Second Life Toys, il gioco della vita

| Sembra solo un gioco, in realtà nasconde l’impellente necessità del Giappone di sensibilizzare l’opinione pubblica verso la donazione degli organi

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La donazione degli organi è un argomento delicatissimo: non è mentalmente semplice, firmare il proprio consenso a farsi asportare un organo e del tessuto semplicemente per altruismo e aiutare il prossimo.

In Italia, nel 2017, ben 1763 persone hanno ricevuto cuore, polmone, pancreas, rene o fegato, iniziando una nuova esistenza: un dato in netta salita, ma con la speranza che sia ancora migliorabile, perché le liste di attesa sono lunghissime.

Eppure, esistono paesi come il Giappone in cui la donazione stenta, non decolla. Ogni anno, malgrado gli sforzi, i trapianti di organi sono meno di 300, una goccia nel mare, considerando i 127 milioni di abitanti e i 14mila bambini in lista di attesa. Per tentare di sensibilizzare la popolazione, è nato un curioso progetto: “Second Life Toys”. Una piattaforma online in cui si raccolgono giocattoli rotti, a cui magari manca un pezzo che viene sostituito da altrettanto vecchi peluche, che “donano” uno dei loro pezzi per permettere una nuova vita. I bambini che donano i giocattoli rotti ricevono in cambio una lettera e una foto del loro giocattolo riparato.

Una metafora, ma anche un modo per seminare l’importanza della donazione degli organi a cominciare dai bambini, le generazioni di domani, si spera più generose di quelle attuali. “È un messaggio disperato che ha necessità di essere diffuso sempre più in Giappone, ma soprattutto un gioco che insegna come dare una speranza di vita a chi è meno fortunato”.

 

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