Il Muro della Memoria, per le vittime del Covid-19

| Da pagina Facebook aperta a chi voleva ricordare una persona cara uccisa dal virus, si sta trasformando nell’idea di un memoriale di gente che non merita di finire soltanto nelle statistiche

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Man mano che i giorni peggiori della pandemia si accumulavano sui calendari, mentre gli italiani assistevano impotenti alla litania dei numeri dalle loro case, diventava sempre più chiaro un pensiero: eravamo in guerra, e come tutte le guerre alla fine le vittime sarebbero state tante, perfino troppe se si fossero fermate a poche decine. Non è stato così: ad oggi l’Italia è vicina ai 33mila decessi, e non è ancora finita. Giovani, bambini, anziani, il virus ancora oggi continua a non guardare in faccia nessuno, pretende la dose giornaliera di morti, e così sarà ancora – dicono gli esperti – fin quando all’orizzonte non comparirà il vaccino.

Molte delle vittime hanno avuto un finale comune, sempre uguale: ingoiati dagli ospedali senza nessun parente che potesse più avvicinarsi, e usciti solo chiusi dentro ad una bara destinata al più vicino forno. Storie di gente normale, che negli anni aveva messo insieme ciò che il destino concedeva, quelli che non fanno quasi mai notizia perché non uccidono, non rapinano, non violentano, ma semplicemente vivono. Gente che anni prima aveva messo su famiglia e pagato il mutuo, arrivando alla pensione dopo 30 anni passati a fare la stessa cosa: la domenica a messa, qualche volta al mare, i figli, i nipoti e i compleanni che sono sempre troppi. Ma finiti sulla traiettoria del virus, che ha deciso per loro.

Sono questi pensieri che nei giorni peggiori della pandemia, quando nessuno pensava di cavarsela anche restando a casa, hanno spinto un gruppo di persone – “amici”, si definiscono – a creare “Il Muro della Memoria”, una pagina Facebook che voleva semplicemente essere uno spazio virtuale aperto a chiunque avesse pagato dazio alla pandemia con una persona cara, un affetto, un parente, un amico. È stato, spiegano, il bisogno di dare voce a chi non l’aveva, e anche offrire uno spazio a chi aveva perso qualcuno senza neanche riuscire a dirgli addio, mi mancherai, fai buon viaggio. “Si parla di tutto. Tranne di Loro. Se avere parenti, amici, conoscenti che se ne sono andati in solitudine, nel mutismo assordante di questa silenziosa guerra, ricordateli qui. Nessun commento, solo Nome e Cognome, data di nascita e della morte, la città o il paese di provenienza e al limite, se volte, una foto. Sarà un modo per onorare la loro memoria”. 

Nel giro di pochi giorni, “Il Muro della Memoria” si è trasformato in un caso clamoroso: migliaia di messaggi, di foto, di frasi, di nomi sono comparsi sulla bacheca virtuale della pagina. Per la prima volta, dalla freddezza della statistiche e dei numeri, ognuna di quelle morti è diventata un nome, un dramma, una foto, una ferita che non si rimarginerà mai. C’è davvero di tutto, a cominciare dagli anziani, la generazione che il virus ha quasi azzerato, per finire a persone più giovani.

Ora, tutto questo, sta forse per diventare un libro o un docu-film, non è ancora deciso: un memoriale in cui ognuno di quei nomi finiti nelle statistiche avrà qualche riga che lo ricordi, con buona parte dei proventi destinati ad associazioni benefiche. Saranno storie di gente comune, che non avrebbe mai fatto notizia, ma che ha pagato con la vita l’incubo chiamato coronavirus.

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