un "pericoloso ciarlatano”. Le conclusioni degli esperti dell’Airc sono allarmanti: “Hamer crede che il cancro, di per sé, non sia mai mortale. Se qualcuno muore durante la fase della malattia è perché vi è un conflitto psichico attivo… Lo stress legato alla diagnosi basterebbe, secondo Hamer, a privare l'individuo della sua forza vitale. Per questo chi segue questo metodo sconsiglia le cure di provata efficacia scientifica, mettendo in grave pericolo la vita dei pazienti. La scelta può infatti portare a gravi ritardi nella terapia e anche tumori curabili al momento della diagnosi, se lasciati a sé senza interventi e farmaci, possono metastatizzare e diventare incurabili”.

BRIGLIADORI: "SONO AUTO-GUARITA"

Torniamo al punto di partenza, la polemica tra Brigliadori e Toffa. la prima  ha dichiarato in un’intervista del 2016: “ Dieci anni fa mi dissero che sarei morta entro sei mesi. Avendo già perso mia madre e mia nonna di tumore, e avendole viste spegnersi tra atroci sofferenze dovute alla chemioterapia, mi convinsi che il percorso ospedaliero era solo un modo per morire nel peggiore dei modi. Quindi non ho fatto alcuna cura e neppure esami invasivi. In una situazione d’emergenza, come era quella che stavo vivendo, ritenevo assurdo dovermi far bucare, tagliare, aprire. Non ho fatto neppure la chemioterapia. Non solo perchè cosi si vanno a creare nuovi problemi fisici, ma vengono anche innescati meccanismi di paura. Dopo tre anni il carcinoma che avevo al fegato è scomparso, è andato via quando il virus dell’epatite l’ha metabolizzato… Questa spiegazione tecnica l’ho avuta tempo dopo, quando ho scoperto le teorie di Hamer sui tumori. Dopo la mia guarigione, infatti, ho iniziato un percorso di conoscenza su questo tema. Tra i sistemi per l’attivazione dell’autoguarigione dell’individuo che ho studiato, la “Nuova Medicina Germanica” mi è parsa la frontiera più avanzata… Hamer capi che i meccanismi cancerogeni hanno una funzione biologica. Quindi, quando una donna scopre di avere un tumore al seno, dovrebbe cercare di capire la connessione tra quel tipo di tumore e ciò che sta accadendo nella sua vita interiore".

"NON OSTACOLARE LA NATURA" 

Dunque il corpo auto-guarisce? “Si, quando una persona va a fare la diagnosi, il tumore si sta già riparando da solo. I medici, però interrompono il processo naturale di guarigione e provocano le metastasi, che non sono altro che ulteriori conflitti dovuti al loro stesso intervento…”.

E proposito di come curarsi. “…Ho fatto tante cose, ma che avevano a che fare solo con le mie scelte alimentari, con il fatto di rimanere a casa mentre stavo male. C’è gente che ha un tumore e vive benissimo. Secondo Hamer, tutte le terapie naturali hanno la loro ragione d’essere, perciò basta digiunare o praticare l’omeopatia per risolvere un problema. Che uno decida di guarire con i colori, con le “acque di luce” o con l’urinoterapia, va sempre bene. Purchè non si ostacolino i processi naturali, si può cercare una propria via. Il tumore parte sempre dal cervello, cioè da un’esigenza nascosta ed è “costruttivo”, quindi non bisogna averne paura”.

Molte persone che potevano essere curate, conclude Airc, sono morte anzitempo, convinte da queste teorie.

 
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