Storia di una pillola

| Si deve a Gregory Pincus (scomparso il 22 agosto 1967) il primo anticoncezionale orale, messo in commercio nel 1960. Sperimentata a Puerto Rico, la pillola ha contribuito a rivoluzionare le abitudini sessuali delle donne negli anni Sessanta

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Di Marco Belletti
Una ricerca dello United States Geological Survey sostiene una teoria alquanto bizzarra relativa all’uso della pillola anticoncezionale. Sembrerebbe – in seguito ad approfondite indagini effettuate sul fiume Potomac (in Virginia, negli Stati Uniti) e sugli animali che lo popolano – che la pillola starebbe influenzando le caratteristiche fisiologiche dei vari abitanti del corso d’acqua. Secondo i ricercatori, l’80 per cento dei maschi delle specie che vivono nel fiume dimostrerebbero caratteri intersessuali, ossia starebbero sviluppando organi riproduttivi femminili. La causa di questa stranezza sembra che siano gli ormoni sintetici degli anticoncezionali orali che – secreti con l’urina delle donne che li utilizzano – starebbero contaminando fiumi e laghi.

Sono ormai quasi 60 anni che le donne utilizzano la pillola, in vendita – nome commerciale Enovid –dal 9 maggio 1960. Incontra subito un enorme successo, tanto che negli Stati Uniti nel giro di 5 anni la utilizza una donna su quattro e quindi, con un uso talmente massivo per tutti questi anni, potrebbe essere credibile la mutazione degli animali nel Potomac…

A creare la pillola anticoncezionale è il fisiologo statunitense Gregory Pincus (in collaborazione con i biologi Min Chueh Chang e John Rock) nel 1950, dopo una ventina d’anni di ricerche, ma la Food and Drug Administration ne autorizza la vendita solo nel 1960. Pincus morirà a soli 64 anni il 22 agosto 1967.

I primi tentativi di evitare le gravidanze nascono con l’evoluzione umana, tanto che risalgono all’alba della civiltà i documenti che li descrivono. Il papiro di Petri (1850 aC) è il primo testo medico di cui si ha notizia e consiglia di inserire in vagina sterco di coccodrillo o miele e bicarbonato di sodio. Il papiro di Ebers (intorno al 1500 aC) parla di un “tappo di filato medicato” (triturato con miele) da inserire nella vulva. Il Talmud ebraico menziona la pratica del “moch” (cotone) nelle relazioni sessuali. Nell’Historia animalium (500 aC) si parla di impedire il concepimento ungendo la parte colpita dallo sperma con olio di cedro o un unguento di piombo mescolato a incenso e olio d’oliva. Nell’antica Grecia il silfio (una pianta simile all’attuale finocchio che cresceva sul litorale della Cirenaica) è ritenuto un eccellente metodo contraccettivo tanto che è stato raccolto in gran quantità fino all’estinzione.

Nel testo cinese redatto da Sun Ssu Mo nel 600 dC, si parla di un (ipotetico) anticoncezionale orale: olio e mercurio mescolati da ingerire a stomaco vuoto per prevenire le gravidanze per sempre. La Genesi cita il coito interrotto: Onan – dal cui nome deriva per la teologia morale l’onanismo, cioè il peccato di praticare metodi anticoncezionali – “versa il suo seme” sul terreno in modo da non diventare padre di un figlio con Tamar, la moglie del suo defunto fratello. La chiesa cattolica ha sempre ritenuto immorale impedire le gravidanze, con l’apice della severità nel Medioevo, quando le donne impongono ai partner il coito interrotto o inseriscono in vagina – di nascosto – radici di giglio, in quanto il silfio è finito… Qualche caso documentato segnala infanticidi dopo la nascita.

Attraverso i secoli sono numerosi e bizzarri i metodi escogitati per evitare le gravidanze: sputare tre volte nella bocca di una rana per diventare sterile, intrugli da ingurgitare fatti di uova di ragno o serpenti, di organi di animali sterili per le donne, di testicoli cucinati per gli uomini.

Nel Settecento Casanova descrive l’uso di un rivestimento in pelle di agnello anche se sembra un po’ azzardato parlare di veri preservativi, visto che il testo non contiene dettagli. Risale al 1909 il primo dispositivo anticoncezionale intrauterino, che tuttavia è sviluppato e messo in vendita in Germania solo una decina d’anni più tardi.

Sorte analoga a quella di Pincus e della sua pillola, sviluppata nel 1950 e resa disponibile al pubblico solo nel 1960. Ad aiutare il fisiologo statunitense nello sviluppo dell’anticoncezionale orale è Margaret Sanger, che già nel 1916 apre una prima clinica per il controllo delle nascite negli Stati Uniti, fatto per cui è arrestata. Due sono i motivi che guidano la Sanger. Il primo è la sorte della madre, devota cattolica, che dopo 18 gravidanze e 11 parti morì di tubercolosi e cancro della cervice lasciando Margaret (sesta degli 11 figli) ad accudire casa e fratelli, abbandonando il college. La seconda è la sua attività di infermiera in cui deve assistere donne poi morte di parto o di aborto clandestino. Per la Sanger rimanere incinta deve essere una libera scelta e inizia a impegnarsi nel diffondere informazioni sulla contraccezione, attività allora illegale negli Stati Uniti.

La Sanger mette Pincus in contatto con Katharine Dexter McCormick, una vedova che stanzia l’eredità del marito (due miliardi di dollari) a favore delle ricerche del fisiologo che sperimenta la sua pillola con estro-progestinico a dosaggi 40 volte superiori agli attuali. Siccome il progetto è illegale, viene svolto fingendo che sia uno studio contro i disordini mestruali.

Nel 1956 Pincus realizza un test su un campione di 225 donne (povere e senza istruzione) a Puerto Rico, con un elevata incidenza di effetti collaterali che tuttavia non impediscono alla Food and Drug Administration di approvarla come regolatore del ciclo mestruale e permetterne la vendita dal 1960. 

Da allora la pillola è diventata uno degli sviluppi più significativi nella storia della contraccezione, venendo costantemente migliorata, fino a essere uno dei metodi anticoncezionali più sicuri, con valori di successo pari al 99,5 per cento.

Oggi in tutto il mondo il 19 per cento delle donne tra i 15 e i 44 anni utilizza la pillola: unica eccezione il Giappone, dove la percentuale è solamente dell’1 per cento. Purtroppo, le fake news che circolano (alimentate dall’ignoranza di ritorno della nostra epoca) sulla validità e sugli effetti collaterali di questo contraccettivo sono numerose, tanto che il 40 per cento delle giovani statunitensi pensa che la percentuale di efficacia della pillola oscilli tra il 50 e il 60 per cento. E un dato davvero allarmante è che a fronte di percentuali di utilizzo tra il 16 per cento dell’Italia e il 50 per cento dell’Olanda, in Europa aumenta la richiesta della pillola del giorno dopo – soprattutto in età molto giovane – e cresce il numero degli aborti.

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