Lo sport per aiutare i giovani

| Nel Distretto Sociale del Cottolengo di Torino, inaugurato alla presenza del presidente del CONI Giovanni Malagò il progetto “Vincere da grandi” che permette a giovani in difficoltà di vivere esperienze sportive

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Il primo è stato “ChiccoCotto”, poi è arrivato il “MeccaniCotto” e oggi ecco anche il “ConiCotto”. Le iniziative in favore dei ragazzi disagiati promosse dalla Piccola Casa della Divina Provvidenza (conosciuta anche come “Cottolengo” dal nome del suo fondatore, San Giuseppe Benedetto Cottolengo) non si fermano mai.

Oggi, nella sede del Distretto Sociale del Cottolengo a Torino, nell’ambito della presentazione del progetto “Vincere da grandi”, una nuova iniziativa ha mosso i primi passi - con l’inaugurazione di un nuovo campo da calcio a 8 - alla presenza di Giovanni Malagò (presidente del CONI, il Comitato Olimpico Nazionale Italiano), del vice padre generale della Piccola Casa della Divina Provvidenza, Don Giovanni Morero e di alcuni testimonial sportivi e autorità locali, civili e religiose.

Sulla scia delle precedenti attività già avviate, il ConiCotto vuole favorire il coinvolgimento e l’integrazione nella società dei ragazzi disabili e disagiati seguiti dal Cottolengo. Ma mentre le iniziative precedenti intendevano favorire l’integrazione nel mondo del lavoro, quella presentata oggi dà la dovuta importanza al ruolo ricoperto dallo sport in questo compito.

ChiccoCotto, il primo a essere lanciato, permette ad alcuni ragazzi della scuola media - affetti da disabilità o con problemi scolastici - di gestire distributori automatici di caffè, snack e bevande. Grazie a MeccaniCotto - nato dalla collaborazione con Fiat Chrysler Automobiles e il suo marchio di servizi assistenziali Mopar - i giovani lavorano in una vera officina allestita all’interno della scuola. In entrambi i casi l’obiettivo è trasmettere ai ragazzi le competenze necessarie per una vera esperienzalavorativa.

Don Andrea Bonsignori ha le idee chiare a proposito dei numerosi progetti che promuove all’interno della Scuola Cottolengo di Torino, di cui è il direttore. “Cerchiamo di integrare i nostri ragazzi con attività concrete, che permettano loro di avere un ruolo reale nel mondo del lavoro. Iniziative come ChiccoCotto e MeccaniCotto offrono riscontri molto positivi: i clienti che serviamo apprezzano l’impegno e le famiglie dei ragazzi sono felici perché quello che i loro figli svolgono è un vero lavoro, non sono soltanto accuditi”.

La Piccola Casa della Divina Provvidenza è un istituto di carità che ha iniziato a operare nel 1828, quando fu inaugurata la prima sede in Torino. A oggi le case di assistenza sono circa 40 in tutt’Italia e aiutano quasi 2 mila persone. Al suo interno è poi nata la “Scuola Cottolengo” che ha l’obiettivo di accogliere prima di tutto i più bisognosi e che fa della diversità una crescita educativa.

ConiCotto è quindi un ulteriore tassello di integrazione, inserito all’interno di “Vincere da grandi”, il progetto sportivo, educativo e sociale (nato dalla collaborazione tra CONI e Gioco del Lotto) che offre - gratuitamente a ragazzi tra i 5 e i 14 anni che vivono in contesti territoriali e sociali difficili - un’esperienza sportiva, educativa ed emotiva. Già presente in alcuni tra i quartieri più disagiati delle principali città italiane (da Roma a Palermo, da Napoli a Milano, da Rosarno a Taranto) il progetto arriva anche a Torino.

“Questo genere di attività - ha spiegato il presidente del CONI Giovanni Malagò nel corso del suo intervento - può rappresentare un’importante opportunità per intraprendere un percorso di crescita e sviluppo corretto. Il progetto declina concretamente il principio del diritto allo sport per tutti, fornendo un servizio alla comunità e alle famiglie meno agiate. E la struttura del Cottolengo è il miglior emblema di queste attività. Senza dimenticare lo sponsor Lottomatica che ha deciso di entrare da protagonista decidendo di portare lo sport dove è fondamentale che ci sia: tra i giovani che non hanno la fortuna di poterlo praticare facilmente”.

Del resto, come sempre il Cottolengo è partner attivo di queste iniziative che intendono favorire l’integrazione dei giovani più sfortunati.“È raro - afferma don Andrea - vedere tanti ragazzi che giocano insieme senza rendersi conto delle differenze che esistono tra di loro. E questo è quello che ci interessa: sono i veri testimonial di questo progetto vincente, la cosa bella per loro è giocare tutti insieme. La sfida inizia oggi”.

A proposito degli altri progetti, Don Andrea conclude che “I ragazzi assunti dalle cooperative del Cottolengo sono complessivamente una ventina e abbiamo da un lato l’obiettivo di assumerne di più a fronte di un lavoro che cresce, dall’altro lato culliamo un sogno: farli lavorare non solo al nostro interno ma anche per aziende o enti al di fuori della scuola. Sarà moltofacile, il giorno in cui si saprà quanto sono bravi”.

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