Facebook Pay, un like anche per pagare

| L’annuncio di Menlo Park certifica l’interesse dei colossi informatici verso i pagamenti elettronici. Quasi tutti sono al lavoro sulle loro idee

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Spostata a data da destinarsi “Libra”, la criptomoneta di Facebook che non è piaciuta tanto in America quanto in Europa, Mark Zuckerberg annuncia l’ingresso del colosso di Menlo Park nel mondo dei pagamenti elettronici. Si chiama “Facebook Pay”, debutta in queste ore negli Stati Uniti e segue di poco “Google Cache”, sottolineando il sempre maggiore interesse dei social nell’universo in forte espansione dei pagamenti digitali. L’annuncio di Menlo Park spiega che la formula sarà utilizzabile sull’intero panel dei social del gruppo, compresi Messanger, Instagram e Whatsapp, e sarà legato alle maggiori carte di credito e PayPal. Una mossa strategica che, secondo gli analisti economici, ha anche un doppio valore nascosto: rendere difficile lo smembramento del colosso, come minacciato da alcuni politici, soprattutto Elizabeth Warren, che nella sua campagna elettorale ha giurato guerra allo strapotere dei colossi informatici.

Facebook Pay è annunciato come un servizio semplicissimo che consente di versare denaro in campagne crowdfunding, acquistare videogame, biglietti per concerti, fare acquisti sul Marketplace e trasferire somme da persona a persona. Massima attenzione sul fronte della sicurezza: “Abbiamo progettato Facebook Pay per archiviare e crittografare in modo sicuro i numeri di carta e conti bancari degli utenti, con monitoraggio continuo antifrode”.

Come accennato, quello dei pagamenti elettronici è un business a cui ormai puntano tutti i giganti della Silicon Valley: “Amazon” sta lavorando con J.P. Morgan e Capital One per permettere ai clienti di creare veri conti correnti, lo scorso aprile “Apple” ha lanciato la propria carta di credito con la collaborazione di Goldman Sachs e MasterCard, e per finire “Uber”, che ha annunciato il portafoglio digitale “Uber Money”, per adesso in via sperimentale, limitato agli autisti.

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