Tutti i guai di Zuckerberg

| In un fake video che circola in rete gli fanno dire di avere il controllo dei dati segreti di miliardi di persone. Ma il Wall Street Journal fa perfino peggio, pubblicando email che il disinteresse per la privacy

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Il “Wall Street Journal” parte all’attacco, riaccendendo i riflettori su Mark Zuckerberg, il fondatore di “Facebook”, il più celebre e seguito dei social. Secondo il quotidiano americano, Zuckerberg era perfettamente a conoscenza dei problemi di privacy del social quando diede l’ok alle cessioni di dati a “Cabridge Analytica”. Una rivelazione che complica non poco la posizione del ricchissimo patron di Facebook, che in queste settimane sta tentando di chiudere le questioni aperte dalla “Federal Trade Commission”, ente con cui sta tentando di arrivare ad un patteggiamento che metta fine all’indagine.

Al centro dell’inchiesta WSJ alcune email che dimostrerebbero la tesi secondo cui Zuckerberg e altri dirigenti del social non ritenessero la questione “privacy” fra le priorità aziendali, malgrado dichiarazioni pubbliche in cui assicuravano l’esatto contrario, ovvero un miglioramento delle politiche sulla riservatezza dei dati.

“Abbiamo cooperato con la FTC fornendo migliaia di documenti, email e file: continuiamo a lavorare con loro e ci auguriamo di arrivare a una soluzione appropriata - ha commentato un portavoce del colosso di Menlo Park a proposito dell’inchiesta del Wall Street Journal – ci battiamo costantemente per rispettare sempre le leggi e in nessun momento Mark o un altro dipendente di Facebook ha mai violato deliberatamente gli obblighi della società nell’ambito del decreto consensuale”. Ma per la borsa, i rumors lanciati dal quotidiano sono stati sufficienti per far perdere più del 2% ai titoli del social. 

Ma la settimana di passione per Mark Zuckerberg non finisce qui: in rete circola un fake video realizzato da Bill Posters e Daniel Howe, due artisti di “Deep Fake” che hanno manipolato ad arte una vera intervista di Mark risalente al 2017. Al fondatore di Facebook i due fanno dire verità inquietanti: “Immaginate un uomo con il controllo totale dei dati di miliardi di persone, con tutti i loro segreti e le loro vite. Devo tutto a Spectre: mi ha insegnato che chiunque controlla i dati controlla il futuro”, afferma Zuckerberg nel video, facendo ironico riferimento alla celebre organizzazione criminale immaginaria contro cui si batte James Bond. Il video è stato diffuso specificando con attenzione che si tratta di un falso, ma ha comunque riacceso il dibattito sullo strapotere dei social. Il video, ha annunciato Facebook, non sarà rimosso, esattamente come era successo due settimane fa per un altro documento fake in cui si vedeva la speaker della Camera Nancy Pelosi totalmente ubriaca. Il motivo: quei filmati non violano alcuna regola interna.

I due artisti autori del fake video fanno parte di una start-up israeliana che attraverso un sofisticato programma di intelligenza artificiale è in grado di manipolare immagini video facendo pronunciare ai protagonisti le esatte parole. Fra le prime vittime Donald Trump e Kim Kardashian: anche loro hanno ammesso di aver raggiunto il successo grazie alla Spectre.

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