Sanremo 4: the night of duets

| Primi verdetti del Festival, con Ultimo che arriva primo e l’infilata dei duetti: qualcuno impreziosisce, altri sviliscono, altri ancora meglio dimenticarli in fretta

+ Miei preferiti
Di Germano Longo
Panico all’esterno dell’Ariston: non perché c’è Noemi in rotta di avvicinamento, ma perché qualcuno avvista Salvini e tutti si rendono conto che bisogna sbrigarsi con le canzonette, perché c’è da andare a votare. La scusa, una visita di cortesia a Elisa Isoardi, la sua fidanzata.

Ma non è che la più recente intrusione della politica nella lunga storia del Festival, tentazione di enorme visibilità che ha radici lontane, si dice risalente addirittura al 1957, quando Bruno Spampanato, onorevole senza molto a cui pensare, presenta un’interrogazione parlamentare su certe affermazioni di Claudio Villa. Da lì, giù lungo i governi, tecnici o meno, fino a Rino Formica, ex ministro della prima repubblica, socialista in quota Craxi, che al “Sussidiario.net”, ha raccontato che da sempre, il modo migliore per capire come andranno le elezioni è guardare Sanremo: “L’astensione quest’anno sarà pari allo share del Festival”, profetizza. Se mai fosse vero, il Festival di Sanremo sarà ridotto al ruolo della marmotta Phil, quella che in America guardano per capire se sarà ancora inverno, o la primavera è finalmente in arrivo.

I DUETTI (fornitura totale)

Renzo Rubino e Serena Rossi: “Custodire” (voto: 7)

È come se Anna di “Frozen” fosse piombata a Sanremo. L’attrice, doppiatrice e cantante napoletana aggiunge spessore al brano impalpabile di Rubino: un pensierino per una futura collaborazione artistica potrebbe starci comodo.

Le Vibrazioni e Skin:“Così sbagliato” (voto: 5,5)

La quota rock del Festival con la grinta di Skin, la voce degli “Skunk Anansie” che rilegge il brano per ricucirlo sulla propria personalità. Risultato finale: Le Vibrazioni fanno Le Vibrazioni e Skin vocalizza, alla maniera di Skin. Ma sono come l’acqua e l’olio, e finiscono per mescolarsi molto poco.

Noemi e Paola Turci: “Non smettere mai di cercarmi” (voto: 6)

La rossa Noemi ha scelto con cura, portandosi un’amica, è vero, ma soprattutto un’artista grintosa ma più pacata, capace sulla carta di depotenziare il suo pezzo. Ma quando le due sparano in alto le voci, raggiungono le stesse note, col risultato che l’aggiunta non sposta molto dall’originale.

Mario Biondi, Ana Carolina e Daniel Jobim: “Rivederti” (voto: 7)

Un pizzico di “bossa nova” è un energizzante che giova al brano dall’atmosfera decadente scelto da Biondi per attaccare Sanremo. Ma il palco ligure è forse troppo “popolar-nazionale” (come piace dire a Baglioni) per capire la finezza musicale: non va mai dimenticato che lo scorso anno ha vinto uno con la scimmia a fianco.

Annalisa e Michele Bravi: “Il mondo prima di te” (voto: 6)

L’incontro fra due voci così si rivela uno dei più efficaci, al punto che i due hanno già seminato messaggi subliminali: vediamo che succede, poi chissà. Lui è dolente e potente, e a lei quando parte l’ugola va fermata con i lacrimogeni. L’arrangiamento non cambia, ma l’effetto finale ha molto più pathos.

Lo Stato Sociale, Paolo Rossi e il Piccolo Coro dell’Antoniano: “Una vita in vacanza” (voto: 6,5)

Un po’ di cabaret vecchia scuola, di quello alla “Vengo anch’io, no tu no” di Jannacci. E il bello deve ancora arrivare, perché il pezzo sale veramente quando entrano in scena le voci dei bimbi dell’Antoniano. Peccato per la ballerina 84enne, ma portare in scena anche lei avrebbe trasformato tutto in un numero circense.

Max Gazzè, Rita Marcotulli e Roberto Gatto: “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno” (voto: 6,5)

Due musicisti di peso per la leggenda narrata dal menestrello Max: la pianista Rita Marcotulli (già a Sanremo nel 1996 con Pat Metheny) e il batterista jazz Roberto Gatto. Il pezzo ne guadagna: perde un po’ del “sintonico” caro a Gazzè e si avvicina di più al concetto di “brano adatto a Sanremo”.

Decibel e Midge Ure “Lettera dal Duca” (voto: 5,5)

Curioso: la chitarra ospite di Midge Ure, ex musicista dei “Visage” e degli “Ultravox”, è l’unico strumento non amplificato sul palco. Falsa partenza: si rimedia e la voce e la chitarra new romantic di Midge offrono al pezzo più di quanto facciano gli altri due Decibel. C’è da pensarci.

