Quando il fumo faceva bene

| Da rituale religioso e piacere personale, da stimolante salvavita e medicinale contro l’asma, fino a vizio mortaleo. La storia del tabacco ha accompagnato la storia dell’uomo dall’antichità e solo ora è considerato dannoso

+ Miei preferiti
Di Marco Belletti
La storia del tabacco è davvero strana: in passato era addirittura considerato il cibo degli dei (dalle civiltà precolombiane d’America) e oggi viene indicato come uno dei peggiori nemici per la salute dell’uomo.

L’abitudine al fumo è molto antica, sono state ritrovate dagli archeologi pipe risalenti all’età del bronzo – tra 2.200 e 5.400 anni fa – e quasi certamente fumare era un rituale delle cerimonie magiche, per propiziare la pioggia producendo nuvole di fumo. I sacerdoti delle culture mesoamericane (gli ultimi furono gli aztechi) soffiavano il fumo verso il sole e i quattro punti cardinali e probabilmente durante questi riti iniziarono ad aspirare, magari per sbaglio, l’acre fumo prodotto dalle foglie non solo di tabacco che utilizzavano, provando sensazioni che li facevano credere di avvicinarsi alle divinità. Con forti effetti sull’organismo (ipnotici o eccitanti) il fumo perse il semplice valore rituale e con l’assuefazione che provocava assunse quello del puro piacere.

Il primo europeo a fumare tabacco fu Rodrigo de Jeréz, un marinaio di Cristoforo Colombo che fu imprigionato per il suo vizio durante il viaggio di ritorno. Il frate Romano Pane raggiunse Haiti nel 1495 con la seconda spedizione di Colombo e fu lui a descrivere la pianta del tabacco: ritenne che gli indigeni fumassero per scacciare i moscerini e che usassero le foglie come medicinali. Don Fernando di Oviedo y Valdéz fu governatore di Santo Domingo e riteneva che aspirare il tabacco producesse un profondo stato di incoscienza. Nel 1560 ambasciatore di Francia in Portogallo, Jean Nicot de Vellemain (dal cui cognome nasce il termine nicotina), inviò a Francesco II e Caterina de’ Medici dei semi di tabacco, vantandone le virtù curative: efficaci per l’ulcera e le malattie dello stomaco, curavano piaghe, asma e varie malattie respiratorie e potevano essere usati come dentifricio. Da allora i medici e i farmacisti europei furono per lungo tempo interessati ai potenziali usi del tabacco in medicina, pochi ritenevano già allora fosse dannoso.

Nel 1604, il re inglese Giacomo VI scrisse “A Counterblaste to Tobacco” in cui sosteneva che il fumo era pericoloso per la salute dei polmoni e offensivo per i sensi. Fu introdotta una tariffa sulle importazioni di tabacco, ma in seguito fu eliminata per l’eccessivo impatto negativo sull’economia delle giovani colonie americane.

Parallelamente, da molti altri il tabacco era considerato un medicinale dagli indubbi benefici. Nel 1618 il Royal College of Physicians di Londra pubblicò “Pharmacopoeia Londinensis”, il primo catalogo di farmaci in Inghilterra, che spiegava come una foglia di tabacco calda e secca fosse raccomandata per contrastare i sintomi del raffreddore e della stanchezza.

Furono in molti a credere che l’epidemia di peste bubbonica che nel 1665 colpì Londra fosse diffusa da cattivi odori e miasmi invisibili e così la gente fumava per proteggersi. Furono numerosi i medici che lo consigliarono e i becchini erano dotati di una pipa in argilla per allontanare la malattia.

Nel Settecento la Royal Human Society predispose lungo il Tamigi alcune postazioni con il necessario per aiutare a riprendersi chi era stato sul punto di annegare. Siccome i medici in quell’epoca ritenevano che fumare tabacco permettesse di combattere il freddo e la sonnolenza, usavano il tabacco per predisporre dei clisteri di fumo e salvare le vittime di annegamento: una scelta logica, per chi aveva effettivamente bisogno di calore e di rianimarsi rapidamente. Davvero una brutta esperienza ritrovarsi quasi annegato e con un medico che soffia del fumo con un clistere!

Da allora tabacco è sempre stato considerato un alleato per i medici nello scongiurare ogni tipo di malattia e la sigaretta era un accessorio indispensabile per dottori, chirurghi e studenti di medicina. Agli anatomisti era suggerito di fumare liberamente durante le autopsie per coprire l’odore dei cadaveri e per proteggersi da potenziali malattie dei corpi.

Nell’Ottocento James Anderson, medico scozzese che soffriva di asma, scrisse al collega Henry Sims che provava sollievo fumando sigarette a base di stramonio, una pianta delle solanacee altamente velenosa per la concentrazione di potenti alcaloidi, in particolare la scopolamina. La notizia si diffuse e iniziarono a essere pubblicizzate e vendute sigarette per l’asma. Il dottor Sims – come sicuramente migliaia di altre persone – morì per overdose di atropina e chissà quanti furono i più fortunati che si salvarono ma soffrirono di allucinazioni e palpitazioni.

