Carrington e la tempesta solare perfetta

| Il vento solare che investe la Terra può avere effetti devastanti: lunghi anni di blackout e completa distruzione dei dispositivi elettrici ed elettronici. Il più clamoroso evento risale al 1859, e a farne le spese fu il telegrafo

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Di Marco Belletti
Fortunatamente non sono molte le tempeste magnetiche registrate sulla Terra. Una di queste avviene la notte tra il 18 e il 19 settembre 1941, in pieno conflitto mondiale, un’epoca in cui la radio inizia a diffondersi. L’aspetto più evidente della tempesta sono le aurore che compaiono per diverse notti anche a latitudini molto basse, rischiarando sull’oceano Atlantico ampie aree e illuminando numerosi convogli alleati in navigazione di guerra.

A pagarne le conseguenze peggiori la “SC44 Corvette HMC Levis”, una nave da guerra canadese, che viene affondata da un sommergibile tedesco, probabilmente perché le aurore boreali la fanno uscire dalle tenebre in cui si nasconde.

Le linee elettriche di quasi tutto il mondo subiscono forti oscillazioni di tensione e negli Stati Uniti un black out interrompe la radiocronaca di una partita di baseball.

Tutto inizia il 10 settembre, quando gli astronomi osservano alcune macchie solari che nel giro di pochi giorni aumentano di dimensioni avvicinandosi al centro del disco solare e diventare così estese da essere visibili a occhio nudo dal nostro pianeta. Una settimana dopo, una ventina di minuti prima delle 9 UTC (Coordinated Universal Time, l’ora scelta come riferimento globale) l’osservatorio di Greenwich registra un primo brillamento solare al di sopra delle macchie, seguito da un secondo alle 16:26 dello stesso giorno. Immediatamente il “Department of Terrestrial Magnetism” annuncia l’evento, segnalando possibili gravi conseguenze alle apparecchiature radio. Il giorno dopo – il 18 settembre, appunto – la tempesta magnetica investe la Terra generando una perturbazione registrata da tutti gli osservatori. Praticamente quasi tutto il mondo è colpito dalla tempesta eppure, visto il periodo bellico che l’umanità sta attraversando, l’informazione non si diffonde come avrebbe dovuto. Così come non ha alcun risalto un altro episodio provocato dal vento solare, anch’esso avvenuto in un periodo di guerra.

Al largo delle coste del Vietnam del Nord, nel 1972, la marina militare degli Stati Uniti sistema una serie di mine progettate per esplodere nel caso una nave passi loro vicino. Mentre un aereo dell’aviazione statunitense sorvola il tratto di mare minato, si verificano 25 esplosioni nel giro di mezzo minuto. Il fenomeno prosegue per una decina di giorni e la successiva indagine porta alle conclusioni che non essendo le mine schermate dagli effetti del vento solare, i sensori magnetici degli ordigni vengono ingannati dall’interferenza della tempesta solare con il campo magnetico terrestre, facendo progressivamente esplodere tutte le bombe. La storia è venuta a galla solo decine di anni dopo la fine della guerra in Vietnam. Entrambi gli episodi sono molto meno conosciuti di quello analogo avvenuto nel 1859 e noto come “evento di Carrington”.

Richard Carrington è stato un astronomo inglese nato il 26 maggio 1826 a Chelsea. Il padre era il proprietario di una azienda produttrice di birra che spinge il figlio verso studi ecclesiastici, ben presto abbandonati per diventare uno dei più celebri scienziati britannici dell’epoca, famoso per aver scoperto l’ineguaglianza della velocità di rotazione del Sole alle diverse latitudini (la cosiddetta rotazione differenziale) grazie ad una lunga osservazioni delle macchie solari. Qualche anno prima, il 1° settembre 1859, Carrington aveva osservato un’eruzione solare registrandone l’apparizione. Questa manifestazione dura alcuni giorni e provoca il sovraccarico del campo magnetico terrestre, facendo saltare l’unica “rete” allora esistente, quella del telegrafo. Gli alimentatori esplodono e i cavi si fondono quando il getto di plasma solare penetra nei circuiti: addirittura si sciolgono i contatti dei relè che sono in platino, la cui temperatura di funzione è vicina ai 1.800° Celsius.

Come sarebbe poi accaduto nel 1941, anche durante l’evento di Carrington, a causa della carica di energia dell’atmosfera, si estende il fenomeno delle aurore boreali (visibili anche alle latitudini di Roma e L’Avana) con il cielo che per un paio di giorni assume un inquietante colore rosso sangue. Dopo queste drammatiche 48 ore riprende a funzionare la rete telegrafica e non si registrano ulteriori danni, semplicemente perché non c’è nient’altro da danneggiare in quanto l’elettricità all’epoca non è molto diffusa.

Oggi un evento come quello del 1859 – ma anche soltanto come quello avvenuto durante la seconda guerra mondiale – provocherebbe danni inimmaginabili alla nostra civiltà, cancellando in un batter d’occhio una società altamente tecnologica. E l’umanità non avrebbe neppure la possibilità di capire che cosa sta succedendo, visto che tutti i sistemi di informazione andrebbero in tilt.

Ad una tragedia del genere sembra che siamo andati davvero vicini: era il luglio 2012 quando un violento fiotto di energia solare ha mancato d’un soffio il nostro pianeta. Riferendosi al rischio che la Terra ha corso in quell’occasione, la NASA commenta che “essere stati colpiti dal plasma magnetizzato avrebbe provocato drammatici blackout in ogni parte del pianeta con la distruzione di ogni apparecchiatura elettrica ed elettronica, senza che la maggioranza della popolazione terrestre potesse in seguito far uscire acqua da un lavandino, visto che le forniture idriche urbane dipendono da pompe elettriche”.

L’opinione pubblica ignora quel che è successo otto anni fa e il rischio che l’umanità ha corso, ma gli addetti ai lavori lo sanno bene e altrettanto ne sono consci gli assicuratori. I Lloyds di Londra hanno stimato – in un studio sui rischi assicurativi che un disastro del genere provocherebbe alla rete elettrica nordamericana – che il blackout potrebbe prolungarsi anche per 24 mesi con estese perturbazioni sociali ed economiche, con danni vicini ai 2.600 miliardi di dollari.

Ulteriori studi che hanno analizzato campioni di carotaggi del ghiaccio polare, hanno determinato che l’evento di Carrington è stato la più devastante tempesta solare degli ultimi 500 anni, con almeno il doppio della capacità distruttiva delle altre e che l’impatto al giorno d’oggi sarebbe devastante, con ripercussioni non solo sulle reti elettriche, ma anche sulle comunicazioni satellitari e sui sistemi GPS, di fatto bloccando tutto il pianeta.

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