Vanoni, Bungaro, Pacifico e Alessandro Preziosi: “Imparare ad amarsi” (voto: 5)

Da terzetto interessante a quartetto improbabile: Preziosi è un attore che per quanto bravo, finisce soltanto per triplicare la presenza delle voci maschili e coprire quasi quella dell’Ornella nazionale. Boh.

Diodato, Roy Paci e Ghemon: “Adesso” (voto: 6)

Nella dolente marcia del brano cantato da Diodato e infiocchettato da Roy irrompe la presenza forte di Giovanni Luca Picariello, in arte Ghemon, e di colpo tutto diventa più chiaro: era quello l’ingrediente che mancava. Hai voglia assaggiare.

R. Facchinetti, R. Fogli e Giusy Ferreri: “Il segreto del tempo” (voto: 5)

Partono poco convinti, ma d’altra parte in 50 anni di carriera i Pooh non hanno mai concesso spazio ad altri sui loro palchi, e non si può pretendere che inizino a farlo alla loro età. In più il brano è costruito per due voci maschili, e Giusy per quanto vocalmente dotata, sparisce letteralmente quando i due liberano le corde vocali. Duetto privo di senso.

Avitabile-Servillo con Daby Touré e Avion Travel: “Il coraggio di ogni giorno” (voto: 7,5)

Intarsi di grande eleganza ai ritmi partenopei di Avitabile e Servillo, a cui si aggiunge l’inconfondibile sound della Piccola Orchestra Avion Travel (che di piccolo non ha niente) e la voce suggestivamente africana di Daby Touré, artista senegalese naturalizzato in Francia. Standing ovation.

E. Meta, F. Moro e Simone Cristicchi: “Non mi avete fatto niente” (voto: 7,5)

Il brano che secondo molti vincerà l’edizione 2018 fa spazio all’artista di “Ti regalerò una rosa”, che ama raccontare almeno quanto cantare: è come se Cristicchi fosse stato clonato moltiplicato tre. Eppure l’effetto è suggestivo: sono tre artisti impegnati, che della scomodità hanno fatto uno stile, e messi insieme fanno più rumore di quando cantano da soli.

G. Caccamo e Arisa: “Eterno” (voto: 3,5)

Bisognava pensarci dall’inizio, perché Arisa potrà anche valere poco come giudice, ma con la voce sa aggiungere intensità e suggestione anche alla composizione di un antinfiammatorio. Anzi, per la verità, quando lei sale in cattedra, a Caccamo resta ben poco da fare. Ma qualcosa in tutto questo non torna.

Ron e Alice: “Almeno pensami” (voto: 8)

La vincitrice dell’edizione 1981 (“Per Elisa”), è la pennellata finale, la sfumatura che solo l’autore vede. Peccato che l’autore, Lucio Dalla, non abbia potuto vedere il risultato finale: gli sarebbe piaciuto. Come a noi.

R. Canzian e Marco Masini: “Ognuno ha il suo racconto” (voto: 5,5)

Uno dei pezzi più energici del Festival sembra perdere potenza, ma è solo l’inizio, perché l’energia arriva un attimo dopo, ed è ancora più dirompente. Il duetto però funziona a metà, se non quello di ritrovare la voce di Canzian all’interno di altre, come gli succedeva con i Pooh.

The Kolors, Tullio de Piscopo e Enrico Nigiotti: “Frida” (voto: 6,5)

Uno dei più grandi batteristi italiani e un giovane chitarrista figlio di un Talent. Stash e soci pescano nel passato e nel futuro per impreziosire il loro pezzo: l’assolo finale di De Piscopo vale il biglietto.

L. Barbarossa e Anna Foglietta: “Passame er sale” (voto: 6,5)

In fondo, il brano di Barbarossa è una sorta di dialogo fra un uomo e una donna a cui è giusto dare due voci: la storia di una coppia alle prese con la polvere del tempo. E oltre ad essere un’attrice fra le più interessanti, la Foglietta sfodera una voce non indifferente. Molto romano, ma bello.

N. Zilli e Sergio Cammariere: “Senza appartenere” (voto: 6,5)

Cammariere a Sanremo c’è stato, ma da qualche tempo si è un po’ eclissato. E non perde l’occasione per ricordare a tutti che è un grande musicista, capace di trasformare l’intenso brano di Nina in un pezzo che andrebbe bene anche nel chiuso di un teatro diverso dall’Ariston.

Elio e le Storie Tese e Neri per Caso: “Arrivedorci” (voto: 5)

Ventitré anni fa il gruppo a cappella trionfa nelle Nuove Proposte con “Le ragazze”: tornano sul luogo del misfatto tirati dall’addio alle scene degli Elii. Voci sempre suggestive, ma il brano continua a non convincere. Tutti a casa, che è tardi.

I PREMI

Le Nuove Proposte

Preannunciato vincitore, alla faccia dello pseudonimo che ha adottato, Ultimo conquista la sezione “Nuove Proposte” dell’edizione 2018. Il suo brano, “Il ballo delle incertezze”, ha la meglio su Mirkoeilcane (“Stiamo tutti bene”) e Mudimbi (“Il mago”).

