Pazienti fastidiosi? Uccidili con l'overdose

| Inchiesta su 600 pazienti stroncati da anti-dolorifici e psicofarmaci nel War Memorial di Gosport. L'ex direttrice rompe il silenzio: "Risorse inadeguate, ho fatto il possibile per i miei malati". La rabbia dei familiari

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Gosport è una cittadina di 82 mila abitanti nell’Hampshire. Il suo ospedale, il War Memorial, serve un bacino di circa 250 mila abitanti di tutto il comprensorio. Adesso è sotto inchiesta per la morte sospetta di oltre 600 persone, causata - secondo una serie di indagini e denunce il cui iter è tuttora in corso - da overdose di anti-dolorifici, oppiacei e psicofarmaci, somministrati senza una vera ragione, e, osservano i familiari di alcune vittime, “per eliminare un fastidioso problema, cioè l’esistenza di pazienti lungo-degenti”.

Il medico al centro dello scandalo di Gosport, Jane Barton (nella foto con il marito) ha però infranto il silenzio, dopo mesi. E ha semplicemente detto, affiancata dal marito che ha letto un breve comunicato, “di aver sempre fatto il meglio per i suoi pazienti, lottando per affrontare le risorse inadeguate”. Lei non è stata mai incriminata, né l’Ordine dei medici ha preso provvedimenti nei suoi confronti ma fu semplicemente rimossa dal suo incarico dalle autorità inglesi. Nel giardino di casa, con visibilmente sofferente, il marito Tim ha reso noto che non è rimasta sola e che molti credono, almeno, alla sua buona fede: "Jane desidera ringraziare la sua famiglia, i suoi amici, i colleghi, gli ex pazienti e i molti altri per il loro continuo sostegno e la loro lealtà durante questa lunga indagine. Ha sempre sostenuto di essere una dottoressa impegnata, che ha fatto del suo meglio per i suoi pazienti in una parte del servizio sanitario che non disponeva di risorse adeguate”. Incuranti della rabbia dei familiari dei morti sotto la sua responsabilità tra il 1988 e il 2000, il marito ha chiesto “rispetto per la privacy in questo momento difficile”.

Jane Barton, 70enne e pensionata s'è limitata ad assentire, smentendo però la voce che la coppia fosse fuggita nell’isola spagnola di Minorca, dove possiedono una casa, dopo lo scandalo. Una commissione d’inchiesta interna aveva però rilevato che in quell’ospedale c’era "disprezzo per la vita umana" e che alcuni pazienti erano considerati un “fastidio” da risolvere con i farmaci che poi li hanno uccisi nel giro di pochi giorni.

Il ministro alla Sanità Jeremy Hunt ha promesso che la polizia e commissioni d’inchiesta "esamineranno attentamente" se nuove accuse potranno essere portate all’esame della magistratura. Subito sono emersi i punti di contattocon il caso di Harold Shipman, il medico di famiglia di Manchester che, da un'inchiesta, è accusato di aver ucciso 250 persone, e con quello di Beverley Allitt, l'infermiera del Lincolnshire che ha ucciso quattro bambini negli anni Sessanta.

Le cifre spaventose delle vittime collocano le vicende dell'ospedale di Gosport tra i peggiori scandali della storia della sanità pubblica britannica. La polizia dell’Hampshire, duramente criticata per la lentezza delle indagini, ha però annunciato che consegnerà un primo rapporto alla magistratura, a proposito dei livelli “pericolosamente elevati di oppiacei prescritti dai medici”. Ann Reeves, la figlia di Elsie Devine, morta all'ospedale nel 1999 all'età di 88 anni, ha detto che se la dottoressa Barton non era soddisfatta delle risorse dell'ospedale, come ha affermato, avrebbe dovuto dimettersi. E chiede, polemicamente: ”Vogliamo sapere se può giustificare la quantità di morfina prescritta a pazienti che non soffrivano di dolore”. Da 20 anni è in prima linea nella campagna per rendere giustizia alle famiglie dei pazienti deceduti al Gosport War Memorial Hospital.

Stando alle conclusioni del rapporto, la vita di almeno 600 persone ricoverate fra il 1989 e il 2000 fu accorciata come conseguenza di un regime di "disinteresse" per la loro sorte e ci fu una  “somministrazione smodata e pericolosa di antidolorifici non necessari" in base ai protocolli terapeutici standard. Una situazione andata avanti per 12 anni, sotto la direzione sanitaria della dottoressa Jane Barton, fino alle prime denunce e a un cambio di gestione.

La vicenda è approdata anche alla Camera dei Comuni nel Question Time di Theresa May. Che ha definito la vicenda di Gosport “Gravissima e da chiarire al più presto”.

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