Il mistero del paziente zero

| In Italia si tenta di individuare il responsabile dei due ceppi, in Veneto e Lombardia, e lo stesso cercano di fare i medici in Cina, per scoprire da chi è partita l’epidemia che ha travolto Wuhan. Ma storicamente, non è una ricerca facile

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È caccia al “paziente zero”, quello che in altri tempi sarebbe stato definito l’untore: la persona da cui è partito un virus, quasi sempre inconsapevole di esserlo. In Italia è caccia aperta, ma dalle parole del governo e dei responsabili sanitari si capisce che annaspano: nessuno sa come fare a individuarlo. Anche l’ipotesi dell’agricoltore 70enne di Albettone pare sia naufragata: è risultato negativo ai test, il paziente zero non è lui.

Identificare questi soggetti può essere di grande aiuto per rispondere a domande cruciali su come, quando e perché è iniziata l’epidemia. Ma è improbabile che il responsabile si renda conto di esserlo, presentandosi in qualche ospedale.

Consoliamoci: se in Italia resta un mistero, la ricerca non va meglio neanche in Cina. Da quelle parti, la teoria più accreditata resta quella del mercato animale di Wuhan, con la data approssimativa del 31 dicembre 2019. Ma secondo uno studio realizzato da alcuni ricercatori cinesi, pare che già a inizio mese il ceppo fosse stato individuato su un anziano affetto da Alzheimer che con il mercato non aveva nulla a che fare. Per di più, viveva a qualche isolato di distanza e usciva di casa molto poco per via della malattia.

Alla caccia al paziente zero, la BBC ha dedicato un’inchiesta, “Who’s patient zero in the coronavirus outbreak?”, per ripercorrere la ricerca del punto iniziale di alcune delle peggiori epidemie nella storia dell’umanità.

La più celebre della storia, e anche una delle poche individuate, resta Mary Mallon, conosciuta come “Lady Tifoide” per aver diffuso un focolaio di febbre tifoide a New York nel 1906. Emigrata dall’Irlanda, era conosciuta per essere un’ottima cuoca, ma una dopo l’altra, le famiglie dove prestava servizio finivano per ammalarsi. Dopo 47 contagi fu individuata: era inconsapevolmente portatrice sana della malattia, che a lei non aveva dato alcun sintomo e nessun fastidio.

È tristemente passato alla storia anche il nome di Gaetan Dugas, steward omosessuale dell’Air Canada sospettato di aver portato l’Hiv negli Stati Uniti nel 1980. Soltanto nel 2016, uno studio più approfondito ha dimostrato che il povero Gaetan, demonizzato per anni e morto nel 1984, non c’entrava nulla: il virus era arrivato in America attraverso i Caraibi già all’inizio degli anni ’70. Quando nessuno sapeva ancora cosa fosse.

Nel 2003, l’insospettabile microbiologo cinese Liu Janlun, 64 anni, è stato individuato come il paziente zero della SARS, trasmesso senza saperlo agli ospiti dell’Hotel Metropol di Hong Kong.

Il paziente zero dell’ebola, che fra 2014 e i due anni successivi ha mietuto in Africa 11.300 morti e 28.600 casi confermati, dopo lunghe ricerche e analisi fu individuato in un bimbo di due anni del villaggio di Meliandou, in Guinea, infettato dopo essersi infilato per gioco in un tronco cavo che ospitava decine di pipistrelli.

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