Eleni Antoniadou, il genio fasullo

| Il curriculum ne faceva una delle giovani donne più brillanti di sempre, un vero genio della bioingegneria che era piaciuta alla Nasa e alla Mattel, che sua volta aveva deciso di dedicare a suo nome una delle Barbie eroine

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Il curriculum di Eleni Antoniadou è di quelli che lasciano senza fiato: oltre ad essere una bella figliola, alta e sexy, è un vero genio e soprattutto una speranza per il mondo intero, che a 31 anni appena era considerata un astro nascente della bioingegneria che perfino la “Nasa”, l’ente spaziale americano, aveva disturbato per avere il conforto scientifico nell’addestramento degli astronauti.

Eleni, classe 1988 da Salonicco, Grecia, nel 2009 si laurea in informatica, percorso di studi netto che completa con un master all’University College di Londra, e un altro ancora in bioingegneria in Illinois, negli Stati Uniti. Nel prestigioso curriculum sottolinea anche la creazione della “Transplants without Donors”, una sofisticata azienda dedita alla medicina rigenerativa specializzata in organi artificiali basati sulle cellule staminali dei pazienti. Il primo intervento chirurgico, così si legge, un successo clamoroso: un trapianto di trachea artificiale eseguito con la collaborazione di un chirurgo italiano.

Il nome di Eleni inizia a fare il giro del mondo: “Forbes” la include nell’elenco delle 100 donne più influenti del pianeta, mentre il Partito Popolare Europeo la convoca a Bruxelles per dichiararla una delle menti più brillanti della Grecia moderna. E visto che un successo tira l’altro, la “Mattel”, il colosso americano dei giocattoli, aveva deciso di dedicare a Eleni Antoniadou una delle proprie “Barbie” della prestigiosa collezione “Sheroes”, dedicata alle donne che hanno saputo dimostrare coraggio e talento. Non esattamente un Nobel, ma essere accanto all’astronauta Sally Ride, l’attivista Rosa Parks, l’artista Frida Kahlo e la matematica Katherine Johnson, era comunque un bel riconoscimento.

Ma qualcuno, in questo tripudio di genialità diffusa, ha sentito puzza di bruciato, decidendo di controllare un paio di cose, giusto per dormire sonni tranquilli. Per essere ancora più precisi, la “Greek Hoaxes”, una ong greca specializzata nella caccia e lo smantellamento delle bufale ha fatto qualche verifica, esattamente quello che a nessuno – da qualsiasi costa dell’oceano – era mai venuto in mente di fare. E le sorprese non sono mancate: Eleni Antoniadou, per cominciare, era stata coinvolta in modo molto marginale al celebre intervento alla trachea, peraltro finito con la morte del paziente a causa del rigetto della protesi, quindi non esattamente un successo. Poi la Nasa, dove Eleni ha frequentato un semplice “summer-camp” estivo di 10 settimane, per poi ripartire senza che nessuno le chiedesse un parere di alcun tipo. Per finire con la sua azienda, la Transplants without Donors, di cui non esiste traccia da nessuna parte.

Al momento, Eleni Antoniadou ha preferito non commentare in alcun modo. Pare si sia limitata ad ammettere che sì, alla Nasa non è che avessero pianto quando era andata via.

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