Presidenziali 2020: l’incubo dei social media

| Lo scontro fra Trump e Biden sul risultato delle elezioni sarà il più grande scoglio mai affrontato dai colossi del Big Tech, pronti a impedire a chiunque di cantare vittoria prima degli esiti definitivi

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C’è uno scenario post-elettorale che toglie il sonno ai colossi dei social media: il periodo che intercorre tra la chiusura dei seggi e il risultato. Un tempo che in genere è limitato a qualche ora, ma che questa volta potrebbe richiedere giorni, forse settimane, per i milioni di voti inviati via posta che hanno bisogno di tempo per essere scrutinati.

E nella Silicon Valley serpeggia il timore che quest’arco di tempo - facilmente infarcito di rivendicazioni e accuse reciproche - potrebbe spingere gli Stati Uniti oltre il limite. Se sia Trump che Biden si dichiareranno vincitori, cresce la paura che la violenza esploda senza controllo, in una società che da mesi mostra il nervo scoperto per la questione razziale.

Tre settimane fa, Mark Zuckerberg ha ammesso la propria preoccupazione: “Con il nostro Paese così diviso, i risultati delle elezioni che potrebbero richiedere giorni o addirittura settimane per essere finalizzati, aumentando il rischio di disordini in tutto il Paese”. In quella che potrebbe essere la prima volta, molte delle aziende “Big Tech” stanno lavorando a stretto contatto tra loro per “pianificare due scenari possibili”: la previsione che i voti per posta siano indirizzati verso Biden, mentre quelli alle urne che sembra favorire la riconferma di Trump. Due espressioni di voto diventate una questione politica, perché in uno scenario simile, Trump “vincerebbe” con il conteggio alle urne, mentre Biden potrebbe rivendicare la vittoria dopo i conteggi dei voti giunti per posta.

Trump fomenta la situazione da settimane: “Dobbiamo avere i risultati delle elezioni la notte stessa, non dopo giorni, mesi o anni”. Frasi sibilline seguite dall’annuncio ancor più preoccupante di rifiutare l’idea di un pacifico passaggio di consegne.

È esattamente qui che entrano in gioco i boss della Big Tech. Se Trump canterà vittoria, è assai probabile che lo faccia via Twitter e Facebook, ma i due social hanno già annunciato che non glielo permetteranno. Twitter “rimuoverà informazioni fuorvianti destinate a minare la fiducia dell’opinione pubblica, ad esempio dichiarando la vittoria prima che i risultati siano stati certificati”. E lo stesso ha annunciato Facebook, rifiutandosi di accettare annunci prematuri prima dei risultati definitivi. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Google, intenzionata a bloccare annunci e dichiarazioni successivi al giorno delle elezioni.

Un caso che apre le porte ad una possibilità: Trump dichiara la vittoria, ma non è in grado di diffondere la notizia attraverso i social. E questo potrebbe creare forse il momento più pericoloso mai affrontato dai colossi dei social, chiamati a verificare e censurare migliaia di post.

C’è poi un problema successivo, ovvero che i due candidati giurino vendetta, magari abrogando la legge che protegge i social media dall’essere ritenuti responsabili dei contenuti pubblicati, rendendo la loro vita assai difficile.

Naturalmente, tutto questo potrebbe non accadere: Trump potrebbe vincere con una valanga di voti e Biden accettare la sconfitta immediatamente. O viceversa: Biden vincente e Trump convinto ad andarsene in modo pacifico. Ma diversi indizi suggeriscono che non sarà così, e potrebbe significare seri problemi non solo per gli Stati Uniti, ma per il futuro stesso dei social media.

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