Le Filippine in allarme per un’epidemia di dengue

| Dopo 146mila casi e 622 morti accertate da gennaio a oggi, le autorità hanno proclamato l’allarme nazionale: colpite sette delle 17 regioni del paese asiatico

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Dall'inizio dell’anno al 20 luglio scorso, nelle Filippine si contano più di 146.000 casi di “dengue”, malattia infettiva tropicale trasmessa dalle zanzare “Aedes aegypti”: un allarmante aumento del 98% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, secondo quanto riferito dal dipartimento della sanità filippino.

La dengue causa sintomi simili all’influenza, con febbre, cefalea, dolori muscolari e articolari, con esantemi simili a quelli del morbillo. Dei milioni di persone infettate ogni anno in tutto il mondo, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa 500.000 sviluppano gravi complicazioni che richiedono il ricovero ospedaliero, e di queste circa 12.500 muoiono.

Le Filippine avevano dichiarato l’allarme nazionale appena il mese scorso, dopo più di 450 morti, ma i funzionari avevano riferito che l’epidemia di dengue era “localizzata e sotto controllo”. Con quasi duecento morti in più nell’ultimo mese, la crisi si è aggravata fino a diventare un’epidemia nazionale, dichiarata per consentire alle agenzie governative di identificare meglio le aree a rischio.

“È necessario, per consentire alle unità di governo di utilizzare il loro fondo di risposta rapida per affrontare la situazione epidemica”, ha commentato il segretario alla sanità Francisco Duque.

I focolai delle epidemie sono stati individuati in sette delle 17 regioni del paese: Calabarzon, Mimaropa, Bicol, Western Visayas, Eastern Visayas, Zamboanga Peninsula e Northern Mindanao. Insieme, queste regioni ospitano più di 40 milioni di persone, circa il 40% della popolazione delle Filippine. Diverse altre regioni come Central Visayas e Ilocos sono ad alto rischio con migliaia di casi segnalati, anche se non ancora oltre la soglia epidemica. “Secondo i nostri dati, si registrano 5.100 nuovi casi alla settimana in media, ed è davvero sconcertante”.

Le Filippine sono diventate il primo paese in Asia ad approvare l’uso del vaccino “Dengvaxia”, il primo e unico contro la dengue autorizzato, prodotto dal 2016 dalla società farmaceutica francese “Sanofi Pateur”. Il farmaco è stato distribuito a più di 800.000 studenti nell’ambito del programma di vaccinazione governativo, ma è stato sospeso nel 2017 dopo che i dati di prove cliniche hanno dimostrato che potrebbe avere conseguenze indesiderate in pazienti non infetti.

Nonostante l’epidemia, il governo non ha intenzione di reintrodurre immediatamente il vaccino, ha dichiarato Mark Timbal, portavoce del National Disaster Risk Reduction and Management Council. Gli effetti negativi della Dengvaxia sono ancora oggetto di indagine da parte del governo e nel frattempo, gli sforzi si concentrerebbero sulla rimozione o distruzione dei siti di riproduzione delle zanzare, in collaborazione con scuole, comunità e governi locali.

I casi di dengue nelle Filippine sono aumentati negli ultimi tre o quattro anni, e il forte picco di quest’anno è in linea con le aspettative dopo quello del 2016. I picchi di epidemia non sono isolati solo nelle Filippine: la scorsa settimana, nel giro di 24 ore è stata diagnosticata la dengue a più di 1.000 persone in Bangladesh, e gli ospedali traboccano di pazienti.

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