Luna, un mare di rifiuti

| Insieme alle celebrazioni per i 50 anni dello sbarco, riemerge il problema di migliaia di detriti abbandonati nello spazio. L’anno prossimo una spedizione tenterà di riportare qualcosa sulla Terra che possa servire agli scienziati

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Almeno stavolta, la sindaca di Roma Virginia Raggi non c’entra, ma è una magra consolazione. Il problema, su cui da anni si discute senza trovare una soluzione, è la spazzatura lasciata nello spazio da 55 anni di missioni. Non si tratta di cannucce, piatti di carta e buste di plastica, ma di circa 19mila detriti a volte minuscoli come una moneta da due euro e altri grandi come un Tir, che fluttuano a 650 km di altezza.



A margine delle celebrazioni per i 50 anni dello sbarco sulla Luna, il problema è riemerso con forza sulla pagine di “Business Insider”, che al netto delle sei visite – per un totale di 16 giorni - è riuscita a calcolare sulla superficie lunare 70 veicoli, 5 bandiere americane, 2 palline di tennis, 12 paia di scarpe, attrezzatura fotografica, zaini, giornali, medaglie e statuette, a cui aggiungere 96 sacche di feci, urine e vomito: tutto in attesa di smaltimento. Roba dimenticata, abbandonata non per incuria ma per precisi calcoli di peso, che sono tornati di attualità quando Trump ha chiesto alla Nasa di tornare sulla Luna e colonizzare Marte. Il punto di partenza per capire le strategie e i limiti della sopravvivenza nello spazio è proprio la possibilità di raccogliere e studiare quei rifiuti, in particolare quelli umani, composti da batteri che non dovrebbero aver inquinato la Luna, priva di atmosfera e ozono ed esposta ai raggi magnetici.

Dare una spazzata alla Luna sarà uno degli obiettivi della spedizione prevista per il 2020, un po’ per liberare il satellite da 50 anni di rifiuti mai raccolti, e un altro per permettere agli scienziati di studiare gli effetti dello spazio sugli organismi umani. 

Ma il problema resta, come da tempo fa notare il “National Research Council”, che tempo ha inviato un report alla Nasa sulla massa incontrollata di scarti e rifiuti che fluttuano oltre le nostre teste. A dare una risposta ci aveva pensato la “Darpa”, l’agenzia di ricerca del Pentagono, che suggeriva soluzioni tecnologiche per raccogliere i detriti.

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Luna, un mare di rifiuti - immagine 1
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