Due nuove missioni della NASA su Venere

| L’ente spaziale americano ha deciso di tornare sul pianeta che un tempo era molto simile alla Terra, per capire per quale motivo è diventato inospitale

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È tempo di rivisitare Venere, il pianeta più vicino a noi. La conferma è arrivata dall’approvazione di due nuove missioni della NASA attraverso il programma “Discovery”. Le missioni avranno il compito di spiegare perché Venere è diventato il mondo inospitale che è oggi, nonostante condivida molte caratteristiche con la Terra. La prima si concentrerà sull’atmosfera venusiana, mentre l’altra avrà il compito di mappare la superficie del pianeta.

Venere potrebbe essere stato il primo mondo abitabile nel nostro sistema solare, con un oceano e un clima simile a quelli terrestri, ma è successo qualcosa che l’ha trasformato in un pianeta inospitale, con temperature così calde da fondere il piombo.

Secondo uno studio del 2019 realizzato dallo scienziato fisico Michael Way del “NASA Goddard Institute of Space Science” di New York, Venere ha probabilmente mantenuto temperature stabili e ospitato acqua per miliardi di anni, prima che un evento innescasse drastici cambiamenti. Ora, è un pianeta per lo più morto, con un’atmosfera tossica 90 volte più spessa della nostra e temperature in superficie che raggiungono i 462 gradi Celsius. Finora solo due missioni della NASA hanno visitato Venere, il “Pioneer” nel 1978 e “Magellan “nei primi anni '90.

“È stupefacente quanto poco sappiamo di Venere, ma i risultati combinati di queste missioni ci diranno risposte dalle nuvole ai vulcani, fino al suo nucleo”, ha commentato Tom Wagner, scienziato del programma Discovery della NASA.

Gli strumenti della missione, comprese le telecamere, saranno protetti dal duro ambiente di Venere da una sfera di discesa progettata per immergersi attraverso la spessa atmosfera del pianeta e inviare indietro le prime immagini ad alta risoluzione di Venere. Queste caratteristiche, chiamate "tessere", possono essere simili ai continenti sulla Terra, il che significa che Venere potrebbe avere una tettonica a placche.

La missione DAVINCI+ sarà la prima guidata dagli Stati Uniti per studiare l'atmosfera venusiana dal 1978, la prossima, VERITAS (Venus Emissivity, Radio Science, InSAR, Topography, and Spectroscopy), mapperà la superficie del pianeta roccioso nel tentativo di far luce su come sia diventato così diverso dalla Terra. La missione fornirà anche informazioni sulla storia geologica del pianeta attraverso un orbiter dotato di radar che creerà una topografia in 3D, permettendo agli scienziati di determinare quanto Venere sia attivo vulcanicamente. La navicella studierà anche le emissioni infrarosse provenienti dalla superficie del pianeta.

Il Discovery Program della NASA incoraggia gli scienziati nell’esplorazione del sistema solare progettando nuovi e fantasiosi concetti di missione. Dal 1992, il programma ha sostenuto lo sviluppo di più di 20 strumenti scientifici e missioni. “Stiamo accelerando il nostro programma di scienza planetaria con un’intensa esplorazione di un mondo che la NASA non ha più visitato da 30 anni - ha aggiunto Thomas Zurbuchen, amministratore associato per il Science Mission Directorate della NASA - utilizzando tecnologie all’avanguardia sviluppate e perfezionate in di missioni e programmi tecnologici, stiamo inaugurando un capitolo che ci aiuterà a capire come un pianeta simile alla Terra può diventare un deserto inospitale. I nostri obiettivi non solo tentare di capire l’evoluzione dei pianeti e l’abitabilità nel nostro sistema solare, ma di estendere l’area di ricerca della NASA”.

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