“Baglionissima” come da previsioni: vincono Meta e Moro

| Il Festival a immagine e somiglianza del sor Claudio mantiene le promesse, mandando sul podio i favoriti. Secondi Lo Stato Sociale, terza Annalisa

+ Miei preferiti
Di Germano Longo
Perfino “Watson”, sofisticato sistema di intelligenza artificiale creato dall’IBM, l’aveva previsto: Ermal Meta e Fabrizio Moro vincono la 68esima edizione del Festival di Sanremo. Aveva soltanto sbagliato l’ordine di arrivo degli altri due, ma non i nomi: Lo Stato Sociale al secondo posto, e al terzo Annalisa.

Ma senza nulla togliere alle capacità di Watson, quella degli “M&M’s”, come qualcuno ha chiamato Meta & Moro sfruttando le iniziali dei cognomi, è una vittoria ampiamente annunciata. I due conquistano il primo posto dopo aver seriamente rischiato l’eliminazione per l’autoplagio di un loro autore, convinto al riciccio dalla quasi certezza che nessuno se ne sarebbe accorto. Voleva vincere facile, visto che in genere Sanremo ha un curioso effetto post-amnetico: per cinque giorni in Italia non si parla d’altro, ma bastano due mesi e nessuno si ricorda più nemmeno se Sanremo è in Liguria o in Basilicata.

Piazza d’onore per “Antonio, Mimmo, Marco, Massimo e Roberto”, i nomi dei cinque operai licenziati dalla Fiat di Pomigliano che quelli de Lo Stato Sociale hanno scelto di appuntarsi sul petto. Onore al nome che portano e al singolo vincente, “Una vita in vacanza”, ma soprattutto alla musica indipendente, quella slegata dai colossi che tutto impongono. Terzo posto e consacrazione per Annalisa Scarrone, ligure di Carcare, piccolo paesino dell’entroterra savonese, ma figlia artistica di “Amici”.

Si chiude così, un Festival che consacra per gli anni a venire la “Baglionissima”, una sorta di legge di Gay-Lussac musicale, in cui si spiega un assioma quasi banale: nessuno è meglio di un professionista del settore, per trattare con altri professionisti del settore.

E che sia andata splendidamente bene lo hanno raccontato i numeri, snocciolati ogni mattina dai vertici Rai, tanto che a giorni, forse settimane, quasi certamente arriverà l’annuncio del Baglioni bis. Ma a ripartire da Sanremo piena di soddisfazioni è anche Michelle Hunziker, accompagnata dal mantra ‘brava-bella-spiritosa’ che la segue come un’ombra da cinque giorni. Ci guadagna un programma tutto suo sulle reti Rai. E per finire Pierfrancesco Favino nella parte del tenerone, attore di cinema apprezzato ma con una verve e un senso dell’ironia tali da potersi aprire una costola televisiva alla carriera, o almeno qualche trasmigrazione dal grande al piccolo schermo.

Ma fino a qui, c’era da aspettarselo. A stupire sono stati altri outsider, gente su cui nessuno avrebbe scommesso cento delle vecchie lire, come Peppe Vessicchio, il barbuto direttore d’orchestra, così amato da dover vivere i cinque giorni del Festival chiuso in una camera d’albergo. E poi Paddy Jones, la ballerina inglese di 83 anni che accompagnava Lo Stato Sociale, e ancora la definitiva scomparsa dei Pooh, sancita da una notizia (mai confermata), che vuole forti malumori fra gli ex “amici per sempre”, con musi lunghi per questioni di promozioni discografiche. Per finire con il clamore di Noemi, che nel giro di 24 ore è passata da una denuncia per oltraggio a pubblico ufficiale a oggetto del desiderio maschile, e tutto grazie ad una scollatura. Dannati italiani: mostragli una tetta e saranno tuoi per sempre.

Cose che capitano, Sanremo fa anche questo: sembrano solo canzonette, ma in realtà quei cinque giorni uniscono, dividono, fanno crollare certezze e costringono l’Italia sul divano fino a notte fonda, come sanno fare pochissime altre cose. È così dal 1951, quasi settant’anni fa: alle amministrative di quell’anno, solo 18 milioni di italiani su 30 sono andati a votare. Gli altri a casa, stanchi degli inciuci della classe politica. Altri tempi, per fortuna.

