Il caso Esketamina, droga o antidepressivo?

| L’approvazione in tempi record di un nuovo farmaco antidepressivo sotto forma di spray nasale ha acceso la curiosità dei media, che hanno scoperto il nome del principale sponsor: Donald Trump

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La chiamano “Il male oscuro”, colpisce almeno 300 milioni di persone al mondo e secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, entro il 2030 supererà di gran lunga le malattie cardiovascolari come incidenza sulle sanità pubbliche. Ricomnoscerla è semplice: si mostra attraverso sintomi come l'umore triste e vuoto, l'irritabilità e modificazioni fisiche, fisiologiche e cognitive che incidono non poco nella sfera sociale di chi ne è colpito.

In America, speravano di aver messo mano ad un farmaco in grado di dare una spallata secca alla depressione. Si chiama “Esketamina” - in America venduta come “Spravado” - ed è un successo della “Janssen”, controllata del colosso “Johnson & Johnson”: dai numerosi test effettuati sembra davvero qualcosa di rivoluzionario, perché nel giro di pochi minuti agisce anche in pazienti refrattari ai normali antidepressivi. Per il colosso farmaceutico, che parla di “bestseller”, una stima di guadagno poco distante dai 600 milioni di dollari nell’arco dei primi tre anni, sufficiente a ripagarsi abbondantemente la ricerca.

Insomma, tutto fila liscio: lo scorso mese di marzo, la “Food and Drug Administration” approva il primo farmaco antidepressivo ad azione rapida venduto negli Stati Uniti: basta una spruzzata per via nasale per ridare luce alle giornate, assicurano. Subito dopo, un applauso fragoroso arriva anche dal “Department of Veterans Affairs”, accompagnato dall’annuncio che nel giro di pochi giorni l’Esketamina sarebbe stata presente e a disposizione negli oltre mille centri presenti negli Stati Uniti, per dare una mano concreta ad ex militari tornati dagli scenari di guerra con la mente in subbuglio.

Un inter così veloce e inusuale - con tanto di contratto per la fornitura stipulato nel giro di appena 48 ore con il colosso farmaceutico - da aver fatto suonare l’allarme a qualche testata giornalistica, che si è messa ad indagare, scoprendo un risvolto del tutto inatteso, e inquietante. La velocità del complesso iter di approvazione normalmente richiesta per un nuovo medicinale, questa volta è stata così lesta perché sulla cima della piramide ci sarebbero nientemeno le spinte del presidente Trump in persona. Donald avrebbe tessuto lodi sull’Esketamina talmente entusiaste da convincere Robert Wilkie, segretario dei “Veterans Affairs”, consigliandolo di “acquistarne tonnellate”. Difficile, anche per i media più ostili a Trump, capire il perché di tanto entusiasmo presidenziale: uno dei pochi documenti in circolazione è un’inchiesta del magazine “ProPublica” che parla di un curioso e inusuale interesse del presidente per i “Veterans Affair”, ente affidato in gestione ad amici personali come Ike Perlmutter, CEO della “Marvel Entertainment”, l’avvocato Mark Sheran e il medico delle star Bruce Moskowitz. Nell’inchiesta saltano fuori le email scritte da Perlmutter con la “Johnson & Johnson”, azienda che grazie ad un budget di 6,6 milioni di dollari risulta fra i “big spender” nelle operazioni di lobbyng del governo americano.

E non basta, perché sottoposta al parere di esperti, l’Esketamina non sarebbe poi molto differente dalla più comune “Ketamina”, a parte per il costo di 5mila dollari per ciclo terapico della prima, a fronte delle poche centinaia sufficienti per la seconda. Per qualcuno, addirittura, si tratterebbe di un semplice placebo, che tuttavia presenta una certa pericolosità, visto che si parla di un anestetico, ma anche e soprattutto di uno stupefacente dagli effetti psichedelici, conosciuto anche come la “droga delle discoteche” perché utilizzata nei circuiti del “rave underground”. Lo scorso mese di ottobre, l’azienda ha presentato la richiesta di approvazione anche alla “European Medicines Agency”.

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