Morire per un corpo scultoreo

| Tanti americani vanno nelle cliniche della Repubblica Domenicana per complicate operazioni estetiche ma 12 pazienti sono morti. Il corpo a forma di bottiglia di Coca Cola, sogno di molte donne. Ma i rischi sono alti

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 Non tutti tornano a casa sani e salvi, tra i  newyorkesi che si riversano nella Repubblica Dominicana per operazioni di chirurgia plastica più economiche. Lo raccontano sul Guardian i cronisti Michael Krumholtz a New York e Noelis Ciriaco. Negli ultimi sei anni, ci sono stati 12 casi noti di newyorkesi morti morti per le complicanza seguita a interventi chirurgici a basso costo. Due ragazze del Bronx  avevano raggiunto la Repubblica Dominicana per la liposcultura - una procedura durante la quale il grasso in eccesso rimosso dallo stomaco o dalla schiena viene iniettato nei glutei- alle 6 del mattino del 23 aprile 2015, le donne sono andate alla Clínica Plástica Contreras, un moderno ufficio in Arroyo Hondo, un quartiere ricco della capitale del paese, Santo Domingo. Cedeno entrò in sala operatoria a mezzogiorno. Due ore dopo era morta di embolia. Aveva 23 anni. E’ solo uno dei 12 casi noti di newyorkesi morti per interventi di chirurgia plastica nella Repubblica Dominicana negli ultimi sei anni. Più di 700.000 dominicani vivono a New York, creando un collegamento naturalei. Per chi è alla ricerca di un intervento di chirurgia plastica sull'isola caraibica, le procedure sono molto più economiche: il costo medio della liposuzione negli Stati Uniti è di 5.500 dollari, rispetto ai 3.500 dollari della Repubblica Dominicana. Nel 2018, più di 23.000 interventi di chirurgia plastica sono stati eseguiti nella Repubblica Dominicana e più di 18.000 di questi sono stati effettuati su stranieri.

In giugno, Manuel Núñez, un newyorkese che anche lui la liposcultura, morì sotto i ferri in una sala operatoria domenicana. Secondo Telemundo, il medico che lo ha operato era in realtà un ginecologo. Aveva una storia passata di negligenza ed è stato accusato per la morte di due donne nel 2015, ma le accuse erano state ritirate per mancanza di prove.

Poi, a luglio, Alexandra Medina, una 33enne di Yonkers, è diventata la seconda newyorkese e la terza americana a morire entro un mese in una clinica domenicana di chirurgia plastica quando si è recata per un’addominoplastica. Dei 12 newyorkesi che sono morti in chirurgia plastica dominicana negli ultimi sei anni, tutti, tranne uno, sono stati sottoposti a più interventi chirurgici contemporaneamente. Tutti e 12 erano neri o ispanici.

La Repubblica Dominicana non aderisce alle stesse norme statunitensi sugli interventi chirurgici, il che aumenta la probabilità di insufficienza cardiaca. Non aderisce alle stesse regole degli Stati Uniti riguardo a quanto grasso corporeo può essere rimosso in un intervento chirurgico, il che aumenta la probabilità di insufficienza cardiaca e altre conseguenze durante le procedure.

Nonostante i rischi che si presentano con l'intervento chirurgico, le persone continuano ad affollarsi nella cliniche sudamericane, perché è lì che si può ottenere un costo inferiore. Insomma, morire per cambiare corpo, per diventare - le signore - con la fisionomia di una bottiglia di Coca Cola. Vita stretta, fianchi e lato b grandi.  Hector Cabral, che pratica presso il Centro Internazionale di Chirurgia Plastica Avanzata (CIPLA) nel centro di Santo Domingo, è noto per scolpire corpi incredibilmente voluttuosi. Come Contreras, ha un grande seguito sui social media, uno strumento molto utilizzato per pubblicizzare il loro lavoro e reclutare.

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