Sanremo, the final countdown

| Tutto pronto per la prima serata del Festival della Canzone Italiana, edizione numero 69. La città dei fiori è pronta, la Rai è piovuta in massa e dalle 20:45, finalmente, sarà solo musica

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Di Germano Longo
(inviato a Sanremo)

“Non mi avete fatto niente”, Ermal Meta e Fabrizio Moro. Sono i vincitori dell’edizione dello scorso anno, ma conviene iniziare da qui, non tanto per riallacciare il discorso con l’avvento di Baglioni, ma per chiarire che Sanremo è davvero lo specchio dell’Italia di questi anni. Come insegnano i politici negando le ovvietà, nessuno ammetterà mai di averlo visto, ma ogni sera ci saranno ascolti record. Un po’ come ai tempi di Berlusconi: difficile trovare qualcuno che ammettesse di averlo votato, ma lui è stato lì vent’anni, tenuto su a suon di voti. Ecco, gli italiani 3.0 sono radical-snob, scartano a priori il nazional-popolare, sia perché gli sta stretto il “nazional” che per il “popolare”, che fa tanto mercato rionale.

E la citazione di Ermal Meta e Fabrizio Moro, i trionfatori dell’edizione 2018, è perfetta anche per un’altra teoria che aleggia sul Festival: tempo due mesi, e nessuno ricorderà più nulla. Chi ha vinto, chi ha perso, chi si è lamentato e chi ha minacciato querele. Sanremo è come i pensieri di Toninelli, probabilmente il vero ispiratore di “Non mi avete fatto niente”.

Con quest’alone di effimera provvisorietà, il Festival è pronto al via, come ogni anno. I transatlantici su ruote delle maggiori emittenti sono piazzati per le dirette a pochi metri dalla strada, gli altri invece stipati nelle vetrine noleggiate dei negozi strategicamente vicini all’Ariston, con i microfoni che spuntano fra tanga in pizzo e offerte prendi 3 paghi 2. Poi le forze dell’ordine, che sciamano insieme alla folla che assedia l’ingresso dell’Ariston: unità cinofile, artificieri, nuclei antiterrorismo e metal detector, manco fosse il festival della canzone di Bagdad.

Il caso

Da “Dagospia”, che ammette fin dall’inizio che sarà difficile avere smentite e/o conferme, arriva la bordata che mancava ad accendere la miccia al Festival: nei giorni scorsi, nei corridoio di viale Mazzini si sarebbe discusso a lungo se spedire Baglioni “Strada facendo”, rimpiazzandolo con qualche altro nome. Ma non se n’è fatto nulla: trovare qualcuno disposto a completare la frittata preparata da un altro non sarebbe stata impresa semplice. In mezzo non c’è solo la maldigerita presa di posizione del sor Claudio, che in conferenza stampa aveva osato dire che lasciare i migranti sulle navi non è cosa da paese che dicasi civile, ma l’ormai famigerato “conflitto di interessi” che è destinato a diventare il vero tormentone dell’edizione 2019. Sotto osservazione la “F&P Group” di Ferdinando Salzano, a tutti gli effetti patron occulto del Festival, manager di quasi tutti coloro che saliranno sul palco e capace anche di mettere la mani su “CasaSanremo”, il servizio di sicurezza, i costumi, il trucco e il parrucco degli artisti. Uno “strike” che vale parecchio denaro, al momento non quantificabile, ma non è detto che non lo sia a breve. Sul caso, pesa la calata in massa deli inviati di “Striscia la Notizia”, che come segugi battono Sanremo in caccia di Baglioni, Salzano e Teresa De Santis, neo-direttrice di “Rai1”, per chiedere conto dei conti.

La calata dei romani

Anche questo è colore, tradizione, consuetudine. Quando c’è il Festival, viale Mazzini si svuota e tutti corrono in Liguria, dove ad attenderli c’è anche un sole primaverile che fa fare la pace con i Giuliacci, la famiglia di metereologi che secondo tanti ci azzecca ben poco. Il risultato è che  a Sanremo, Liguria, la tipica cadenza dialettale per i cinque giorni del Festival svanisce, superata di gran lunga dai “nnamo”, “famo” e “dimo”.

La prima serata

Nell’ultima conferenza stampa prima dell’inizio, si svelano i nuovi regolamenti: la scaletta sarà rivelata solo alle 19, un paio d’ore prima della diretta. “Ogni cantante avrà una propria scadenza di voto, un criterio artistico concordato regolarmente con gli artisti e i loro rappresentanti. I 24 concorrenti non gara non sono troppi, ma permettono di spaziare attraverso tanti generi. Per la prima volta, la Rai trasmetterà il Festival in tutto il mondo”.

I voti saranno ripartiti per un 30% dalla sala stampa, un altro 30 dalla giuria demoscopica e il 40% dal televoto. Superospiti della prima sera Andrea Bocelli con il figlio Matteo, Giorgia, Pierfrancesco Favino e l’omaggio di Claudio Santamaria al “Quartetto Cetra”. All’una e mezza circa tutti a nanna, ma chi ancora non ne avesse abbastanza sappia che la notte sanremese va avanti con il “DopoFestival”, condotto da Rocco Papaleo, affiancato da Anna Foglietta e Greta Marchetto.

A tutti gli altri un sentito buonanotte. Pubblicità.

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