L’altro lato dell’assicurazione

| Ormai non possiamo più fare a meno di proteggerci contro qualsiasi evenienza: non solo per l’auto, ma anche per la casa o il figlio, che potrebbe investire qualcuno con la sua bicicletta. Diffusi i dati sui reclami di chi si assicura

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Di Marco Belletti
Il concetto di assicurazione è da anni parte integrante delle nostre vite e proteggiamo in qualche modo praticamente tutto ciò che ci circonda, cose, animali e persone: dall’auto al gatto, dai guai che può combinare il figlio in bicicletta alle spese mediche della famiglia, dalla casa in cui viviamo al costoso smartphone, direttamente al momento dell’acquisto nel centro commerciale.

In realtà il concetto di assicurazione non è recente: già durante la preistoria gli esseri umani avvertono la necessità di provvedere alla propria sicurezza, accumulando riserve di cibo per affrontare l’inverno o i momenti difficili. Con l’arrivo del denaro, gli uomini sentono la necessità di accumulare soldi per garantirsi un futuro tranquillo: il passo dal risparmio all’assicurazione a questo punto è davvero breve.

I principi alla base delle assicurazioni sono l’associazione tra persone per assistere chi è senza mezzi e il trasferimento del rischio a qualcun altro. Hanno origine antica: già nell’antica Grecia esiste la figura dell’ἔρανος (eranos) che provvede a raccogliere denaro con una colletta tra amici per offrirlo senza interesse a chi deve pagare il riscatto di un prigioniero, rimborsare un debito o pagare un’ammenda. In Omero la parola significa uno specifico tipo di banchetto, nel quale ognuno porta un contributo in denaro o in natura.

A Roma sorgono associazioni come i “collegia tenuiorum” per garantire onorevoli sepolture ai loro membri, avevano carattere religioso ed erano legalmente riconosciute. Anche la “pecunia traiecticia” era equiparabile a un’assicurazione: si trattava di denaro in prestito per operazioni commerciali d’oltremare.

Nel Medioevo – soprattutto tra l’ottavo e il decimo secolo – in Europa nascono le gilde: associazioni di artigiani che, raggruppati e uniti, riescono a tutelarsi da eventi sfortunati o disgrazie. È da allora che prende forma l’attuale concetto di assicurazione che trasforma il rischio in una spesa fissa e, grazie a un preciso contratto, si ha la certezza di quantificare gli eventuali danni se il rischio dovesse verificarsi.

Oggi alcune forme assicurative sono obbligatorie, a volte potendo scegliere l’offerta più vantaggiosa (per esempio per la responsabilità civile dei veicoli), in altri casi senza scelta, come nel caso delle assicurazioni per i lavoratori.

Le assicurazioni possono essere contro i danni (distruzione, perdita, deterioramento di beni), sulla vita (in caso di morte o raggiungimento di una determinata età), sociali e sanitarie (per accedere a servizi o a cure) e infine la RCA (responsabilità civile autoveicoli, per risarcire eventuali danni causati ad altri).

L'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (IVASS) è una autorità amministrativa indipendente che vigila sul mercato assicurativo italiano, per garantirne la stabilità e tutelare il consumatore. Tra i suoi compiti c’è anche la verifica che siano previsti idonei strumenti a disposizione degli assicurati per segnalare eventuali problemi nel rapporto con l’assicuratore.

L’IVASS ha recentemente diffuso i dati relativi alle lamentele dei clienti italiani nei confronti delle compagnie assicurative durante il 2018. Complessivamente sono stati oltre 97 mila i “reclami”, di cui l’84 per cento legati all’auto (47 per cento solo per RCA), con una tendenza in calo già messa in evidenza in precedenti rilevazioni: rispetto al 2017, la riduzione è del 6,4 per cento.

La variazione non è omogenea in tutti i comparti assicurativi: si passa dal +6,16 per cento nel comparto vita (soprattutto per i reclami formulati nei confronti di Cardif Vie, cresciuti del 31 per cento) al +2,5 per cento per i danni auto escluse: in questo caso l’aumento più consistente riguarda i reclami nei confronti di imprese estere: Cardif Assurance Risques Divers, AmTrust Underwriters DAC, Chubb International.

Nel comparto RC Auto – caratterizzato da una diminuzione più netta per le assicurazioni italiane

(-8,74 per cento) che per le estere (-0,48 per cento) – alcune imprese hanno ottenuto risultati decisamente negativi: i reclami di Great Lakes (che opera in Italia con il marchio Prima.it) sono cresciuti del 204 per cento, mentre tra le italiane chiudono il 2018 in negativo AXA Assicurazioni (+22,4 per cento), ITAS Mutua (+61,3 per cento), DARAG (+195 per cento), Cattolica (+15 per cento) e Amissima (+27 per cento).

Tra i dati diffusi dall’IVASS sono comprese anche le medie di mercato dei rapporti tra reclami e premi e tra reclami e contratti – sia per le imprese italiane sia per le estere operanti in Italia – anche con la suddivisione per canale distributivo. È così possibile verificare quali operatori si discostano dalle medie di mercato.

In sintesi, il comparto nel quale si concentra il maggior numero di reclami verso le imprese italiane è ancora quello della RC Auto (50 per cento) mentre la maggioranza delle lamentele verso le assicurazioni estere riguarda i rami danni diversi dalla RC Auto (50 per cento).

Significativo il dato relativo ai reclami accolti, che sono stati solo il 28,6 per cento, mentre quelli respinti ben il 56,4 per cento. [Cliccando qui è possibile trovare tutte le tabelle realizzate dall’IVASS]

Infine, per chi è insoddisfatto del comportamento di un’assicurazione, IVASS suggerisce di inviare una lamentela all’ufficio reclami. Se dopo 45 giorni (tempo massimo consentito dalla legge per rispondere) non si è ricevuta nessuna replica, il suggerimento è contattare l’ufficio reclami dell’IVASS.

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