La situazione migliorò negli anni Venti dello scorso secolo, quando iniziarono a sollevarsi dubbi sulle capacità curative delle sigarette. Tuttavia, i produttori di tabacco corsero ai ripari e marchi come la Camel prezzolarono alcuni medici affinché nelle pubblicità raccomandassero di fumare: era difficile per chi aveva il vizio rinunciare, visto che anche i dottori erano convinti della sua salubrità.

Finalmente nel 1962 il Royal College of Physicians pubblicò “Smoking and Health”, una ricerca dei dottori Richard Doll e Austin Bradford Hill che dimostrava chiaramente come il fumo provocasse il cancro. Il rapporto vendette 33 mila copie il primo anno ed è stato tradotto in numerose lingue, ma nonostante ciò la risposta dei fumatori rimase ostile tanto da fa scrivere al Daily Telegraph che il College stava prendendo il posto della Chiesa come la principale minaccia alla libertà umana.

Da allora la ricerca di sigarette più sane è proseguita rapidamente e nel giro di qualche anno i medici hanno sposato rapidamente la causa antifumo con incoraggiamenti a smettere sempre più palesi. Il divieto di fumo è stato esteso in tutti i locali pubblici in numerose parti del mondo. L’ultima frontiera è arrivata con l’era digitale e la sigaretta elettronica che ha sostituito la foglia di tabacco con nicotina. Inizialmente le “e-sigarette” sono state accolte molto favorevolmente, ma con il tempo hanno spinto a credere che possano contribuire ad aumentare il numero delle persone dipendenti dalla nicotina, pur rimanendo la convinzione che siano efficaci come aiuto per smettere di fumare.

Salute
GB, i malati di cancro abbandonati al loro destino
GB, i malati di cancro abbandonati al loro destino
Il Regno Unito è uno dei primi Paesi a preoccuparsi degli effetti collaterali del coronavirus: le migliaia di malati di cancro rimasti senza cure e trattamenti
L’OMS: “Siamo in un territorio inesplorato”
L’OMS: “Siamo in un territorio inesplorato”
Il numero di casi di coronavirus in tutto il mondo supera i 90.000, e anche se al momento non si parla ancora di pandemia, l’unica strada possibile per adesso è il contenimento
Individuato un nuovo ceppo dell’Hiv
Individuato un nuovo ceppo dell’Hiv
Per la prima volta, in quasi due decenni, un team di scienziati ha individuato una nuova famiglia del virus. “Niente panico, ma la battaglia non è ancora vinta”, commentano gli esperti
Inghilterra, farmaci contro l’overdose distribuiti per strada
Inghilterra, farmaci contro l’overdose distribuiti per strada
I dati statistici di morti per droga sono così drammatici impietosi da aver convinto l’Inghilterra a varare una fase di test per la distribuzione per le strade di farmaci che contrastano l’overdose
Troppi neonati in crisi di astinenza da droghe
Troppi neonati in crisi di astinenza da droghe
Un fenomeno allarmante che fa registrare casi in tutta Italia, ma molto difficile da affrontare. Le stime della Società Italiana di Neonatologia
Johnson & Johnson ritira 33mila confezioni di talco
Johnson & Johnson ritira 33mila confezioni di talco
L’agenzia di controllo federale FDA ha accertato la presenza di amianto in una confezione di talco per bambini. L’indagine partita da 13mila denunce di consumatori
Nuova batosta per la Johnson & Johnson
Nuova batosta per la Johnson & Johnson
Dopo i 572 milioni pagati per la crisi degli oppiacei, un tribunale di Philadelphia ha condannato al pagamento di 8 miliardi di dollari ad un giovane a cui è cresciuto il seno per colpa di un farmaco
È esplosa la psicosi “ranitidina”
È esplosa la psicosi “ranitidina”
Il ritiro di alcuni farmaci in commercio e l’ordine dell’agenzia europea di verificare i contenuti di tutti quelli in vendita ha avuto un effetto dirompente, aumentato dalla presenza di falsi elenchi messi in rete
Crescono le vittime delle e-cig
Crescono le vittime delle e-cig
Nove morti e più di 500 fra malori e problemi respiratori, mentre gli esperti non riescono a individuare la sostanza che sta lentamente scatenando un’epidemia
Il batterio le ha divorato il cervello
Il batterio le ha divorato il cervello
Morta una bimba di 10 anni in Texas, il batterio Naegleria Fowleri le è entrato ndalle narici dopo un bagno in un fiume e in pochi giorni l'ha uccisa. Decine i casi analoghi