Ultimo, nome d’arte di Niccolò Morriconi, classe 1996, romano di San Basilio, un posto non facile in cui crescere, è un predestinato: studia pianoforte al conservatorio “Santa Cecilia” di Roma e a 14 anni inizia a comporre i suoi brani. Crescendo cambia stile, trovando il proprio in un equilibrio sospeso fra la musica cantautorale e l’hip hop. Dopo aver conquistato un contest dedicato agli artisti di musica hip hop emergenti, ha aperto il concerto di Fabrizio Moro al Palalottomatica di Roma. Lo scorso ottobre è uscito “Pianeti”, il suo primo album, seguito il 9 febbraio da “Peter Pan”, un nuovo album pieno di inediti.

- Premio della Critica Sala Stampa “Roof” Mia Martini: Mirkoeilcane

- Premio Sala Stampa “Lucio Dalla”: Alice Caioli

Premio alla Carriera “Città di Sanremo”: Milva

A ritirarlo è Martina Corgnati, la figlia di Milva, storica dell’arte e saggista. Milva, nome d’arte di Maria Ilva Biolcati, 79 anni, si è ritirata ufficialmente dalle scene nel 2010.

GRADITI OSPITI/3

Gianna Nannini, la rivincita

Quelli cattivi Gianna se la ricordano ancora dall’edizione 2015, quando sale sul palco con un tasso alcolico su livelli di guardia e fra stecche e vuoti di memoria spedisce alle “Teche Rai” una delle peggiori figure della sua carriera. Ma il duetto con Baglioni fa pace con il passato: quando due grandi si incontrano, il risultato non può che essere di straordinaria fattura.

Federica Sciarelli: meet the press

Hanno voluto creare un tormentone: la giornalista seria e impegnata che finge di commentare in modo ironico i più grandi successi di Baglioni. La gag non riesce, ma a qualcuno lassù piace.

Piero Pelù, l’energy break

Ariston scatenato per l’omaggio a Lucio Battisti: una pausa di rock allo stato puro dopo tante declinazioni delle sofferenze dell’amore (che ancora oggi è il requisito necessario per accedere a Sanremo).

SANREMO 2018
Tim fa ballare milletrecento robot ed entra nel Guinness
Tim fa ballare milletrecento robot ed entra nel Guinness
Nel Festival lo spot su Ra1 in cui i robot danzeranno per 90 secondi. Li controlla un unico smartphone collegato alla rete Tim, sulla colonna sonora "Another day of Sun". Battuto record cinese
Sanremo highlights
Sanremo highlights
Mentre sul Festival si spengono le luci, c'è ancora il tempo per una carrellata di immagini raccolte nei cinque giorni di Sanremo. Con un piccolo spazio anche all'ultimo mistero...
“Baglionissima” come da previsioni: vincono Meta e Moro
“Baglionissima” come da previsioni: vincono Meta e Moro
Il Festival a immagine e somiglianza del sor Claudio mantiene le promesse, mandando sul podio i favoriti. Secondi Lo Stato Sociale, terza Annalisa
Sanremo hot, il Festival delle scollature
Sanremo hot, il Festival delle scollature
Quella sfacciata di Noemi, e quella discretamente sexy di Michelle: basta questo, per regalare picchi agli ascolti
Il Festival? Una roba da ridere
Il Festival? Una roba da ridere
Piccolo viaggio nelle ironie della rete, che hanno preso di mira i tre conduttori, in particolare il colorito cereo e smunto di Claudio Baglioni
Noemi denunciata, la Vanoni sbrocca
Noemi denunciata, la Vanoni sbrocca
Il Festival sull’orlo di una crisi di nervi: come se non bastasse l’incursore della prima sera, la stampa insorge contro la decisione di perdonare Meta e Moro. E siamo ancora lontani dalla finale…
Sanremo 2, quelli che le ricantano
Sanremo 2, quelli che le ricantano
Nuove pagelle, prove d’appello e giovani stipati in un angolo. A insegnare a tutti come si fa un duetto ci pensa Sting. Dieci campioni in gara, ma Meta e Moro restano in attesa di giudizio
Ermal Meta e Fabrizio Moro restano in gara
Ermal Meta e Fabrizio Moro restano in gara
Lo ha deciso l'ufficio legale Rai: una decisione annunciata che non scontenta il popolo del web e manderebbe a casa i probabili vincitori
Sanremo al via: giudizi e pagelle della prima serata
Sanremo al via: giudizi e pagelle della prima serata
Fiorello toglie la serialità, l’irruzione sul palco di uno sconosciuto e poi una lunga serata di brani prevedibili. Tutti pazzi per la ballerina 84enne de “Lo Stato Sociale”
Sanremo e la caccia all’anziano
Sanremo e la caccia all’anziano
Tentano di passeggiare come sempre nelle vie dove svernano, ma per una settimana diventano le prede di televisioni ed emittenti piombate sul Festival da ogni angolo d’Italia