La cagnolina che cadde sulla Terra

| Lanciata nello spazio poco prima del quarantesimo anniversario della rivoluzione bolscevica, la sonda Sputnik 2 trasportava Laika, il primo essere vivente a viaggiare nello spazio. Tanti misteri sulla sua sventurata sorte

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Di Marco Belletti
Il suo vero nome era Kudrjavka – ricciolina in russo – mentre nel mondo anglosassone era conosciuta come Muttnik, dall’unione del termine inglese mutt che significa meticcio con Sputnik, la capsula spaziale russa.

In realtà il nome con cui è maggiormente nota nel mondo deriva da un malinteso tra un giornalista e una portavoce delle missioni spaziali russe. Il reporter chiese quale fosse il nome del cane lanciato in orbita sulla capsula Sputnik 2. La scienziata equivocò e credendo che l’uomo intendesse la razza, rispose: “laika”, riferendosi a cani siberiani simili agli husky. Infatti, Kudrjavka era di razza laika e fu scelta per il primo viaggio nello spazio di un essere vivente perché molto resistente alle condizioni estreme, specialmente le basse temperature.

E in effetti tutto il mondo conosce come Laika la cagnolina che all’inizio di novembre del 1957 entrò nella storia dell’umanità, primo essere vivente a uscire dall’orbita terrestre a bordo dello Sputnik 2.

Dopo il successo scientifico e mediatico ottenuto dalla missione dello Sputnik 1 – il primo satellite artificiale lanciato in orbita intorno alla Terra il 4 ottobre 1957 – gli scienziati russi annunciarono che presto avrebbero lanciato una nuova capsula con a bordo un essere umano. Tutto era programmato per il 7 novembre 1957 (25 ottobre del calendario giuliano), quarantesimo anniversario della rivoluzione d’ottobre. [vedi qui l’articolo di ItaliaStarMagazine sui calendari giuliano e gregoriano]

Sfortunatamente, pur essendo in fase di completamento un paio di satelliti del tipo Sputnik adatti al trasporto umano, nessuno dei due sarebbe stato pronto per quella data e quindi, per non dovere ammettere un insuccesso davanti al mondo, i progettisti sovietici iniziarono la costruzione di un altro satellite, meno sofisticato e più piccolo, adatto al trasporto di un piccolo essere vivente: Laika, appunto.

Le autorità militari, scientifiche e politiche dell’Unione Sovietica non hanno mai reso ufficialmente noti i motivi che hanno portato alla scelta di Laika come primo essere vivente da lanciare nello spazio, anche se le dimensioni e il peso ridotto del cane fanno intuire le cause della decisione. Secondo la versione ufficiale, Laika era una cagnetta randagia trovata a Mosca che aveva circa tre anni e sempre secondo questa versione sarebbe stata una meticcia, probabilmente metà husky o laika e metà terrier. E nessuna dichiarazione fu mai fatta, allora e in seguito, sul metodo di selezione e i criteri con i quali si decise di utilizzarla.

Prima di arrivare al viaggio di Jurij Gagarin, che nell’aprile 1961 portò a termine con successo la sua missione a bordo della Vostok 1, furono almeno altri 37 i cani che oltrepassarono i confini della nostra atmosfera a bordo di navicelle del programma Sputnik, Korabl e Cosmos, anche se questi ultimi due nomi non furono mai utilizzati al di fuori dei confini sovietici: non si sa per quale motivo le sonde in occidente continuarono sempre a essere chiamate Sputnik.

Lanciare essere viventi nello spazio era per l’Unione Sovietica e per gli Stati Uniti una scommessa assoluta: sia per quanto riguardava le modalità di trasporto sia, soprattutto, le conoscenze su come sarebbero sopravvissuti in assenza di gravità. Le uniche informazioni disponibili erano quelle ricavate da voli suborbitali ad altissima quota e quindi era fondamentale raccogliere informazioni con cavie prima di passare a lanciare navicelle con equipaggi umani. Per le missioni Sputnik gli ingegneri spaziali sovietici scelsero tre cagnoline: Muschka, Albina e Kudrjavka/Laika. La prima fu usata per testare i sistemi vitali della capsula e la seconda – dopo essere sopravvissuta a un volo suborbitale – divenne la riserva della terza, prescelta per il viaggio spaziale. Tutte tre furono sottoposte a un allenamento intensivo in cui furono abituate a restare per lungo tempo in gabbie piccolissime, mentre solo Laika fu sottoposta a simulazioni di lancio in centrifughe, al cui interno erano riprodotte le vibrazioni e i rumori che avrebbero poi caratterizzato il lancio. Durante queste simulazioni la pressione sanguigna di Laika raggiunse livelli estremamente elevati e il cuore raddoppiò la frequenza del battito.

Subito prima del lancio sul corpo dell’animale furono fissati alcuni elettrodi per trasmettere alla centrale di controllo segnali vitali come frequenza cardiaca, pressione sanguigna e respirazione. La capsula Sputnik 2 pesava 18 chilogrammi, il suo interno era foderato e permetteva a Laika (che pesava circa 6 chilogrammi) di stare accucciata. Gli scienziati programmarono una temperatura di 15° Celsius con un sistema che avrebbe dovuto proteggere la cagnolina da sbalzi termici. Sembra che furono infine caricati anche cibo e acqua.

Laika partì per lo spazio alle 2:30 del 3 novembre 1957 dal Cosmodromo di Bajkonur. I primi parametri vitali che giunsero a Terra segnalarono una frequenza cardiaca molto accelerata che calò solamente quando la forza di gravità si ridusse. La versione ufficiale comunicata dal governo sovietico fu che Laika sopravvisse per oltre quattro giorni, superando la fatidica data del 7 novembre e che fu avvelenata con il cibo per evitarle una morte dolorosa durante il rientro nell’atmosfera, in quanto la capsula non era provvista di uno scudo termico e non era previsto rientrasse. In realtà è più credibile una comunicazione non ufficiale che segnalò la ricezione per circa sette ore di segnali vitali, dopo di che più nulla. Ma la verità forse è quella svelata nel 2002 da un ingegnere spaziale sovietico in pensione: affermò che Laika probabilmente sopravvisse solamente 67 minuti dopo il lancio.

La missione rappresentò comunque un enorme successo non solo mediatico ma anche e soprattutto dal punto di vista tecnologico, considerando le scarse conoscenze e il poco tempo a disposizione dei progettisti per la costruzione della capsula.

Laika non fu l’unico cane a morire nello spazio, fu infatti necessario attendere numerosi altri viaggi, fino al 20 agosto 1960 quando Belka e Strelka rientrarono sane e salve a bordo dello Sputnik 5.

Nel frattempo, lo Sputnik 2 aveva compiuto 2.570 orbite intorno alla Terra fino al 14 aprile 1958 quando precipitò nell’atmosfera andando incenerito insieme con il corpo di Laika, che sembra fu recuperato all’interno del satellite schiantato sulle Antille.

Poco prima di morire in un incidente aereo nel 1968, sembra che Jurij Gagarin abbia affermato: “Ancora non capisco chi sono veramente, il primo uomo nello spazio o l’ultimo dei cani?”.

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