Facebook oscura 23 profili in Italia

| Utilizzando nomi fittizi, diffondevano fake news divisive e pericolose su vaccini, migranti e antisemitismo. Il colosso di Menlo Park ha annunciato di tenere alta l’attenzione in occasione delle elezioni europee

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Sono 23, i profili che “Facebook” ha deciso di chiudere in Italia su segnalazione di “Avaaz”, organizzazione non governativa americana che si batte perché l’opinione pubblica sia libera e non influenzata da nessuno. Avaaz ha consegnato uno screening delle pagine italiane segnalando “violazioni delle condizioni d’uso della piattaforma, con cambi di nome per celare finalità partitiche.

Molti di questi, precisano da Menlo Park, quartier generale californiano del social network, sono profili accusati di diffondere contenuti vicini all’estrema destra e fake news considerate pericolose su temi sensibili come migranti, vaccini, antisemitismo e messaggi d’odio, gli “hate speech”. Insieme, raccoglievano circa 2,5 milioni di followers.

Fra i profili più attivi, si legge nel report, “Vogliamo il Movimento 5 Stelle al governo”, con 130mila follower, una pagina – si precisa – non ufficiale, a sostegno del partito fondato da Beppe Grillo. Un milione e mezzo di seguaci anche per “I valori della vita”, ufficialmente profilo dedicato genericamente al lifestyle ma che fungeva da cassa di risonanza per disinformazione legata alla destra. Oscurate anche “Lega Salvini Premier Santa Teresa di Riva” e “Noi siamo 5 Stelle”, accusate di aver cambiato nome in corsa passando da pagine di associazioni ad altre politiche. C’è anche un esempio di fake news, come la frase attribuita allo scrittore Roberto Saviano, che avrebbe detto “meglio salvare i migranti che le vittime dei terremoti in Italia”. Frase ovviamente mai pronunciata da Saviano, ma talmente diffusa da costringerlo a prendere le distanze pubblicamente.

Facebook ha ringraziato Avaaz per il lavoro svolto, ribandendo di “voler tutelare l’integrità delle tornate elettorali tanto nella UE quanto nel resto del mondo. Adotteremo ulteriori misure nel caso dovessimo riscontrare altre violazioni”.

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