USA: 14 giovani intossicati da e-cigarette

| È il totale dei ricoveri avvenuti in due stati confinanti, Wisconsin e Illinois: le autorità alzano la soglia di attenzione verso le sigarette elettroniche, i produttori si difendono: liquidi acquistati non in centri autorizzati

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Quattordici persone, fra adulti e adolescenti, sono stati ricoverati in due stati americani, Wisconsin e Illinois, per problemi respiratori potenzialmente legati all’uso delle sigarette elettroniche.

In Wisconsin, un serio problema respiratorio ha interessato 11 persone che si sono rivolte agli ospedali, mentre in Illinois tre giovani sono stati ricoverati per aver accusato problemi respiratori dopo il “vaping”, l’equivalente italiano di “svapare”, neologismo nato con l’avvento delle sigarette elettroniche.

“I marchi dei dispositivi, così come il luogo in cui sono stati acquistati, sono ancora oggetto di indagine”, ha riferito il dipartimento della salute pubblica. 

Thomas Haupt, specialista in malattie respiratorie del Wisconsin Department of Health Services, ha affermato che i casi registrati nel suo stato sono avvenuti tra “giovani sani che di colpo hanno accusato gravi problemi respiratori, e in alcuni casi sono stati ricoverati presso l’unità di terapia intensiva e collegati a macchine per la ventilazione forzata. I casi si sono verificati anche in persone “che non presentavano problemi polmonari o deficit precedentemente diagnosticati”.

Ad un primo esame, i problemi sembravano causati da un’infezione, “ma ogni test è risultato completamente negativo”. Per quanto riguarda invece gli eventuali collegamenti tra i casi, “l’unico punto in comune a questo punto è il vapore, ma non sappiamo cosa hanno vaporizzato e dove hanno acquistato i liquidi vaporizzanti: dettagli che devono essere accertati al più presto”.

Chuck Warzecha, vice presidente del dipartimento di salute del Wisconsin, ha riferito che “tutti i pazienti ricoverati accusavano difficoltà respiratorie, affaticamento e dolore toracico”. I pazienti sono “generalmente in via di miglioramento”, ma non è chiaro quali effetti a lungo termine potrebbero svilupparsi.

La maggior parte dei casi del Wisconsin erano concentrati nella zona a sud-est dello stato, in Illinois, e i tre pazienti ricoverati provenivano dalla parte nord-orientale, al confine con il Wisconsin.

La dottoressa Ngozi Ezike, direttore del Dipartimento di Salute Pubblica dell’Illinois, ha riferito che il suo team è in contatto con i colleghi del Wisconsin per raccogliere dati e condurre test: “Ci sono ancora un sacco di domande senza risposta”.

Negli Stati Uniti, come in altre parti del mondo, c’erano dubbi sulla dannosità delle sigarette elettroniche anche prima dei recenti ricoveri. L’American Lung Association, ad esempio, si dice “molto turbata dall’evoluzione delle prove circa l’impatto delle e-cigarette sui polmoni”. L’organizzazione si è concentrata su analisi che sembrano dimostrare che gli ingredienti chiave dei liquidi possono danneggiare le cellule o contenere “sostanze chimiche pericolose che possono causare malattie polmonari e cardiovascolari”.

Un comitato di esperti delle accademie nazionali delle scienze, ingegneria e medicina, lo scorso afferma che manca ancora “la prova conclusiva che oltre alla nicotina, la maggior parte dei prodotti destinati alle e-cigarette contengano ed emettono numerose sostanze potenzialmente tossiche”. Gli scienziati non sono sicuri di come queste sostanze possano contribuire alle malattie polmonari: ci sono “prove moderate di aumento di tosse e respiro affannoso negli adolescenti che usano sigarette elettroniche”.

Gregory Conley, presidente dell’American Vaping Association, ha controbattuto, dicendo che “a meno che il Dipartimento non stia nascondendo informazioni, quello che sappiamo oggi non giustifica l’ipotesi di scoraggiare i fumatori adulti dall’uso di prodotti a vapore come alternativa alle sigarette. È vergognoso che i dipartimenti della salute stiano incolpando i vaping in modo generico, quando i fatti puntano su cartucce acquistate non in centri autorizzati come probabile causa dei ricoveri”. I notiziari locali hanno parlato di un paziente del Wisconsin ricoverato in ospedale dopo aver acquistato liquidi di ricarica per strada.

Ma i funzionari sanitari frenano, preferiscono identificare la causa comune dei vari casi, e al momento “non abbiamo indicato il THC come un problema”. Raccogliere informazioni è difficile, perché “abbiamo a che fare con i minori”. Ma è la prima volta che si registrano disturbi polmonari associati, “e chissà quanti altri casi vedremo”.

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