GRADITI OSPITI/3

È l’ultima sera del Festival, quella che in genere riserva lampi, botti e gli ospiti migliori: concetto superato anche quello, che esattamente negli stessi luoghi dove un tempo arrivarono i Queen, David Bowie, Madonna e i Duran Duran, oggi si accontenta di applaudire Antonella Clerici. C’è la crisi, ci va pazienza.

Per fortuna arriva Laura Pausini, promessa ospite fin dalla prima sera ma bloccata da una laringite e rimessa in piedi a forza pur di non passare per ingrata nei confronti del Festival che le diede l’imprimatur alla carriera. Laura canta, duetta col sor Claudio ed esce perfino dall’Ariston, in un bagno di folla fra il popolo del selfie.

Un intenso monologo di Pierfrancesco Favino introduce Fiorella Mannoia, promossa al ruolo ospite dopo il secondo posto dello scorso anno: si parla di migranti, speranze, ingiustizie, dignità, integrazione, e la splendida “Mio fratello che guardi il mondo”, scritta da Ivano Fossati, è quanto di meglio possa esserci per raccontare in musica quest’epoca strana e triste.

Al trio Nek-Renga-Pezzali il compito di chiudere i duetti di e con Baglioni: è la volta della mitologica “Strada Facendo”.

SANREMO 2018
Tim fa ballare milletrecento robot ed entra nel Guinness
Tim fa ballare milletrecento robot ed entra nel Guinness
Nel Festival lo spot su Ra1 in cui i robot danzeranno per 90 secondi. Li controlla un unico smartphone collegato alla rete Tim, sulla colonna sonora "Another day of Sun". Battuto record cinese
Sanremo highlights
Sanremo highlights
Mentre sul Festival si spengono le luci, c'è ancora il tempo per una carrellata di immagini raccolte nei cinque giorni di Sanremo. Con un piccolo spazio anche all'ultimo mistero...
Sanremo hot, il Festival delle scollature
Sanremo hot, il Festival delle scollature
Quella sfacciata di Noemi, e quella discretamente sexy di Michelle: basta questo, per regalare picchi agli ascolti
Il Festival? Una roba da ridere
Il Festival? Una roba da ridere
Piccolo viaggio nelle ironie della rete, che hanno preso di mira i tre conduttori, in particolare il colorito cereo e smunto di Claudio Baglioni
Noemi denunciata, la Vanoni sbrocca
Noemi denunciata, la Vanoni sbrocca
Il Festival sull’orlo di una crisi di nervi: come se non bastasse l’incursore della prima sera, la stampa insorge contro la decisione di perdonare Meta e Moro. E siamo ancora lontani dalla finale…
Sanremo 2, quelli che le ricantano
Sanremo 2, quelli che le ricantano
Nuove pagelle, prove d’appello e giovani stipati in un angolo. A insegnare a tutti come si fa un duetto ci pensa Sting. Dieci campioni in gara, ma Meta e Moro restano in attesa di giudizio
Ermal Meta e Fabrizio Moro restano in gara
Ermal Meta e Fabrizio Moro restano in gara
Lo ha deciso l'ufficio legale Rai: una decisione annunciata che non scontenta il popolo del web e manderebbe a casa i probabili vincitori
Sanremo al via: giudizi e pagelle della prima serata
Sanremo al via: giudizi e pagelle della prima serata
Fiorello toglie la serialità, l’irruzione sul palco di uno sconosciuto e poi una lunga serata di brani prevedibili. Tutti pazzi per la ballerina 84enne de “Lo Stato Sociale”
Sanremo e la caccia all’anziano
Sanremo e la caccia all’anziano
Tentano di passeggiare come sempre nelle vie dove svernano, ma per una settimana diventano le prede di televisioni ed emittenti piombate sul Festival da ogni angolo d’Italia
Sanremo 4: the night of duets
Sanremo 4: the night of duets
Primi verdetti del Festival, con Ultimo che arriva primo e l’infilata dei duetti: qualcuno impreziosisce, altri sviliscono, altri ancora meglio dimenticarli in fretta