Eleonora morì di leucemia, genitori a giudizio

| CANCRO 2/La loro figlia 16enne morì di cancro nonostante avesse possibilità di guarire con la chemioterapia. Ma madre e padre la ricoverarono in una clinica dove fu curata con vitamine e cortisone secondo il metodo Hamer

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Adottarono il metodo Hamer per combattere il cancro della loro figlia 16enne che ne morì. Anche se, se avesse seguito i nomrali protocolli terapeutici, avrebbe avuto buone possibilità di guarire. E così tornano a processo i genitori di Eleonora Bottaro, morta per aver rifiutato la chemioterapia, di leucemia. Prosciolti da un gip nel novembre 2017, il 25 ottobre torneranno in aula per la prima udienza del processo d'Appello, richiesto dalla procura di Padova. Sono accusati di omicidio colposo aggravato dalla previsione dell’evento. La coppia di coniugi avrebbe plagiato la figlia adolescente convincendola ad affidarsi ai metodi di Ryke Geerd Hamer, medico tedesco radiato dall'Albo ufficiale, scomparso non troppo tempo fa. La vicenda inizia nell'inverno 2015, quando Eleonora viene dimessa dall'Azienda ospedaliera di Padova per volontà dei genitori e contro il parere del personale medico di Oncoematologia pediatrica, dove era stata ricoverata con diagnosi di leucemia linfoblastica di tipo B2. Una malattia grave, ma con possibilità di guarigione. I medici si erano rivolti al Tribunale dei minori per imporle le cure ma Eleonora era già stata dimessa. Poi il trasferimento in una clinica svizzera e la terapia a base di vitamine e cortisone. Inutile, perchè otto mesi dopo, il 29 agosto 2016, Eleonora morì stroncata dalla malattia.
"Una scelta consapevole e non forzata quella della giovane", secondo la difesa. Ma i genitori avrebbero voluto deliberatamente "mettere a rischio la vita della figlia", secondo l'accusa. Sapevano che con la medicina ufficiale Eleonora sarebbe potuta guarire, ma l'hanno convinta ad affidarsi alle tecniche sperimentali di Hamer sapendo, ancora una volta, "che non davano alcuna garanzia di sopravvivenza".  Nel 2016 la coppia è stata indagata per “omicidio colposo aggravato dalla previsione dell’evento” e ha perso la patria potestà. Ma nel novembre 2017 per il gip Mariella Fino il fatto non costituisce reato, poichè Eleonora avrebbe nmaturato una scelta consapevole. La procura il 5 aprile 2018 fa richiesta d'Appello, firmata dal procuratore aggiunto Sanzani, perchè un caso tanto complesso ed emblematico, con il rischio di creare pericolosi precedenti,"non può essere giudicato in via definitiva in sede di indagini preliminari". Prima udienza il 25 ottobre 2019.
 
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