Troppi neonati in crisi di astinenza da droghe

| Un fenomeno allarmante che fa registrare casi in tutta Italia, ma molto difficile da affrontare. Le stime della Società Italiana di Neonatologia

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I sintomi di astinenza da eroina e oppiacei arrivano 24 ore dopo il parto: i piccoli diventano di colpo iperattivi, in preda a pianti persistenti, con aumento del tono muscolare, tremori, scatti, respiro accelerato, tachicardia, singhiozzi, sonno instabile, febbre e sintomi di disidratazione. L’astinenza da metadone, cocaina e benzodiazepine compare invece fra 4 e 7 giorni, con gli stessi effetti.

È il quotidiano “Repubblica” ad accendere i riflettori su un fenomeno in preoccupante crescita: neonati che presentano sintomi di astinenza da droghe. A Roma, nelle ultime ore, quattro casi hanno messo in allarme l’ospedale Casilino, ma succede ovunque: negli ultimi mesi tre neonati a Grosseto, sei a Milano, uno a Padova. Erano tutti sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o nelle loro urine sono state rinvenute tracce di droga, ed è stato necessario sedarli con piccole dosi di barbiturici e avviare cicli di cura con metadone. “Consapevoli che più avanti potranno emergere possibili problemi provocati dalle droghe assunte durante la gestazione, come il ritardo neurologico”.

Ma è un fenomeno difficile da mappare, come conferma l’istituto superiore di sanità, perché significherebbe creare una fastidiosa “schedatura” di persone con poche ore di vita. In più, per l’esame tossicologico sui nascituri è necessario il consenso dei genitori, che spesso lo negano per non andare incontro a problemi con la giustizia.

Piermichele Paolillo, primario al Casilino e vicepresidente della Società Italiana di Neonatologia, ammette: “Ogni anno ci capitano una ventina di casi di bambini positivi alle sostanze stupefacenti, con picchi di ricoveri come quello attuale. Di solito, capiamo che qualcosa non va nella mamma o nel papà: se abbiamo sospetti richiediamo un esame delle urine, e facilmente si riscontra la presenza di cocaina, metadone e oppiacei. Si avvia così un percorso che può portare ad una segnalazione al tribunale dei minori che fa partire l’iter per la nomina di un tutore. Spesso, quando parliamo con coppie a rischio, ci danno giustificazioni: dicono di aver preso un po’ di coca qualche giorno prima ad una festa, o magari di aver assunto eroina fumandola. Questa è la situazione: ma siamo consapevoli che molti casi ci sfuggono”.

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