Maratona, meno di due ore solo nel 2032

| Una proiezione statistica afferma che il muro dei 120 minuti per correre la Maratona sarà infranto con ogni probabilità nel 2032. Quasi sicuramente resterà invece imbattuto il record del giapponese Shizo Kanakuri, che nel 1967…

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di Marco Belletti

Per una di quelle strane combinazioni della storia, nessun ragazzo che ha studiato le guerre persiane ricorda o ha mai saputo chi sia stato Eucle, mentre tutti ricordano bene il nome di Filippide. Di lui scrissero numerosi scrittori greci. Secondo quanto affermato da Erodoto, Filippide era un messaggero ateniese addestrato a percorrere lunghe distanze in breve tempo, per consegnare comunicazioni importanti da una città all’altra, muovendosi in autonomia e solitudine. Il termine greco era “emerodromo”, cioè colui che corre per un intero giorno. Filippide - a quanto afferma Erodoto - fu inviato da Atene a Sparta per chiedere aiuto contro i Persiani che stavano attaccando, coprendo la distanza tra le due città, circa 225 chilometri, in un solo giorno. 

La leggenda più nota arrivata fino ai giorni nostri - la corsa da Maratona ad Atene - non fu scritta da Erodoto ma da Plutarco: un messaggero in armatura completa percorse i 42 chilometri tra le due città, pronunciò la celebre frase “abbiamo vinto” e immediatamente dopo morì per lo sforzo. Plutarco riferisce che lo storico Eraclide Pontico chiamava questo emerodromo Tersippo, mentre secondo altri scrittori il suo nome era Eucle. Fu Luciano di Samosata - retore ellenistico che visse più tardi, intorno al secondo secolo dopo Cristo – a riprendere la leggenda affermando che il nome del messaggero era Filippide.

Per Erodoto, invece, fu tutto l’esercito greco guidato da Milziade a tornare ad Atene, dopo la battaglia di Maratona, marciando per circa una quarantina di chilometri sotto il peso delle armature e arrivando giusto in tempo per vedere la flotta persiana sconfitta che si allontanava dopo aver tentato di attaccare Atene.

Quale che sia la verità sul percorso realmente effettuato o sul nome del messaggero, di certo c’è soltanto che nessuna fonte antica riporta il tempo impiegato per percorrere la distanza, a parte il generico 225 chilometri in un giorno, che potrebbe significare circa 9 chilometri di media all’ora correndo senza fermarsi mai per 24 ore… La stessa media, più o meno, dell’attuale record mondiale della maratona detenuto dal keniota Eliud Kipchoge, il quale nel settembre 2018 a Berlino percorse i 42 chilometri e 195 metri in 2 ore, 1 minuto e 39 secondi. In realtà Kipchoge nel 2017 ha ottenuto anche un tempo di 2 ore e 25 secondi che - essendo stato ottenuto con scarpe speciali, in un circuito e con l’aiuto di alcuni atleti, che facendo da “lepri”, lo hanno trainato lungo tutto il percorso - non è stato omologato dalla Federazione internazionale di atletica.

Pertanto il muro delle 2 ore è davvero vicino e negli ultimi mesi in molti hanno espresso una previsione su quando potrà essere abbattuto il limite. Tra le più attendibili quella di un’équipe di scienziati dell’università australiana di Monash che ha pubblicato uno studio sulla rivista specializzata “Medicine and Science in Sport and Exercise”: nel testo si afferma che per abbattere quei 25 secondi sarà necessario attendere probabilmente fino al 2032, quando a farlo sarà un atleta maschio.

Per valutare correttamente le possibilità, gli autori dello studio hanno utilizzato un modello statistico usato di solito per analisi economiche, inserendo tutti i record ottenuti da uomini e donne dal 1950 a oggi e riformulando la domanda “quando saremo in grado di infrangere il record?” in “con che probabilità, in un certo momento, un atleta potrà completare la maratona in un determinato tempo?”.

Così facendo, dallo studio è emerso come sia altamente improbabile che un atleta maschio riesca nel futuro immediato a infrangere il record delle 2 ore, ma che la cosa potrebbe essere possibile tra 13 anni.

Secondo il modello degli scienziati australiani, al momento in cui Kipchoge ha ottenuto il record, le possibilità di scendere sotto le due ore erano del 2%, che saliranno al 5 a giugno 2024 e al 10 per cento nel maggio del 2032 - quando probabilmente il traguardo sarà superato con il tempo di 1 ora 58 minuti e 5 secondi - fino a salire al 54% nel marzo 2054.

Previsioni cui credere ed eventualmente scommettere, ma sicuramente ipotesi che potranno essere verificate solo tra 13 anni o quando un atleta batterà anche questo record. Di certo c’è sicuramente che non sarà molto probabile che un maratoneta batta il record che Shizo Kanakuri ha ottenuto nel 1967. L’atleta giapponese aveva partecipato maratona delle Olimpiadi del 1912 a Stoccolma, accreditato di un ottimo tempo che gli avrebbe consentito di vincere la medaglia d’oro. Ma durante la corsa decise di riposarsi qualche minuto, sdraiandosi sulla sdraio di un giardino che costeggiava la strada della gara, e si addormentò così profondamente da risvegliarsi quando la maratona era finita da molte ore e la polizia lo cercava lungo tutto il percorso. Alla fine fu dichiarato scomparso, e in Svezia non si ebbero più sue notizie. Nel 1967, in occasione del 55° anniversario dei giochi olimpici cui aveva partecipato, venne invitato a Stoccolma per concludere la sua maratona. Il settantaseienne Kanakuri riprese a correre esattamente da dove si era addormentato e tagliò il traguardo fermando i cronometri sul tempo - decisamente senza eguali - di 54 anni, 8 mesi, 6 giorni, 5 ore, 32 minuti, 20 secondi e 3 decimi.

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