Guerra aperta agli “smombies”

| Ovunque si cercano soluzioni al problema di chi cammina con lo sguardo fisso sullo schermo di un telefono. Diversi i tentativi, da quelli morbidi della Germania ai più duri adottati a Sassari

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Sono stati i tedeschi, nel 2008, a coniare il termine “smombie”, neologismo che mescola smartphone e zombie per indicare chi va in giro con gli occhi fissi sul proprio telefono, ignorando quel che succede intorno.

E proprio in Germania, ormai da tempo, alcune grandi città come Colonia e Berlino hanno deciso di rimediare alla perenne distrazione dei pedoni imbambolati da uno schermo con cartelli che avvisano gli automobilisti sul pericolo di veder spuntare all’improvviso persone che non prestano attenzione a strisce pedonali e semafori. In aggiunta i cartelli, sono già diversi gli esempi di semafori a livello strada, con luci affogate nell’asfalto nella speranza che entrino nel raggio visivo degli smombies.

E la Germania non è la sola: in Cina sono in fase di test alcune corsie riservate a chi cammina a testa bassa, mentre diversi arredi stradali come lampioni e pali della luce sono stati dotati di rivestimenti morbidi per evitare poco piacevoli “zuccate”.

E Sassari è stata la prima città italiana a promettere la tolleranza zero verso i “morti viventi” dello smartphone con l’introduzione di multe che hanno fatto calare del 22% gli incidenti stradali che coinvolgono pedoni.

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