Un arrosto Euro Zero

| Secondo un ricerca universitaria, cucinare può essere dannoso per la salute, con elevate emissioni di polveri sottili, causa di malattie respiratorie e tumori ai polmoni

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di Marco Belletti

Il premio “Ig Nobel” (conosciuto in Italia anche come Ignobel) è assegnato ogni anno a dieci scienziati autori di ricerche assurde, regolarmente divulgate con articoli pubblicati anche su riviste scientifiche autorevoli: per esempio, la dimostrazione che gli esseri umani eccitano sessualmente gli struzzi o l’affermazione che i buchi neri - per le loro caratteristiche - potrebbero essere il luogo dove effettivamente si trova l’inferno.

Scopo del riconoscimento (il cui nome è un gioco di parole tra premio Nobel e ignobile) è ricompensare l’insolito e stimolare l’interesse del pubblico per scienza, medicina e tecnologia con ricerche che a prima vista fanno ridere ma che in seconda battuta spingono anche a pensare.

I ricercatori dell’Università del Colorado che hanno cucinato un arrosto misurando i valori di inquinamento nella cucina, probabilmente faranno parte della “short list” tra cui i giurati dell’Ig Nobel sceglieranno i prossimi premiati: perché pensare che cucinare un arrosto possa inquinare fa indubbiamente sorridere, ma immediatamente dopo scatena qualche pensiero.

L’esperimento - condotto in un appartamento di tre stanze che è stato dotato di sensori anti-inquinamento - ha dimostrato che cuocere determinati cibi può riempire l’aria della cucina di polveri sottili, con risultati davvero dannosi per la salute umana.

Le polvere sottili sono classificate in base alla loro grandezza e più il numero è basso (quindi sottili sono le polveri) più sono pericolose per la nostra salute. Per esempio, se il PM 10 raggiunge “solo” le prime vie respiratorie, il PM 5 si spinge nei bronchi e nella trachea e il PM 2,5 è in grado di penetrare negli alveoli polmonari con eventuale diffusione nel sangue.

Ebbene, i ricercatori del Colorado hanno stabilito che i livelli di PM 2,5 nell’appartamento durante la cottura di un arrosto sono aumentati fino a raggiungere la soglia dei 200 microgrammi per metro cubo (µg/m3).

Per far comprendere la pericolosità di questi valori, basti pensare che una normativa europea stabilisce che, per la protezione della salute umana, la media giornaliera delle concentrazioni di PM 10 nell’aria non deve superare il valore di 50 µg/m3per più di 35 volte all’anno, e comunque la media annuale delle concentrazioni di PM 10 non deve superare il valore di 40 µg/m3. Mentre le PM 2,5 non devono superare nell’anno i 25 μg/m3.

Quindi, cucinando un arrosto l’aria di una cucina sarà contaminata come quella di Delhi: la città indiana è la più inquinata del mondo, con un’altissima percentuale di particelle di polveri sottili (319 µg/m3di PM 10 e 179 µg/m3di PM 2,5) causata dallo smog emesso dagli innumerevoli veicoli a motore e dalle emissioni industriali. Molto più di buona parte delle città italiane: per esempio a Torino, uno dei centri urbani più inquinati del nostro Paese, le concentrazioni di PM 2,5 in alcune tra le peggiori aree cittadine raggiungono anche i 30 µg/m3medi all’anno.

Tornando alla cucina e all’arrosto, secondo gli esperti dell’Università del Colorado le micro-particelle inquinanti sono rilasciate da sostanze organiche (olio e grassi animali) oltre che dalla fiamma del gas.

Come soluzione, i consigli degli scienziati spaziano dall’accendere sempre la cappa aspirante al provvedere alla pulizia dell’ambiente, dal tenere le finestre aperte al favorire comunque un forte ricircolo dell’aria. Nessun suggerimento per evitare la cottura perché, così come all’auto, ovviamente neppure all’arrosto si può rinunciare.

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