I misteriosi ronzii sentiti in tutto il mondo

| Sono andati avanti per mesi, preoccupando gli esperti. Una commissione è riuscita a stabilirne la causa: la formazione di un enorme vulcano sottomarino nell’arcipelago delle Mayotte, fra Madagascar e Mozambico

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Fra maggio e giugno del 2018, una miriade di preoccupanti segnali sismici sono stati rilevati dalle agenzie di monitoraggio dei terremoti di tutto il mondo. Gli eventi hanno creato uno strano ronzio persistente, in 407 casi di durata superiore ai 20 minuti.

Gli oltre 7.000 segnali hanno allertato e suscitato la comunità scientifica internazionale, che si è attivata giungendo ad uno studio che ha individuato la causa: la nascita di un nuovo vulcano sottomarino.

L’insolita quantità di terremoti aveva come epicentro l’isola di Mayotte, una delle tante dell’arcipelago delle Comore tra l’Africa e il Madagascar, nell’Oceano Indiano. Si tratta di terremoti dovuti ai movimenti delle placche tettoniche terrestri: la pressione che permette loro di avanzare provoca il sisma.

Questi lunghi segnali, chiamati VLP, suoni armonici e bassi che ricordano un contrabbasso o una grande campana, e provenivano da un tratto di mare circa 22 miglia al largo della costa orientale dell’isola. La stranezza è che i ricercatori non riuscivano a individuare alcun segno di attività vulcanica nell’area, ma sospettavano che si stessero formando processi magmatici di forte intensità.

Sfortunatamente, non esiste alcuna rete sismica in questa zona dell’oceano, il che significa che gli esperti sono stati in grado di ottenere misurazioni solo dall’isola, dal Madagascar e dalle coste africane.

I nuovi metodi sismologici sviluppati hanno aiutato i ricercatori a ricostruire una linea temporale lunga un anno per stabilire l’accaduto. La prima fase ha visto il magma salire rapidamente da un serbatoio sepolto 18 miglia sotto la superficie terrestre. Questo ha aperto un canale nel fondo dell’oceano, permettendo al magma di fluire e formare un nuovo vulcano sottomarino. Durante la formazione del fronte vulcanico, l’attività sismica si è ridotta e il terreno di Mayotte si è abbassato. Poi sono iniziati i segnali VLP.

“Interpretiamo tutto questo come un segnale del crollo della camera magmatica profonda al largo della costa di Mayotte - ha detto Eleonora Rivalta, coautrice dello studio condotto dal Centro di ricerca tedesco per le geoscienze GFZ – è il più profondo e più grande serbatoio di magma mai individuato, e sta iniziando a svuotarsi”.

Per quanto tutto questo suoni come pericoloso, sull’isola nessuno dei 260mila abitanti di Mayotte ha notato e sospettato nulla: l’ultima eruzione risale a circa 4.000 anni fa.

“Dato che il fondale marino si trova 3 km sotto la superficie dell’acqua, quasi nessuno ha avuto percezione dell’enorme eruzione - ha assicurato Torsten Dahm, coautore dello studio e professore di geofisica e sismologia all’Università di Potsdam, in Germania - tuttavia, ci sono ancora oggi possibili pericoli per l’isola, poiché la crosta terrestre sopra il bacino potrebbe continuare a collassare, innescando terremoti sempre più forti”.

Scienza
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